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ADDIO A GIANNI MAIO, DA BARCELLONA A PADOVA PER LAVORO…

CHI LO RICORDA QUESTO RAGAZZO di poco più di sessant’anni? Quelli della mia generazione sicuramente, specie i suoi concittadini.

Gianni Maio, aveva lasciato Barcellona dopo aver completato gli studi e si era trasferito a Padova, dove si era laureato in Ingegneria. Ed a Padova era rimasto, assieme a tanti coetanei che in Veneto hanno formato famiglia, senza tuttavia recidere i legami con la loro terra, continuando a mantenere rapporti affettuosi con i vecchi amici, diventati grandi anche loro, e vedersi con piacere quando, attratti dal richiamo della Sicilia, dai luoghi e dal sole di casa nostra, sono riusciti, anche se per pochi giorni, a staccare la spina e guardare il passato nelle facce di chi è rimato qui…

Antonio Formica, uno dei “padovani”, mi chiama al telefono per darmi la notizia: quella che non avrei voluto ascoltare, purtroppo. E come per Franco Vento, il popolare SCIROCCO degli anni d’oro del CSI, che aveva lasciato gli amici di una vita di Padova, anche per Gianni, sportivo impegnato nell’atletica leggera, anche questa volta la vittoria finale è stata conquistata da una signora che non si concede distrazioni, che non si cura degli affetti, che stabilisce lei quando è giunto il momento di decretare una sconfitta irreparabile. Una signora che ricorre a mezzi subdoli, aggredendo la vittima designata con un male che si pensa di debellare. Una lotta strenua, quella combattuta da Gianni Maio, così come l’aveva combattuta Franco Vento…

Un altro amico degli anni più belli se ne va, Santino… E’ triste per noi emigrati a Padova, non più giovani ma legati da vincoli di amicizia, da quasi mezzo secolo di affetti condivisi, di gioie e dolori, di spensieratezza e di rimpianti, di sorrisi e di lacrime, di passioni e di divertimenti, di impegni lavorativi e di svaghi, vedere che a sessant’anni non sei più con noi… Trovi la sua foto sulla mia pagina, ma anche sulla sua…” Lo vedo, ingegnere… quello sei tu; lui è quello piccolino, nero di carnagione, scattante negli allunghi e sui rettilinei… Lo vedo, ingegnere…. e lo ricordo ancora come fosse ieri… Lo vedo anche nelle altre foto…

Ecco, Nino, scelgo questa per ricordarlo ai suoi concittadini di Barcellona. Ha i capelli brizzolati… E’ sempre sorridente, anche se di anni ne sono passati tanti, il sorriso e l’unica cosa che non cambia mai! 

Sai, Santino, da un anno era in pensione, avrebbe voluto riposarsi, godersi la famiglia… sarebbe stato giusto, dopo tanti anni. E invece domenica se n’è andato…

Domenica… ieri?

Sì, Santino, proprio ieri… E domani a Padova saremo tutti a salutarlo…. per l’ultima volta…

Ciao, Gianni, alza quelle braccia vittorioso… Non ha vinto quella vecchia signora, che ti ha aggredito, ti ha sfiancato, ha pensato di demolirti fino all’ultimo centimetro, allo spasimo… No, Gianni, hai vinto ancora una volta tu, che ti sei guadagnato l’ingresso nei campi eterni del Paradiso… Ecco come Nino Formica ti ricorda nella foto che condivide con te: ” Caro e immenso amico mio … voglio ricordarti così, mentre cantiamo a squarciagola spensierati… sei stato un punto fermo nella mia vita,spero di esserlo stato anch’io per te … Ciao, adesso mettiti i calzini, scarpette, maglietta e calzoncini e fatti una bella corsa sugli argini del cielo …tvb Gianni”…

Sì, Gianni, Ti vogliamo bene… 

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