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AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, TRIONFO AL VITTORIO EMANUELE DI MESSINA!

IN SCENA IL MUSICAL SENZA TEMPO DI GARINEI E GIOVANNINI E IAIA FIASTRI, CON LE MUSICHE DI ARMANDO TROVAJOLI. DAL 1974 AD OGGI, 45 ANNI DI APPLAUSI E DIVERTIMENTO.

PRESENTAZIONE

Puntare sul duo Garinei – Giovannini è come proporre all’ascolto un brano di Mogol e Battisti, o mettere in scena un’operetta di Lombardo e Ranzato, oppure rivedere una gag esilarante di Stallio e Ollio, o uno dei film di Franchi e Ingrassia, se vogliamo restare a casa nostra: e proponendo in qualsiasi città, in qualsiasi teatro, un lavoro della coppia più prolifica della storia della rivista del dopoguerra, trasformata sapientemente in musical o in commedia musicale, adattandosi agli infiniti mutamenti dei gusti del pubblico, si ha la certezza di riscuotere un successo incondizionato da parte degli spettatori e della critica.

Da RUGANTINO a RINALDO IN CAMPO, da GIOVE IN DOPPIOPETTO a SE IL TEMPO FOSSE UN GAMBERO, da AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA a ALLELUJA BRAVA GENTE, le repliche non si contano più. La coppia che aveva preferito seguire la vocazione artistica piuttosto che la farmacia paterna (è il caso di Pietro Garinei) o le aule del palazzo di giustizia (scelta contestata dal padre di Sandro Giovannini), aveva scritto AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA nei primi anni 70; epoca di profondi mutamenti, un mondo da rifare (magari dopo un nuovo diluvio universale…), una chiesa in fermento, un paese che dopo gli anni della contestazione, l’autunno caldo, gli scioperi, il rinnovo dei contratti, stava entrando, suo malgrado, negli anni di piombo. La rappresentazione al Sistina, per la prima volta, nel 1974, è seguita da sei mesi di repliche: mattatore, Johnny Dorelli, che dopo i successi sanremesi con Modugno nel 1958 e nel 1959, aveva conquistato con la sua faccia pulita e la sua simpatia mamme e nonne, al punto da diventare uno showman nella tv dei primi anni 60 (Per lui vengono creati Johnny 7 e Johnny sera, ma anche la conduzione di Gran varietà, spettacolo in onda sul secondo programma della radio). Al suo fianco recitano Paolo Panelli, Bice Valori e una giovanissima Daniela Goggi. Il pubblico ride, si diverte, non pensa assolutamente ai messaggi che, con il passare degli anni e con le repentine trasformazioni della società, la critica sembra intravedere nei testi, nelle canzoni, nelle battute. Semmai, risulta evidente il celibato dei preti, in un lavoro che vede la luce l’anno del referendum sul divorzio! Oggi, a distanza di oltre 40 anni, si cerca forzatamente di dare un volto a chi andrà ad occupare quel POSTO A TAVOLA che si deve aggiungere: potrebbero essere gli immigrati, si ipotizza. Niente di tutto questo: affermazioni dettate da presupposti errati che chi conosce la storia di Garinei e Giovannini, ma soprattutto i loro lavori, non farebbe mai. Per loro, soprattutto per loro, il posto a tavola sarà occupato da quell’ospite inatteso che, presente nel lavoro, con la sua voce fuori campo, è il vero protagonista.

Ma vediamo un po’ come ha visto il musical la nostra prof.ssa Rita Chillemi. Buona lettura… 

                                                                                                                                                                                                                      (Santino Smedili) 

Ritorna con l’edizione nuova del 2018 la commedia musicale scritta da Garinei e Giovannini, con la partecipazione di Iaja Fiastra e le musiche incantevoli di A. Trovajoli riprese e riadattate da Maurizio Abeni, al teatro Vittorio Emanuele per tre sere, il sabato con doppia esibizione, stracolmo di un pubblico entusiasta che non smetteva di applaudire. Nei panni di don Silvestro, e che fu di suo padre, Gianluca Guidi, curatore della ripresa teatrale, artefice terreno della trama della commedia. Su di lui l’Artefice divino: Dio, con la voce da lassù di Enzo Garinei.

Don Silvestro, nel piccolo paesello di cui è prete, riceve da suo Divino Superiore, attraverso una telefonata, l’ordine di costruire un’Arca per salvare la sua gente dall’imminente secondo diluvio universale. Grande è la perplessità del Sindaco del paese che tenta di dissuadere la gente dal prestar fede al folle curato; Clementina, Camilla Nigro, figlia del Sindaco e innamoratissima del prete non si lascia convincere; con lei gli altri abitanti che vivono la vita del paese con un sentimento di fratellanza e di condivisione. Neanche il rifiuto del legname necessario per la costruzione dell’Arca, di cui era proprietario Crispino, così si chiamava il Sindaco in onore del Santo Patrono del paese, farà loro cambiare idea.

Dio, sempre in contatto con il suo discepolo, lo aiuta a vanificare gli ostacoli frapposti dal sindaco e a favorire le opere di costruzione in un clima di tenera complicità. Ma ecco che spunta Consolazione, interpretata da Emy Bergamo, simbolo dell’amor profano. Come la BOCCA DI ROSA di De Andrè, è pronta ad offrire il suo amore ai mariti, proprio nella notte stabilita per la procreazione. Ma nulla sfugge Lassù, e sarà Toto, il giovane più sprovveduto e sempliciotto, che scoprirà la sua virilità e passerà l’intera notte con Consolazione.

Nella rivisitazione del Musical al curatore non sfuggono gli elementi che riattualizzano la trama e il messaggio stesso della commedia come: l’espediente del telefono, quasi che anche Dio ami fruire della tecnologia spesso demonizzata e strumentalizzata dall’uomo, il rifiuto ostinato della gente verso Consolazione e i limiti dell’uomo anche nelle leggi.

E che dire dell’Ars construendi? Assistiamo infatti ad un’opera dinamica e armonica nel disegno ingegneristico dell’Arca.

Il vero motore di tutto è l’Amore ed è la prima volta che l’amor profano e l’Amor Divino sembrano percorrere la stessa direzione, quella dell’Amore senza condizionamenti, quella dell’Amore vero che anche Don Silvestro può ricambiare a Clementina. Ma è anche in nome di quest’Amore assoluto per il Prossimo che Don Silvestro farà la sua scelta.

Una nota di rilievo merita la figura del sindaco, l’attore Marco Simeoli, che pur di contrastare la follia del parroco e tenere alto il suo potere, si schiera con il potere della Chiesa: ironia e realtà si fondono per far vincere il Bene.

Tutto il Musical è pervaso da una visione cristiana fatta di naturalezza, di comprensione e altruismo, in cui il protagonista è l’uomo del creato che un Dio molto umano si prodiga a salvare da ogni male.

L’atmosfera è tutta fatta di canzoni, colori, musiche e balli volti a presentare la leggerezza, la bellezza e l’armonia del creato. Armonia è quella del corpo di Ballo, diciassette elementi che sul palco volteggiano all’unisono.

I costumi che all’inizio sembrano simulare i colori dell’aria e della terra, via via si vivacizzano sino a riportare sulla scena i colori dell’arcobaleno: l’arcobaleno che sorge dopo la tempesta. Il successo che da sempre ha costellato le tantissime rappresentazioni di questa commedia musicale, a partire dal 1974, sta proprio in questo quadro idilliaco al quale tutti vorremmo appartenere, oltre che alle qualità artistiche del regista e degli interpreti tutti.

Grande emozione infine quando sulla scena la voce di colui che interpreta il Divino si materializza nella figura, sorridente e solare, nonostante gli anni: Enzo Garinei.

RITA CHILLEMI

 

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