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ATRIO DEL CARMINE: IL MOSAICO PERDE PEZZI

MOSAICO 3UN DANNO AL QUALE SI PUO’ PORRE RIMEDIO, RIMETTENDO A POSTO LE TESSERE CHE SONO ANDATE PERDUTE… E C’E’ CHI LO FAREBBE GRATUITAMENTE! 

Vuoi vedere che ora la colpa è del Sindaco, che aprendo i cancelli ha fatto passare i pedoni? Perchè è facile prendersela sempre con l’ultimo arrivato. Nessuno considera infatti che nel corso di venti e più anni in quell’atrio del Carmine, su quel mosaico che raffigura l’aquila imperiale romana, sono entrati autocarri, sono stati montati palchi su cui fare esibire intere scolaresche, compagnie teatrali, scuole di ballo, cantanti lirici e melodici, artisti di strada. MOSAICO 1Un andirivieni continuo di veicoli leggeri e pesanti che hanno trasportato scenografie, macchinari, impianti di illuminazione, amplificatori, e non ultimo sedie lasciate per mesi e mesi senza alcuna protezione, al sole o sotto la pioggia. Come se quelle sedie non appartenessero a nessuno: solo al Comune, che non ha a cuore il proprio patrimonio, se lo abbandona dove capita prima. Il mosaico “cartesiano” o “merliniano” ha sopportato anni ed anni di angherie, di sopraffazioni, di violazioni e di indicibili violenze! Per correre ai ripari si è pensato di chiudere i cancelli, senza comunque intervenire a riparare il lavoro che, anche se non paragonabile a quelli più famosi di Piazza Armerina, potrebbe costituire un’attrattiva. Ma anche se non dovesse interessare a nessuno, perchè il nostro palato è abituato a gusti più raffinati, è giusto ricordare che è stato realizzato con i soldini della comunità milazzese! Ci rivolgiamo alla sensibilità di chi dovrebbe tutelare l’arte, ma anche all’accortezza di chi dovrebbe avere a cuore il patrimonio della città. MOSAICO 2Le foto mandate al giornale mostrano alcune parti del mosaico prive delle tessere, ormai finite chissà dove. Non è un problema: la ricostruzione è sempre possibile, la manutenzione indispensabile. Sappiamo per certo che il Maestro Benedetto Norcia, originario di Monreale ma residente da anni a Milazzo e vicino al nostro periodico, si è offerto per restaurare GRATUITAMENTE il mosaico. E lui di mosaici se ne intende, eccome! Quindi perchè non approfittare della sua disponibilità? O si pensa di affidare il lavoro a qualche ditta che non ha nulla a che fare con i mosaici e venga a ripararlo a pagamento? A meno che non interessi più nulla di ciò che è stato fatto da chi ci ha preceduto, anche di pochi decenni, e lo si lasci marcire… Solo così si spiegherebbe il degrado che ormai ha preso il sopravvento su questa città in cui le testimonianze del passato rischiano di venire cancellate dall’incuria e dalla strafottenza!

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