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AI MIEI AMICI LETTORI: DA GIORNO 1 SONO IN PENSIONE. MA NON SO QUANTI DEI GIOVANI CI ARRIVERANNO!

POTREBBE ESSERE UNA LETTERA, SEMISERIA OVVIAMENTE, SECONDO UNO STILE ORMAI COLLAUDATO. MA E’ UN’ANALISI DELLA REALTA’ CHE VIVIAMO GIORNALMENTE. VI PREGO DI LEGGERE, NON PER CONDIVIDERE QUEL CHE MI PERMETTO DI SCRIVERE, ALLA LUCE DEI FATTI E DEGLI STUDI STATISTICI, MA PER GUARDARVI INTORNO E RIFLETTERE… GRAZIE!
Buongiorno, amici. Da oggi, visto che ieri era domenica, sabato non si lavorava, e giorno 1 veniva osservato un giorno di riposo per la festività del Santo Patrono, almeno qui a Milazzo, da oggi, dicevo, comincio a godermi la pensione. Meritata o meno che sia, dopo 40 e passa anni di lavoro, lo può dire solo chi si trova nelle mie condizioni. Quindi, per oltre 40 anni un lavoratore nelle mie condizioni ha versato contributi che, come mi è stato detto all’atto dell’assunzione, avrebbero dovuti essere RESTITUITI, interessi inclusi, a chi AVREBBE RAGGIUNTO un obiettivo fissato inizialmente, ma variato di volta in volta da diverse decisioni politiche. Purtroppo per milioni di lavoratori non è stato così; e continuerà a non essere così! Fra porte, finestre, leggi, leggine, anni riconosciuti per esposizione all’amianto, campagne di guerra, invalidità vere o presunte, scivoli e compagnia bella, ci troviamo in condizioni di assoluta disparità in un Paese, l’Italia, nel quale le leggi nascono ad uso e consumo di qualcuno che gode di conoscenze molto in alto ed appoggi.
E grazie a questo “qualcuno”, a goderne sono anche tanti altri, che si vedono cadere questa manna dal cielo. E di anni lavorativi ne hanno fatto molti ma molti di meno… 
A gennaio compirò 67 anni.
Ovviamente non mi godrò i quarant’anni e passa di contributi, pari agli anni lavorati, perchè ritengo obiettivamente INNATURALE arrivare in perfette condizioni fisiche e psichiche ad un’età che lo STATO pensa che tutti dovremmo raggiungere se non addirittura superare… a chiacchiere!
In compenso, ci sono persone che, avendo un’età minore della mia, ed avendo lavorato meno di me, percepiscono già da molti anni un trattamento pensionistico che si protrarrà ancora per un arco di tempo pari a due o tre volte il periodo effettivamente lavorato (sono calcoli dello Stato…). E, visto che per decenni mi sono “divertito” con le statistiche, al punto da fare diventare Milazzo tra i comuni più virtuosi d’Italia in questo campo (dovremmo essere tra i primi TRE), potrei continuare ancora per molto, confutando dati esageratamente distorti e previsioni azzardate che non tengono conto di tante variabili e che vorrebbero ancora spostare in avanti l’età lavorativa.
Probabilmente (o sicuramente?) chi ha in mano le redini dell’economia, agganciandola solo al lavoro dipendente, non comprende che un giovane, che si avvicina oggi al mondo del lavoro, non avrà nessuna prospettiva reale di andare in pensione! O magari lo sa ma non lo dice! Così come sa pure che certi contratti proposti al lavoratore non gli daranno mai la possibilità, ammesso che possa raggiungere quella soglia non preventivata, ossia la pensione, di poter sopravvivere per gli anni che gli rimarranno.
Vorrei, da statistico ma soprattutto da persona che ha fatto della statistica il suo pane quotidiano, che qualcuno dei nostri governanti riesca a prevedere e a stabilire, anche con approssimazione, la pensione che dovrebbe percepire uno di questi giovani che trovano oggi un posto di lavoro, calcolata sulla scorta di un contratto non certo favorevole al neo assunto. Qualcuno ci vuole provare? Non so se la mia richiesta verrà accolta IN ALTO LOCO, ma non avendo alcuna idea di come si fanno certi conteggi, si tirerà a campare, vivendo, anzi vivacchiando, alla giornata! Entrando ed uscendo con le borse piene di carte da congressi ed incontri, in Italia e all’estero, con potere di decidere sulla vita degli Italiani.
Mi correggo: sulla vita nel senso di DURATA. Quindi sull’età in cui dovranno, o DOVREMO, morire!
Pensateci, ogni tanto, amici lettori! Per voi, per i vostri figli, per i vostri nipoti, se ci sono già; e su quelli che dovrebbero arrivare, ammesso che ci sia data la possibilità di metterne ancora al mondo, di discendenti!
Vostro Santino Smedili, Editore di TERMINAL 

1 Commento

  1. Sull'orlo dell'abisso

    I politici odierni hanno fatto,fanno e faranno per i prossimi anni campagne per scatenare acerrimi conflitti generazionali. Già oggi sentiamo molti ragazzi che non vedranno mai la pensione, scagliarsi contro chi in pensione c’é già, avendo lavorato per il tempo previsto dalle leggi. I posteri degli attuali ministri, pur di garantirsi lo stipendio e i vitalizi a loro favore ed a favore dei loro “cari”, presto vareranno nuove direttive in materia di pensione: a chi avrà raggiunto l’età “pensionabile”, verrà riconosciuto in dono un attestato su cui sarà scritto, testuali parole: ” Grati per aver contribuito con i tuoi sacrifici quotidiani a rimpolpare le nostre garanzie per il futuro,siamo lieti di donarti una bella ed efficace compressa di cianuro di potassio, con la quale potrai facilmente garantirti un rapido passaggio a miglior vita, tanto che campi a fare; per te su questa terra si profilerà un triste futuro di fame di stenti e di elemosine che noi,dall’alto dei nostri scranni conquistati con il malaffare e la frode, non potremo mai renderti accettabile; infatti, se per noi il futuro sarà garantito da un florido vitalizio grazie ai contributi versati con il tuo lavoro, per te invece le casse dell’ente previdenziale sono azzerate e ringrazia pure che non ti salutiamo con un calcio sul culo.”

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