Home / Interviste / AMICI DI MILAZZO A 5 STELLE: SEPARATI IN CASA?

AMICI DI MILAZZO A 5 STELLE: SEPARATI IN CASA?

di Francesco D’Amico

AMICI A CINQUE STELLEDopo l’intervista a Cinzia Alibrandi ed Enzo Amato, rappresentanti del Meetup5 Stelle “Milazzo in Movimento”, adesso è la volta di presentare un altro Meetup pentastellato, operante anch’esso nella città del Capo, che prende il nome di “Amici di Milazzo a 5 Stelle”. Il gruppo, nato da una scissione dell’originaria formazione mamertina del Movimento di Grillo, annovera tra i propri esponenti, per citarne alcuni, gli attivisti Carmelo Papale, Mario Luciani, Alan De Marco e il giovane Salvatore La Rosa, quest’ultimo nel ruolo di ‘organizer’ (cioè coordinatore delle attività).

Alan De Marco, dottore commercialista che esercita la professione tra Messina e Milazzo, mi fornisce subito una definizione di Meetup: “E’ una piattaforma americana che consente di aprire gruppi di discussione di tutti i tipi. Il nostro gruppo è nato per promuovere il programma nazionale e locale del M5S”.

Come mai avete deciso di separarvi dall’altro Meetup?

Risponde lo stesso De Marco: Vi è stata, a mio modo di vedere, un’incapacità della squadra di portare avanti il discorso sulle candidature. Esisteva un accordo iniziale, ma poi, all’ultimo istante, è stato stravolto ciò che era stato originariamente pattuito”.

Carmelo Papale, già elemento di spicco della prima compagine dei 5 Stelle milazzesi, ritiene opportuno fare una precisazione di fondo: “Non siamo dissidenti, semplicemente abbiamo deciso di dissociarci dal vecchio Meetup, per una serie di divergenze che hanno reso impossibile la produzione di un progetto condiviso. Abbiamo intrapreso un percorso separato,ma sempre nel perseguimento del programma politico elaborato dal Movimento 5 Stelle, sia nazionale che regionale”.

Discutendo di alcuni punti che caratterizzano il programma di governo della Giunta Formica, ad esempio l’istituzione dell’Ufficio Europa col compito di intercettare i finanziamenti comunitari, da affidare alla direzione del nuovo esperto del Sindaco alla materia, dott. Giovanni Mangano (ex 5 Stelle), De Marco dichiara, collocandosi su un terreno propositivo: “Faremo pressione affinché il Comune di Milazzo sfrutti tutte le opportunità offerte dal programma europeo di finanziamenti ‘Horizon 2000’, che prevede uno stanziamento di oltre cento miliardi di euro da destinare alle aree depresse. I Comuni – prosegue il commercialista – si devono giocare tutte le loro carte”. I miei interlocutori, Papale, Luciani e De Marco, tengono però a precisare che il loro atteggiamento nei confronti dell’Amministrazione è di totale disinteresse. In particolare, Mario Luciani si dice politicamente indisponibile ad un dialogo con i nuovi amministratori. Tornando all’Ufficio Europa, De Marco aggiunge quanto segue: “Funzionerà bene soltanto se il nostro Comune sarà in grado di creare un forte collegamento con il governo regionale. I finanziamenti comunitari hanno l’obiettivo di rendere fruibile a tutti i cittadini della Comunità Europea il territorio che vanno ad aiutare; se non sfruttiamo quest’opportunità, perderemo la possibilità di usufruire dei fondi in questione, che andrebbero a finire ai paesi neo-comunitari”. Carmelo Papale mostra invece un approccio più austero riguardo all’attuale meccanismo di mobilitazione dei fondi UE: “Alcuni tipi di finanziamenti europei – spiega – passano dalla Regione Sicilia, e pertanto si realizza una mediazione politica che comporta di regola una discrezionalità nell’assegnazione dei soldi. Questo rappresenta sicuramente un’anomalia a livello nazionale, sulla quale il nostro Meetup darà battaglia”. Lo stesso Papale non manca, inoltre, di sottolineare alcune delle tante criticità che affliggono il territorio comunale: dal depuratore sottodimensionato rispetto al bacino d’utenza (al momento del nostro incontro, non era ancora avvenuta l’ispezione da parte del deputato 5 Stelle Villarosa), all’aumento della Tari, oggetto di discussione in questi giorni da parte del Consiglio comunale. “L’unica motivazione addotta per giustificare l’aumento della tassa sui rifiuti – sostiene Papale – è che il conferimento in discarica adesso avviene a Catania, mentre prima veniva effettuato a Mazzarrà Sant’Andrea. Perché nessuno dice che la discarica di Mazzarrà è stata chiusa per mafia?”. Da esperto della materia in virtù della sua professione, infine, Alan De Marco lancia una proposta relativa al tema del dissesto: Il dissesto è un po’ una sanatoria – afferma –. Trattandosi di un argomento che richiede un forte senso di responsabilità per il nostro futuro, ritengo opportuno che si proceda all’indizione di un referendum cittadino sulla materia,in particolare, per stabilire quale strumento finanziario occorra utilizzare: se debba cioè essere confermato il dissesto oppure se sia più conveniente la strada prospettata dal ‘Salva Comuni’. Quest’ultima soluzione – conclude – non comporterebbe tagli sui crediti, che verrebbero soddisfatti al 100%, ma avrebbe l’effetto negativo di far schizzare al massimo la tassazione locale”.

Rispondi