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ANCHE I MILAZZESI PARTONO PER LE VACANZE… EROTICHE!

RESOCONTO STENOGRAFICO DI QUATTRO AMICI… AL BAR, CHE VANTAVANO LE PROPRIE ARTI AMATORIE! 

l43-vacanze-cost-150814155744_mediumDunque la crisi è finita. Almeno così ci dicono! E finalmente il popolo ha ripreso fiato, mentre prima stava in apnea e, sull’esempio di Enzo Majorca, aveva toccato… il fondo! Il turismo rappresenta la parte più consistente del PIL. Quest’ultimo è il prodotto interno lordo, ma non tutti lo sanno: per molti infatti è quello che un candidato al parlamento avrebbe voluto che tutti i suoi elettori avessero, da cui la celebre frase “Cchiù PILU pi tutti”, che non è stata altro che l’errata trascrizione di quanto pronunciato in dialetto e che ha fatto assumere al discorso dell’oratore un significato differente, quasi una promessa erotica per avere più consensi! Ma questo è un altro discorso! In vacanza sono andati anche tantissimi Milazzesi. Certo, a noi non hanno detto dove, né per quanto tempo, e se abbiano scelto l’aereo o il treno. Ma se volessimo saperlo, basterebbe solo chiedere alle compagnie di viaggio quali sono state le mete preferite dai nostri concittadini. Naturalmente i risultati che vengono fuori sono inattendibili: infatti non sappiamo quanti sono partiti con l’auto! Comunque una cosa è certa: che anche i Milazzesi sono andati in vacanza, prendendo al volo i pacchetti (e i pacchi) delle offerte low cost (che poi significa a prezzi scontati, come i vestiti o le scarpe venduti a fine stagione) e hanno approfittato per fare il giro del mondo. E fare il resoconto delle giornate passate in vacanza: così come è accaduto giorni fa davanti ad un bar del centro, davanti ad un numero sempre più numeroso di persone sedute ad ascoltare! Hanno raccontato questi amici, quattro per l’esattezza, di essere partiti ognuno di loro per una destinazione diversa. Alla ricerca di nuove emozioni, per esplorare lidi sconosciuti e… alla ricerca di “pilu”.

Il primo raccontava di avere visitato la Grecia, nonostante i problemi di liquidità e la crisi: “Bellissime le isole greche, amici, un mare stupendo…”.

“E le elleniche – chiese il più curioso degli ascoltatori – come sono?”

“Lelle…chi?” rimase perplesso il vacanziere.

“Le donne greche,’i fimmini, cumpari…”

“Ah, more, sensuali, tutte bone! Mi sono scialato!”.

Il secondo era reduce dalla Spagna, e raccontava le sue emozioni.

E il solito curioso: “Cumpari, le iberiche? Chi mmi dici?”.

“Le iberiche? Chi ’ssariunu?”, chiese sorpreso il secondo.

“Le iberiche! Le spagnole, come le vuoi chiamare!”.

“Ah, le spagnole! Calde, mediterranee, bellissime! Non ti dico come mi sono divertito!”.

Il terzo aveva scelto i paesi nordici, per non soffrire il caldo. Quando gli fu chiesto cosa ne pensasse delle scandinave, anche lui non fu in grado di dare una risposta, ma di formulare una successiva domanda:

“Le scandi… che? E cosa sarebbero?”

“Le scandinave? Come le chiami tu? Le norvegesi, le danesi…”,

“Ah, certo che sono tutte bionde, alte… molto più alte di me… Ma a letto, compare, siamo tutti della stessa altezza!”.

E mentre il capannello di curiosi si faceva più numeroso, e qualcuno aveva capito che qualcosa nei racconti non quadrava, venne il turno del quarto: aveva scelto l’Egitto, terra dei faraoni, e ne decantava la bellezza e il caldo. Al che il curioso, che voleva saperne di più, domandò: “Minchia, l’Egitto! Ti sarai divertito! E le piramidi, come sono!”.

“Le piramidi? Guarda, tu non ci crederai, ma quelle che ho incontrato io, sono tutte zoccole!”…

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