Home / Società / A MILAZZO CI SONO “INTOCCABILI”? ATTENDIAMO UNA RISPOSTA…
Italpane

A MILAZZO CI SONO “INTOCCABILI”? ATTENDIAMO UNA RISPOSTA…

AUMENTANO LE SEGNALAZIONI, AUMENTANO I MALUMORI, AUMENTANO ANCHE I SOSPETTI CHE CI SIANO FAVORITISMI… ED E’ SOLO UN’ANTICIPAZIONE: PARLEREMO ANCHE DELLE STAZIONE CIANTROVELLEITA’ MAI SOPITE DELLA PROVINCIA DI MESSINA CHE PENSA DI “IMPOSSESSARSI” DEL LICEO IMPALLOMENI, DI CUI E’ PROPRIETARIO IL COMUNE DI MILAZZO! ANDIAMO CON LA PRIMA…

Signor Direttore,

mi appresto a scrivere privo di animosità o preconcetti e con “spirito di servizio”, come tutte le volte che porto alla Vostra attenzione talune problematiche riscontrate nella nostra Milazzo, che meritano di essere rese note, con l’intento di partecipare – a modo mio – alla soluzione di qualche problema. Quanto meno di quelli che individuo come tali e che siano alla mia portata. Intendo rappresentare una situazione di pericolo (l’ennesima) alla quale si crede di aver già dato soluzione provvisoria, ma con il passare del tempo diventata DEFINITIVA! E per mettere i lettori di TERMINAL nelle migliori condizioni di capire che in questa città ci POTREBBERO, ripeto POTREBBERO, essere degli INTOCCABILI, allego una foto: chi non è di Milazzo e non transita da quelle parti non sa infatti che assurdità si vanno a legalizzare… La foto mostra una palazzina fatiscente, in zona Ciantro, con transenne poste anteriormente, come a vietare il transito a ridosso della palazzina medesima. Nulla di particolarmente importante se non si tiene conto del fatto che quelle transenne stanno lì da epoca immemorabile a testimonianza di come ad una transenna si affidino (come al solito) compiti “eterni” che vanno al di là dello stesso concetto di “barriera mobile” quale di fatto è la transenna. Essa dovrebbe costituire un presidio temporaneo al quale non  si possono annettere compiti al di là della durata di una situazione emergenziale che – per tale – deve essere immediatamente tamponata o eliminata (altrimenti che emergenza sarebbe), facendo venir meno la permanenza di qualsivoglia sbarramento temporaneo. La palazzina in questione, invece, è rimasta sorvegliata speciale ormai da anni, al punto che la barriera, formata con più transenne, non protegge più un bel niente. All’epoca, si è ritenuto potesse essere questa la soluzione che faceva rientrare tutto nella norma. Una soluzione per raggirare norme ben più complesse, ma non voglio pensare che tutto sia stato fatto per… servilismo… Già: e di chi? Siamo tutti uguali di fronte alla leggi, quindi…  Ma se quello è un transennamento a norma, che lascia una situazione di pericolo tal quale, allora sarà meglio rivederla questa norma. Non esageriamo col prosciutto negli occhi prendendo in giro noi stessi.

Quella del Ciantro è una strada frequentatissima, fitta di insediamenti, con tantissima gente e tantissimo traffico veicolare; sfido chiunque a dire che nessuno, di quelli che contano e che determinano scelte, non  si sia mai accorto della situazione. La palazzina è fatiscente (quasi come le transenne), è di molto datata e cade a pezzi; intonaco e muri crepati; mattoni, tegole, persiane e longheroni di legno penduli che sfidano la gravità ed ancora vetri delle finestre piano terra rotti e sparsi per terra. E’ noto a tutti quel modo di dire… “Gli è arrivata una tegola in testa !”. Esatto, finirà proprio così se non si corre ai ripari, perché stavolta non si tratta di una cartella delle tasse che, magari, è giunta inaspettata “fra capo e collo”. La cartella peserà alla tasca, ma la tegola uccide. La barriera da sola è inidonea a determinare sicurezza e, oltretutto, non copre l’intera lunghezza del prospetto pericolante; si può varcarla (passarci di sotto o di lato) senza alcun problema anche da parte di bambini che spesso vedo giocare a palla nello slargo accanto. Ed è facile che vada qualcuno di loro fin sotto la palazzina rincorrendo la palla, così esponendosi al pericolo. E se qualcuno di essi, nella solita esuberanza dei bambini, supera una di quelle finestre basse al piano terra, dove potrà finire? O COME potrà finire? …Ricordo Vermicino, Alfredino Rampi, i fratellini di Gravina… NO!!! Finiamola di scherzare col fuoco…qualcuno si brucerà prima o poi!

Aldilà di questo aspetto, il più importante, mi chiedo quale può essere il vantaggio di lasciare immobilizzata per tanto tempo attrezzatura che potrebbe servire altrove? Forse ce ne siamo dimenticati? Chiedo di conoscere, ma la risposta arriverà difficilmente, una sola motivazione logica che giustifichi il perché, a vantaggio di qualcuno, si mantenga un presidio di guardia a terze persone che hanno la responsabilità di aver determinato, senza dolo s’intende, una situazione di pericolo latente. Già anni addietro, bisognava imporre al legittimo proprietario di eliminare immediatamente quelle parti cadenti; di mettere in sicurezza l’immobile e recuperare le transenne, restituendo così ai cittadini la fruibilità del marciapiedi. Ma volendo essere un po’ pignoli, visto che il Comune i soldi li chiede sempre agli stessi, come se non avesse altre fonti, fu valutata, all’epoca, la possibilità di far pagare un nolo per la recinzione che costituiva di per sè la fornitura di un servizio? A isolare la zona pericolosa avrebbe dovuto pensarci il legittimo proprietario. Chissà perché le cose sono andate diversamente!

Continuando con la pignoleria, poichè di questo si tratta se si afferma che la legge dovrebbe essere uguale per tutti, è mai stato richiesto  il pagamento della Tosap (Tassa Occupazione Spazi Aree Pubbliche)? O non gli spetta di pagarla perché non si tratta di passo carrabile? No cari miei, ha “occupato” per tanto tempo suolo che doveva essere di tutti, quindi, due più due fa quattro e se qualcuno vuole aggiungere “se la matematica non è un’opinione”, faccia pure. E dirò di più: nel mentre il passo carrabile lascia la possibilità/facoltà di transitare, di passeggiare, e comunque paga il “pizzo”, la transenna e lo sbarramento precludono di fatto ogni possibilità di passaggio; ergo, altro che avere dubbi. Bisognerà approfondire questo aspetto e vedere, fra l’altro a chi appartiene questo immobile che  maggior gloria deve avere avuto nel suo passato. Non vorrei che sia uno dei tanti intoccabili nei confronti dei quali il Comune assume una posizione prona. Certo, potrebbe anche trattarsi di un povero cristo che non solo ha la disgrazia di avere una palazzina che cade e non cade, ma deve essere pure tassato. E speriamo che “sconcicannu ‘u cani chi dommi”, a qualcuno non venga pure in mente di fargli pagare Ici, Imu, Tari, Tasi, Acqua e Spazzatura. Non è questo l’intento, ma solo quello di invitare qualcuno che dovrebbe sentirsi obbligato a controllare la veridicità di queste affermazioni e provvedere di conseguenza. E, come si dice in questi casi, grazie per l’ospitalità.

Rispondi