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ANDREA BRIGANDI’, 60 ANNI DI SPORT…

brigandì milazzoDAL CALCIO ALL’ATLETICA, DAL PARACADUTISMO AL CICLISMO… ALLA SOGLIA DEI 74 ANNI ANCORA INDOMITO E COMBATTIVO! 

Ci sono notizie che passerebbero inosservate in questa città. Nessuno si sogna mai di darle, perché nessuno ci pensa, e non arrivano neppure segnalazioni. Se arriva la segnalazione, la cosa è diversa: si scopre che spesso la notizia è un primato. Milazzo è una città sportiva, ma trovare qualcuno che ancora oggi pratichi uno sport a livello agonistico da sessant’anni è raro. Ebbene, amici, noi lo abbiamo trovato: Andrea Brigandì, classe 1942, il prossimo primo gennaio saranno 74 gli anni, pratica sport da quando di anni ne aveva 13. E’ naturale che anche lui abbia iniziato con il calcio, nella prima metà degli anni 50, con il solito Vincenzo Patti e la sua Errante! Centinaia di ragazzi milazzesi hanno cominciato a tirare i primi calci al pallone con il mitico don Vincenzo: centinaia hanno continuato la loro carriera calcistica nel mondo del pallone. Non pensate che Andrea sia ancora in campo per disputare gli incontri tra scapoli ed ammogliati.. Nulla di tutto questo. Andrea ha militato in formazioni locali, tradendo il suo primo amore, l’Errante, e passando alla rivale di sempre, la Libertas Nino Ferrara. Anzi, di lui si racconta, e lui stesso lo conferma, che durante un derby al vecchio Grotta Polifemo fu autore del classico gol degli ex, con un tiro a volo addirittura da mezzo campo. Una storia che mi aveva raccontato un amico, il quale, sugli spalti del campo sportivo, quando vide il traversone giungere verso Brigandì, per proseguire l’azione sulla fascia laterale, urlò al giocatore con tutto il fiato che aveva in gola “’mputtidda!”, … ossia colpisci! E Andrea ’mputtiddò, assestò una legnata come forse mai aveva fatto, e la palla si insaccò all’incrocio dei pali alle spalle di un attonito portiere. Qui la storia prosegue perché don Vincenzo Patti, anziché urlare e sbracciarsi contro l’incolpevole estremo difensore, si alzò dalla panchina, si diresse verso colui che aveva suggerito il tiro, e continuando a sgranocchiare le immancabili fave che portava in tasca, pronunciò, in dialetto, solo: “Ma i cazzi vostri non vi sapìti fari?”, suscitando l’ilarità della tribuna. Per la cronaca, va segnalato che la rivalità tra le due tifoserie locali era così accesa, che un altro tifoso della Libertas gridò a Brigandì: “Si ci ’ndi fa n’autru, ti fazzu truvari decimila liri ’nte  causi, ’nto spogliatoiu!”. Partito per il servizio militare, Andrea continuò a praticare sport: calcio, atletica (il suo fisico e la sua preparazione gli avevano consentito di vincere a sorpresa addirittura una Coppa Città di Milazzo, gara di corsa su strada che si disputava sul circuito tradizionale milazzese durante i festeggiamenti per Santo Stefano), e anche il paracadutismo, sport estremo che lo aveva conquistato. Al suo ritorno a Milazzo, continuò ad indossare le maglie di altre formazioni minori locali, rivestendo il ruolo di capitano per la sua esperienza, per l’età e per la lealtà che dimostrava in campo e fuori. La famiglia che aveva formato e gli impegni lavorativi lo avevano comunque costretto ad appendere le scarpette al chiodo, all’età di 35 anni. Aveva avuto tutto, secondo voi? Macchè! Non avrebbe avuto tempo per glia allenamenti in campo, ma salire su una bici e pedalare, per mantenersi in forma, quello sì. Ed infatti si dedicò al ciclismo, disciplina che pratica ancora oggi, un amore sbocciato in ritardo ma che gli ha dato soddisfazioni maggiori rispetto a quelle avute dal calcio. Fra le corse su strada, come amatore, ed il ciclocross, colleziona decine e decine di presenze nelle varie gare. Si aggiudica, a oltre 40 anni, ben tre titoli regionali consecutivi, nel 1984, 1985 e 1986, nel ciclocross. Vince il campionato provinciale di ciclismo su strada, e molte altre volte taglia il traguardo per primo: una volta anche nella Coppa Città di Milazzo, a distanza di oltre venti anni da quella straordinaria e imprevista affermazione nella gara podistica. Oggi si è notevolmente appesantito, ha superato i 70 anni, ma non demorde: pedala sulle strade della Sicilia, ma non gli sfuggono i grandi appuntamenti amatoriali in campo nazionale: uno di questi il NOVE COLLI che si disputa in Emilia Romagna, dove molti lo conoscono. Domenica, in occasione della pedalata organizzata per la manifestazione sportiva Educazione allo Sport avrebbe dovuto pedalare assieme a Francesco Moser. Purtroppo un banale contrattempo non gli ha permesso di rivedere il campione conosciuto trent’anni prima, al Circuito degli Assi. Ha fatto i suoi giri, assieme ad altri amici, ha onorato lo sport, così come fa ormai da sessant’anni, ed è tornato a casa, soddisfatto per la sua ennesima pedalata. La prossima gara? Non lo sa,  il prossimo anno saranno 74 gli anni. E vuole perdere un po’ di peso. L’entusiasmo c’è sempre, e siamo certi che il nostro Andrea Brigandì troverà anche il tempo e la voglia di mettere sulla bici anche i due nipotini, che oggi hanno tre e cinque anni. “Sono piccoli ancora…”. Sì, Andrea, sono piccoli. Ma con un nonno così… Auguri!

 

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