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ASFALTO CATALITICO, ATTENDIAMO CHIARIMENTI: E’ TOSSICO O NO?

INTANTO CONTINUANO A SPALMARLO SULLE NOSTRE STRADE   

di Francesco D’Amico

viabilita_asfalto_ecologico-750x400Mi trovo costretto a riproporre una tematica che già l’anno scorso avevo tentato di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni locali, e che riguarda strettamente la salute e la sicurezza delle persone. Nelle scorse settimane sono ripresi i lavori di bitumazione delle strade milazzesi con il c.d. ‘asfalto catalitico’, che dovrebbe, secondo gli ideatori dell’appalto intercomunale, abbattere l’inquinamento; lavori partiti sotto la precedente Amministrazione, che devono, secondo contratto, essere ultimati entro i primi di settembre 2015. Lasciando stare i disagi che detti interventi creano in un periodo, come i mesi di luglio e agosto, in cui la popolazione milazzese aumenta a dismisura e le strade sono oltremodo trafficate, ciò che mi preme, ancora una volta, sottolineare, è la assoluta noncuranza nell’utilizzo di una sostanza, il biossido di Titanio, presente nell’asfalto catalitico (o ecologico), di cui in passato, proprio dalle colonne di questo giornale, avevo riferito la potenziale pericolosità, rivolgendo al contempo un invito alla classe politica e alle autorità locali a fare in modo che venissero effettuate opportune preventive verifiche, anche sulla base di quanto avevo scritto. Riporto un passaggio del mio articolo datato aprile 2014: “… Basta fare una rapida ricerca sui vari siti scientifici, per vedere che le nano-particelle di TiO2 (biossido di Titanio), utilizzate nell’industria, possono provocare effetti simili a quelli dell’amianto…”, frase che sintetizza le conclusioni di una ricerca condotta da un team di scienziati franco-svizzeri delle Università di Losanna e di Orléans, basata sugli studi del luminare svizzero prof. JurgTschopp, il quale ha affermato che “le nano-particelle di biossido di Titanio si accumulano, come accade per l’amianto, nei polmoni, dove possono dare luogo ad un processo infiammatorio che può durare 10-15 anni, per poi creare le condizioni per il cancro”. Dichiarazioni confermate da Davide Manucra dell’Arpa Emilia Romagna, che ha annunciato l’avvenuto inserimento del TiO2 nella classe 2B (possibile cancerogeno per l’uomo), e ribadite, nella sostanza, da uno dei più importanti biochimici del mondo, Dott. Dario Marchetti, ricercatore a Houston, Texas, che ho contattato personalmente. Questa la sintesi della sua risposta datami per e-mail: “Prima di tutto, la ricerca svolta dal Dott. Tschoppsugli effetti infiammatori da nano-TiO2 è stata fatta rigorosamente […] anche se gli effetti di questo composto sulla “inflammasome” erano chiaramente delineati, la questione pericolo per la salute umana non è stata definitivamente dimostrata, solo prospettata. Infatti manca ancora lo studio di questi effetti su un campione della popolazione e l’insorgenza della malattia. Pertanto, anche se è molto probabile che nano TiO2 può essere un pericolo per la salute, i dati sono stati ottenuti da studi di laboratorio, quindi possono essere aperti a discussioni e dibattiti, in assenza di dati epidemiologici sulle persone”.

In seguito alla mia segnalazione a mezzo stampa, si è registrata, l’anno scorso, un’interrogazione consiliare dell’allora consigliere Giuseppe Marano, rivolta al precedente esecutivo, che, a quanto pare, non si è mai attivato per fornire solleciti chiarimenti in merito alla questione TiO2, e anche l’attuale Giunta sembra sottovalutare l’importanza dell’argomento. Inoltre, sempre prendendo spunto dal mio articolo, aveva mostrato di interessarsi alla materia anche l’on. Tommaso Currò, quando ancora militava nel Movimento 5 Stelle, il quale, dal canto suo, aveva presentato una interrogazione parlamentare per chiedere lumi al governo di Roma circa l’utilizzo del biossido di Titanio e i suoi possibili effetti sulla salute. Siamo ancora nel 2014. Sappiamo che l’on. Currò è transitato qualche mese fa nell’orbita renziana, e alle recenti amministrative a Milazzo ha supportato apertamente la candidatura a sindaco di Giovanni Formica. Quando ho appreso la notizia che l’asfalto ecologico stava tornando ad essere spalmato sulle nostre strade, ho subito contattato il deputato via Facebook, chiedendogli che fine avesse fatto la sua interrogazione parlamentare, se qualcuno, dai banchi del Governo, si fosse degnato di dire qualcosa in proposito. Ad essere sincero, la sua risposta mi ha lasciato di sasso: Currò mi ha scritto che l’interrogazione è rimasta lettera morta, ancora nessuno gli ha risposto, e che comunque – qua viene il bello – lui ha parlato con l’assessore (credo si riferisse a quello ai Lavori Pubblici), il quale gli avrebbe garantito (verbalmente) che questa volta verranno impiegate maggiori cautele nell’operazione di rifacimento del manto stradale con il TiO2. Non mi ha però specificato in cosa consisteranno queste “maggiori cautele”.

Ovviamente, questo è un tipo di risposta inaccettabile, dal mio punto di vista, e credo che lo sia per chiunque abbia a cuore il bene della città e i sacrosanti principi della democrazia. Auspico che si crei un ampio movimento di società civile che faccia sentire la propria voce e pretenda di essere dettagliatamente informato su tutto quello che riguarda la salute e la dignità dei cittadini.

(la foto pubblicata è stata gentilmente concessa da oggimilazzo)

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