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ANTEPRIMA MONDIALE: NEI “PROMESSI SPOSI” C’E’ ANCHE MESSINA!!!

I_promessi_sposi_-_ch13STRAORDINARIA SCOPERTA FATTA DAL NOSTRO DIRETTORE MARCO GRASSI! UN PERSONAGGIO DEL ROMANZO AVEVA SPOSATO UNA NOSTRA CONCITTADINA. QUESTA VOLTA LA STORIA HA LA MEGLIO SULLA NARRAZIONE MANZONIANA!

Nel maggiore romanzo italiano, i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, non sfugge al lettore uno dei personaggi storici che compaiano nella celebre trama. Antonio Ferrer è una figura secondaria nella narrazione manzoniana ma è colui che provocherà la famosa rivolta del pane. Ferrer è il Gran Cancelliere spagnolo di Milano che fa le veci del Governatore don Gonzalo Fernandez de Cordova. La sua ambigua figura di politico, che si lega alla celebre rivolta scatenatasi a Milano l’11 novembre 1628, è narrata nei capitoli XI, XII e XIII del romanzo. Il tumulto scoppia proprio a causa di una decisione del Ferrer: imporre un calmiere al prezzo del pane non tenendo conto delle leggi di mercato e provocando un forzato ribasso dei prezzi. Questa decisione comporta che la gente si appresta a comprare il pane a buon mercato, scena ben descritta nel capito XII, ma tutto questo crea la protesta dei fornai a causa delle eccessive perdite economiche e chiedono al Cancelliere di revocare la sua decisione. Ferrer rifiuta e lascia ad altri l’incombenza di farlo. Manzoni sottolinea come questo sia un atteggiamento tipico del politicante che cerca di aggraziarsi la popolazione ma anche il favore del governo da cui dipende. Manzoni ironicamente riflette se questo atteggiamento è dovuto alla sua incompetenza o al fatto che Ferrer sia un uomo molto testardo e cocciuto. A questo punto interviene il Governatore che, revocando da subito il calmiere, provoca la rivolta del popolo e la sommossa. Ferrer appare nuovamente nel XIII capitolo dove esplode la sua verve politica: giunge in carrozza a trarre in salvo Ludovico Melzi d’Eril, il Vicario di Provvisione che la folla vuole linciare. Ferrer promette alla folla, che intanto lo acclama per aver abbassato il prezzo del pane, di condurre il vicario in prigione e di volerlo castigare, ma aggiungendo alcune parole in spagnolo: si es culpable (se è colpevole), per ingannare la gente che non è in grado di comprendere, ed aggiunge, rivolgendosi al funzionario: por ablandarlos (per rabbonirli). Questo episodio è molto importante per capire il personaggio: Manzoni lo rappresenta prima come un incompetente che con i suoi provvedimenti insensati è stato causa della rivolta, poi come un politico esperto che riesce ad abbindolare la folla con un discorso ingannevole. Da buon doppiogiochista usa l’italiano per addolcire le folle e lo spagnolo, sua lingua madre, quando deve essere sincero, tanto non è compreso dal popolo. Renzo incontra Ferrer a Milano e ne rimane attratto positivamente: aveva già letto il suo nome in calce ad un documento che aveva visto nello studio dell’Azzeccagarbugli.

Ma, scendendo nella vita personale del Ferrer, quello che in molti non sanno è che il Gran Cancelliere, personaggio esistito realmente, aveva sposato una nobildonna messinese. Antonio Ferrer prima dell’incarico milanese ricoprì in Sicilia il posto di Maestro Razionale e in questa occasione conobbe e sposò Costanza Marini, appartenente ad antica e nobile famiglia messinese. Il padre della nobildonna era Don Costantino Marini Barone di Gualtieri, marinitra i fondatori del prestigioso Ordine Equestre della Stella e per diversi anni Maestro di Saggio della Zecca di Messina. La madre invece era Donna Violante Compagna Baronessa di Protonotaro. Costanza Marini seguirà il marito in Lombardia dove nascerà nel 1614 la loro unica figlia Maria. La Ferrer Marini andrà in sposa ad Agostino Litta Marchese di Gambolò e fratello dell’Arcivescovo di Milano il Cardinale Alfonso Michele Litta. Da questo matrimonio nascerà Anna che sposerà Giacomo Maurizio dal Pozzo, Principe della Cisterna e Belriguardo. Messina presente nella vita di un celebre personaggio di manzoniana memoria.

 

Marco Grassi

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