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Album dei ricordi: gli 80 anni di PIPPO SERGENTE.

Come scrivemmo qualche anno fa per Ciccio Gitto, che festeggiava l’ambizioso traguardo, ottant’anni non sono altro che 20 anni ripetuti quattro volte!

Stessa cosa potremmo dire per PIPPO SERGENTE, al quale lo scorso dicembre fu assegnato il PREMIO TERMINAL 2019 al merito per la sua prestigiosa carriera, e che da qualche giorno ha compiuto proprio 80 anni.

Pippo SERGENTE rappresenta un tuffo nel passato per chi lo ha conosciuto, una pagina di storia di Milazzo per chi non sa, oggi, che è stato uno dei più validi barman che la città abbia mai avuto. Formatosi fin da bambino al bar Castelli, seguì le orme di colui che divenne il suo riferimento, il Maestro Andrea Smedili, mettendo in pratica i suoi insegnamenti e i suoi segreti quando egli stesso, coraggiosamente e con un pizzico di ambizione, decise di lasciare il locale, andando a lavorare all’interno del bar attivato presso la Raffineria, negli anni di Monti, quindi al nuovo ritrovo AL GAMBERO, e a Barcellona, dove inaugurò con successo il SEBASTIAN BAR.

Poi, assieme al fratello Tindaro, anche lui PREMIO TERMINAL nel corso della prima edizione come Maestro Pasticciere, creò un nuovo locale, lo Scotch Bar, nel cuore di Milazzo (lo vediamo in una foto assieme ad un giovanissimo Sarino Alioto, suo nipote).

Ma il salto di qualità sarebbe arrivato da lì a poco: il trasferimento a Roma, al bar Rosati, a piazza del Popolo, rinomato locale che in quegli anni era fra i migliori del palcoscenico internazionale. Ciò fece storcere il muso a parecchi, vuoi per la solita invidia che si nutre nei confronti di chi guarda lontano per migliorare; ma anche perchè in quegli anni si pensava che la definitiva consacrazione l’avrebbe potuto avere a Milazzo, che viveva momenti di benessere.

A Roma Pippo Sergente mise in pratica decenni di insegnamenti, e la sua classe non passò inosservata. Lui non finisce mai di citare e di ringraziare, anche se scomparso da un ventennio, il suo Maestro, per i  preziosi suggerimenti, l’estro e la creatività nella preparazione di semplici o elaborati coktail, che lo avrebbero portato a vincere il campionato mondiale AIBES, l’arte e la professionalità di stare dietro un banco e servire i clienti.

Furono i titoli mondiali conquistati ad aprirgli le porte del successo e a lanciarlo definitivamente sulla scena internazionale: il barman del Rosati aveva vinto, e anche le sue quotazioni salirono alle stelle. Personaggi come Fellini, De Chirico, Guttuso, Gassman, e tanti altri mostri sacri del mondo dello spettacolo, dell’arte, della politica, preferivano i cocktail di quel siciliano di Milazzo che in poco tempo aveva bruciato le tappe ed era arrivato al successo.

Questa, in sintesi, la carriera di un ragazzo di ottant’anni, che guarda indietro e si commuove. E piange quando parla al telefono, così come ha pianto oggi, quando l’ho chiamato per fargli gli auguri, e per l’ennesima volta mi ha detto che deve tutta la sua carriera al Maestro Andrea, a mio padre, che non finirà mai di ringraziare anche se è lassù.

Caro Pippo, tu che lo hai conosciuto, saprai meglio di me quanto sarà orgoglioso lui, per i tuoi successi, la tua carriera, la tua alta professionalità. Sarà maggiormente orgoglioso perchè sa che quel suo allievo, quel ragazzino giunto al bar Castelli in anni lontani, è rimasto, nonostante tutto, il Pippo Sergente di oltre sessant’anni fa, anche se oggi di anni ne ha ottanta!

Auguri, Maestro Sergente, puoi essere fiero di questo titolo, che onora la nostra Milazzo e la Sicilia intera!

 

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