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ASSE VIARIO, COME AGENTE 007: LICENZA DI UCCIDERE

IMBOCCA VIALE GRAMSCINON ABBIAMO RISOLTO IL PROBLEMA DELLA CIRCOLAZIONE… A PARTE LE CRITICITA’, I CESPUGLI, GLI ACCESSI LATERALI, IL BUIO, ECCO COSA METTE A RISCHIO LA VITA DEGLI AUTOMOBILISTI…

La foto consente chiaramente di individuare i luoghi: siamo nella rampa che dalla Via A. Gramsci porta verso l’asse Viario, IN DIREZIONE MILAZZO. In meno di cento metri, un concentrato di cose da rivedere; come del resto in tutto l’Asse Viario. Infatti, rileviamo che il guardrail, abbattuto da un camioncino qualche giorno addietro, è ancora nelle stesse condizioni e non protegge i veicoli in caso di ulteriore – casuale urto in quel punto; che i cartelli stradali sulla rampa sono luridi all’inverosimile e poco leggibili. Notiamo pure uno strano cartello di limite tonnellaggio 3,50 tonn. che estende la sua efficacia a TUTTI i veicoli che, imboccando la rampa da quel punto, percorreranno l’Asse fino a Milazzo. Dato per scontato quanto sopra (il cartello fino a dimostrazione contraria è “dictat”),  ci chiediamo:  “Ma dov’e questo ponte di portata limitata o punto strutturalmente debole, sul quale non si può transitare con peso (a massimo carico) superiore a  3,5 tonn?” La limitazione, fra l’altro, è veramente irrisoria; il tonnellaggio max consentito è talmente basso, che molti mezzi non potrebbero entrare in Asse Viario e poi…, nella realtà, quale sarebbe questo punto debole sul tratto che parte dalla rampa Gramsci fino a Milazzo (Piazza XXV Aprile)? Da parte nostra, non riusciamo ad individuarne alcuno. La cosa ci stupisce e VORREMMO LUMI anche perché se questa limitazione è FONDATA coinvolge non solo chi entra dalla rampa Gramsci ma – molto ovviamente – anche tutti i veicoli che percorreranno il tratto in questione, imboccando da Corriolo, o da rampa Ciantro, laddove (in ambo gli imbocchi) non esiste alcuna segnalazione limitativa del tonnellaggio max consentito. Ci chiediamo pure: ma a quando risale la posa di quel cartello? Forse a qualche fase cantieristica e poi dimenticato? Non ci meraviglieremmo visto che dimenticanze di questo tipo ne abbiamo segnalate (e poi risolte) abbastanza. Per tutte il cartello strada sdrucciolevole in Via N. Bixio in pieno centro. Sicurezza e precisione assoluta nella dislocazione dei segnagli stradali, impongono chiarimenti e provvedimenti; l’automobilista non può essere frastornato con cervellotiche ed imprecise segnalazioni stradali come tutte quelle che abbiamo fin qui segnalato. Tuttavia, resta il rammarico poiché a nulla sono valse le continue sollecitazioni di Terminal, mirate alla messa in sicurezza di quell’arteria come pure inutile è stato (a questo fine) il duplice incidente dello scorso gennaio nella “solita” curva. E’ pur vero – e ne diamo atto – che il lungo martellare ha portato alla determinazione di aprire, con unica corsia di marcia, il tratto di Asse col guardrail ancora danneggiato. Osserviamo, però, che parimenti si persiste negli stessi errori: nelle scorse giornate di forte vento, i segnali stradali pomposamente installati con largo schieramento di forze, per indicare il “cambio di corsia” proprio in quel tratto appena citato, erano per la gran parte a “gambe levate”. Era ovvio e lo abbiamo citato come sicuro accadimento con la nostra pubblicazione su Internet del 29 febbraio scorso, quando scrivemmo: “ Ora si può ben dire che la segnaletica è quella dovuta…..- Resta la solita perplessità del vento che farà scempio di tanto lavoro…”. Certo non siamo veggenti e non abbiamo la sfera di cristallo, ma non era necessaria tanta scienza occulta: bastava solamente il buon senso di chi dovrebbe saperne molto più di noi.

Per restare in tema sicurezza stradale  alla quale poco si devolve sotto ogni aspetto, riportiamo alla memoria di chi di dovere che:

  • centinaia di metri di guardrail devono essere sostituiti perché danneggiati e non più in condizione di assolvere al compito di trattenere i veicoli in carreggiata;
  • nelle biforcazioni Ciantro, Ospedale (carreggiata verso Corriolo) e Ospedale/Porto, Piazza Marconi, Ponente/San Paolino (carreggiata verso Milazzo) mancano i “delineatori di ostacolo” rifrangenti che servono a proteggere le “cuspidi” di biforcazione: quelli posti in opera a suo tempo sono stati fracassati da urti violenti (vedi uscita Ponente San Paolino ed Ospedale) o spinti dal vento. I loro resti sono visibili, sotto forma di pericolosi detriti, in corrispondenza alle biforcazioni anzidette;
  • Tutta la segnaletica verticale è da rivedere poiché sbiadita, cadente, mancante;
  • La segnaletica orizzontale, alla quale abbiamo fatto più volte specifico riferimento inascoltato, DEVE ESSERE RIFATTA CON PRIORITA’ ASSOLUTA. Di notte è un vero dramma percorrere quell’arteria.
  • Il semaforo incrocio San Giovanni continua a non funzionare; il lampeggiamento improprio dei colori verde e rosso, costituisce grave pericolo poiché si registrano momenti di mancata attività semaforica che lasciano l’incrocio a rischio;
  • Il primo tratto dell’Asse lato XXV Aprile è sistematicamente spento.
  • Si è riaperta la buca – riparata da cani incoscienti – in corrispondenza alla uscita Piazza Marconi; anzi, la buca si va allargando. Attenzione…non bastano due/tre cm di tappetino buttato alla meglio per ripararla definitivamente. Proprio NO!

Per personaggi assai più importanti di queste nostre vicende paesane fu scritto “Ai posteri l’ardua sentenza, nui chiniam la fronte….” . Dobbiamo fare così anche noi e …nel nostro caso, tacere? MAI!

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