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AL CIMITERO MANCANO I VIGILI? NO, MANCANO I POSTI!

REPLICA AD UN ARTICOLO APPARSO IERI SU , IN CUI SI LAMENTAVA IL CAOS DAVANTI AL CAMPOSANTO DI MILAZZO. COME AL SOLITO, NOI PREFERIAMO L’IRONIA. SEMPRE CHE VENGA COMPRESA DA QUALCUNO…

Nel secondo numero di TERMINAL, nel mese di novembre 2008, in occasione della ricorrenza dei defunti, intitolammo la prima pagina “ALLEGRI, NON SI MUORE PIU’“. Una satira che raccolse consensi e sollecitò i politici dell’epoca a correre ai ripari. Intendiamoci, non perchè costoro non fossero contenti della soluzione che noi, nel titolo, avevamo trovato, ma perchè ritennero opportuno sollecitare la costruzione di altri 250 posti distinti nella zona che si affaccia sulla panoramica, con ampia vista mare e dell’alba immortalata da Pippo Spoto nelle fotografie che scatta e posta sul gruppo di Facebook “Sei Milazzese se…“! Per chi si è perso l’articolo di quasi nove anni fa, lo riproponiamo. Il finale è sempre lo stesso… 

“La ricorrenza del 1° novembre e la commemorazione dei defunti hanno riempito i cimiteri (qualcuno in qualche comune vicino ha anche pensato di approfittare del “tutto esaurito” per una raccolta di firme contro il caro bollette, coinvolgendo il caro … estinto, per estinguere o cancellare i debiti). Naturale che ognuno abbia approfittato di questi giorni per una visita doverosa a chi ci ha preceduto, recitare qualche requiem aeternam, accendere qualche lampada votiva (ma come, avete aumentato i prezzi? – ha protestato qualcuno – e allora non ne accendo); quindi passare in rapida rassegna le altre tombe per vedere, rispetto all’ultima visita, chi sono i nuovi inquilini del Camposanto; commentare la foto o le frasi riportate sulle lapidi. “Ma comu, murìu chistu. Ma si iò ‘u vitti ‘a simana passata?… E ‘sta figghiola cu iè? Quant’anni avìa? Ottant’anni! Ottant’anni chista? Nentidimenu, si fici mèttiri ‘a fotografia da prima comunioni! E cu ll’avia a conusciri! Chi c’è scrittu? Sempri i soliti cosi! Ma picchì non cànciunu!?!”. E così via, per tutta la durata della visita e del… raccoglimento. Sono considerazioni che abbiamo fatto un po’ tutti, per cui, per evitare che altri possano commentare davanti alle nostre tombe, quando sarà il nostro turno per le foto o le incisioni ci raccomanderemo con chi rimarrà… Ma!?! Quando verrà il nostro turno?

Qui viene il bello! Io il posto non l’ho comprato, dove mi mettono? Vuoi vedere che mi lasciano in mezzo ai piedi? Ma no! Il Sindaco non mi può fare questo! Gli ho raccolto un sacco di voti, se non era per me nemmeno saliva! Qualcosa farà. Non mi può lasciare in mezzo ai piedi. Ma qua tutti gli abbiamo dato il voto, e quindi, a tutti gli altri senza posto, cosa farà? Perché, secondo voi che faranno? Ci metteranno tutti all’obitorio? Uno sull’altro? Ma quando mai, io sotto e quello sopra di me? O io sopra, e sotto una femmina? E al vedovo chi gliela chiude la bocca?

Altro che “U postu ‘o campusantu…”. Qui posti non ce ne sono più!

Ma quando li dovranno fare? Subito no! Fra il bando e l’appalto passano almeno sei mesi. Poi, se la ditta ha fatto un lavoro nella casa di qualche nipote di un mafioso, sospendono i lavori. Devi fare ricorso al TAR, e nella peggiore della ipotesi fare un nuovo appalto. Sempre che si trovi qualcuno disposto a costruire i posti al cimitero: ognuno sa gli affari suoi. Poi c’è l’aggiornamento dei prezzi, fino a quando i lavori non verranno completati, e alla fine viene il collaudo.

E una volta pronti i loculi, chi ci mettiamo? Tu, prima di me!? Ma come, io aspetto da un secolo, e ora arrivi tu, a prendermi il posto? Ah, tu sei raccomandato! Le solite cose. Sai che ti dico: per non fare un torto a chi ti raccomanda, accomodati; io aspetto, premura non ne ho! Tanto, o Lorenzo Italiano (il Sindaco del periodo in cui fu scritto il pezzo, ndr) o un altro sindaco, mi devono sistemare…Nel frattempo, non facciamo premura.

Come al solito, qua si fa sempre politica. Per prendere i voti le studiano proprio tutte. E questi sono capaci di non fare morire più nessuno… per non lasciare nessuno senza posto e prendergli pure i voti.

Sapete che vi dico? Io me ne fotto dell’idea e del colore politico! Se il Sindaco mi garantisce tutto questo, io il voto glielo darò. E gli farò pure la campagna…”

Ecco, fin qui l’articolo del novembre 2008. Il giorno di San Giuseppe, festa del Papà, che quest’anno coincideva con la domenica, il cimitero era piano zeppo di auto! Di vigili, nemmeno l’ombra. Solo che in questa città da sempre si cammina a Vigili Urbani: e quando non ci sono, se ne reclama la presenza ad alta voce! Ma non ci vuole certo il Vigile Urbano per garantire la viabilità, quando a prevalere è la pessima educazione e l’anarchia! E allora i Vigili, per pochi che sono, dovrebbero moltiplicare i loro sforzi e cominciare a far capire, ai maleducati che affollano questa nostra povera città, che le regole vanno rispettate sempre e dovunque. E non solo davanti al cimitero. In quanto ai posti, più che quelli per le auto sarebbe auspicabile che, come accadde nel 2008, vengano individuati all’interno dei “tre cancelli”. I 250 fatti edificare allora sono quasi esauriti: rimangono meno di dieci loculi, all’aria aperta. Altrimenti, nelle cappelle, ma senza vista mare! O, come scrivemmo allora… auguriamoci la vita eterna, in attesa dell’appalto!

1 Commento

  1. Mia nonna diceva……portatemi dove volete, ma quando muoio, seppellitemi a Milazzo.
    Questo mantra mi è rimasto nella testa e nel sangue. Per me il cimitero di Milazzo ha la vista migliore…..anche se, a pensarci bene….ma senza sforzo, la vista, da morti è l’ultima delle preoccupazioni.
    Quando entrerà la cremazione nelle abitudini civili religiose della città? Sembra una brutta cosa, almeno all’inizio, ma se vogliamo che la cosa non diventi “obbligatoria”, penso che possa essere il percorso da fare. O vogliamo che fra 60/70 anni ci buttino in un ossario, dove la polvere si mischia alla polvere e via discorrendo. Credo che ci sia tanta visione mistico religiosa in tutto questo, e anticiparla, con nostre regole, probabilmente sarebbe tutto meno “doloroso”.
    Tanto “Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris”
    Saluti

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