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“IL 19 PAPA’ FA QUATTRO ANNI… LO RICORDI AGLI AMICI?”…

Incontro casualmente Nuccio, il maggiore dei due figli di Giulio Maisano. Non mi vedeva da tempo, ma non gli spiego i motivi. Nei suoi occhi riaffiora la commozione, perchè mi parla di papà… Era il 19 luglio del 2013 quando Giulio Maisano è andato via per sempre. “Sono passati quattro anni, Santino. Ho scritto per lui qualcosa nel manifesto, domani è il 19… ci sarà la messa“. “Sì, Nuccio, ricordo bene che sono passati quattro anni, ma papà è sempre nei nostri ricordi…“. “Scrivi qualcosa per lui, Santino? Voglio che lo ricordino anche gli altri, tutti quelli che lo hanno conosciuto, che gli hanno voluto bene… Ci pensi tu?“. Gli dico di non preoccuparsi… Mi sorride, mi saluta, se ne va… 

Ed oggi è il 19. Il mio primo pensiero è quello di mantenere la promessa fatta a Nuccio Maisano: scrivere qualcosa per suo padre. Giulio, vecchio compagno di classe, alunno del prof. Foti, e poi compagno di lavoro, per altri anni, avanti e indietro per andare e tornare dalla Calabria. Giulio era un amico leale e sincero, affettuoso e rispettoso, perchè don Nunzio e donna Stefana hanno cresciuto i figli inculcando in loro il rispetto per il prossimo, l’onestà, l’amicizia… Infaticabile lavoratore, profondamente legato alla famiglia, generoso e disponibile, Giulio, una volta collocato a riposo, aveva come passatempo, la frequentazione degli amici del Bar dello Sport, quello che a Milazzo si identifica con lo Scotch Bar. Aveva un posto fisso attorno a quei tavolini, come se avesse stipulato ad inizio stagione un abbonamento in tribuna numerata, per parlare di calcio e del Milazzo. Partecipava anche ad animate discussioni senza mai trascendere, accettava le critiche che altri muovevano, ma commentava ed esponeva il suo punto di vista: in un’Italia di allenatori e direttori tecnici, anche lui interpretava quel ruolo, ma con maggiore competenza e obiettività di tanti altri! Parlava, Giulio… aveva sempre qualcosa da dire o da chiedere. Parlava con tutti, amava la compagnia e difficilmente stava in silenzio. Se lo faceva, era solo per apprendere,attento a non perdere una sola parola, qualcosa che gli sfuggiva, che non conosceva; e che poi serviva a colmare quelle lacune che ognuno di noi si porta dietro. Era piacevole sentirlo parlare, e non era prolisso o arrogante, e non voleva avere mai l’ultima parola.

Un giorno, e per qualche tempo, la sedia di Giulio rimase vuota: un improvviso ricovero, con tutti gli amici a chiedere notizie del suo stato di salute e aspettare il suo ritorno. Grande fu la festa quando Giulio tornò, pronto a riprendere quelle appassionate discussioni e stare con i suoi amici.

Non fece in tempo a salutare nessuno, quando, improvvisamente, lasciò ancora una volta quella sedia. Giulio non fece più ritorno, le sue condizioni di salute si erano aggravate; e a Milazzo, il 19 luglio del 2013, quattro anni fa, tutti seppero che non sarebbe più tornato…

La notizia fece il giro della città. L’incredulità e lo sconforto assalirono chi lo conosceva. Dal dolore ai ricordi dei momenti lieti e tristi il passo però e breve… e Giulio, già partito per il lungo viaggio, riprese a rivivere nelle discussioni degli amici più cari, che cominciarono a rivedere, come in lungo filmato, i giorni, i mesi, gli anni di spensierata serenità, di appassionate discussioni, di scontri incruenti, di scambi di battute, di prese in giro e di sfottò…

Lo abbiamo ricordato quando se n’è andato, il nostro amico fraterno Giulio Maisano, Lo facciamo ogni anno. Lo avremmo fatto anche se Nuccio non mi avesse incontrato, per una raccomandazione superflua… Lo portiamo con noi, nei nostri ricordi di bambini spensierati nati e cresciuti nella Sena; nei ricordi di padri di famiglia con tante preoccupazioni e responsabilità; nei ricordi di vecchi amici che notano l’assenza, e si rendono conto che il tempo passa inesorabile… Porterà via, ogni giorno, qualcuno di noi; arricchirà la nostra esperienza quotidiana, aumenterà i dolori fisici e i malanni; ci fare incontrare sempre con qualche ruga in più, qualche dispiacere vissuto e non raccontato… Ma mai, fin quando Iddio di manterrà padroni della nostra mente, ci potrà privare dei ricordi più cari…

E Giulio fa parte di quei ricordi, quelli che porti con te quando sei pronto per partire per l’ultimo viaggio… e proprio per questo non lo dimenticheremo mai…

 

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