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ATTENTATO ALLA SICUREZZA DELLA CIRCOLAZIONE: ARRESTATELI TUTTI E BUTTATE LE CHIAVI A “MARI ROSSU”!

DOPO LA PUBBLICAZIONE DELLE FOTO DEL CHIUSINO DEL PORTO SPROFONDATO, ARRIVA UNA MAIL CHE PUBBLICHIAMO E NELLA QUALE, SENZA MEZZI TERMINI, SI LANCIANO ACCUSE PRECISE E CIRCOSTANZIATE NEI CONFRONTI DEGLI AUTORI DI CERTI LAVORI CHE LAVORI NON SONO, MA SOLO TRAPPOLE PER CHI CIRCOLA SULLE STRADE CITTADINE. CON UNA PROPOSTA…

Caro Direttore, sono disgustato. Finché ognuno di quelli che “contano” è disattento, disamorato, “sordo” ad ogni segnalazione e “cieco” perché non vede ciò che non vuol vedere; incapace di gestire e risolvere anche problemi di normale quotidianità, potremmo anche pensarla egoisticamente e dire “cacchi vostri”… Tanto, se ancora ne avete uno, risponderete al vostro elettorato oltre che ricevere le contumelie di una intera Città.

Ma quando, NONOSTANTE informativa quasi giornaliera degli organi di stampa locali; dei social  e – talvolta – anche della stampa a tiratura nazionale, che segnalano, senza riserve e con chiarezza, dissesti e pericoli sulle strade cittadine e/o periferiche, fate gli gnorri o le cosiddette “spallucce” sulla pelle della gente, allora è proprio troppo. E’, cioè, giunta l’ora di fare tutto il possibile per contrastare un andazzo che è di sicuro pregiudizio per la incolumità di quanti si avventurano sulle strade cittadine, i quali sono colpevoli – noi compresi – (certamente pentiti) di aver contribuito all’accaparramento delle poltrone del potere immeritatamente occupate a giudicare dagli esiti opposti a quelli auspicati.

Tanto sfogo per informare che un altro dei chiusini rotondi della rete fognaria, sulla Via dei Mille, davanti il Mulino Lo Presti è sprofondato e non è dato sapere se qualcuno ha subito danni alla persona. Al veicolo certamente sì, a giudicare da quanto si può constatare sul luoghi.

E’ prassi diffusa in chi governa la manutenzione stradale, che gli interventi di riparazione ai chiusini stradali o alle basole laviche o similari si debba fare con calcestruzzo bituminoso. NO, non è così! Il metodo, apparentemente risolutivo, messo in atto per sistema, è un rattoppo inutile… ugualmente costoso ed ingannevole per il semplice fatto che dà per sicuro un percorso nel quale è presente una trappola occulta costituita (nel caso in esame) da un chiusino già traballante perché male appoggiato su una base sicuramente malferma. Voi di TERMINAL lo avete già detto più e più volte, in modo chiaro ed elementare, che buona tecnica vorrebbe: lo smontaggio del chiusino e del suo telaio; il controllo e rinforzo (se necessario anche con calcestruzzo armato) della testata del pozzetto; il successivo annegamento del telaio (posto a filo del piano stradale e non sottomesso come se ne contano a centinaia) con calcestruzzo correttamente dosato e non ammalorato e fuori norma già in partenza; la sistemazione del chiusino; la ripresa della circolazione dopo una corretta stagionatura del calcestruzzo.

Cose diverse da queste sono prese per i fondelli e soldi del cittadino buttati al vento che spostano/allungano la soluzione del problema (qualcuno dice che non è per caso) e che determinano  l’amplificarsi della sfiducia dei cittadini circa le competenze tecniche degli “addetti ai lavori”.

Altro appunto è necessario muovere in ordine alla segnaletica posta in atto per la “segnalazione di un ostacolo sulla sede stradale”.

Ancorché strada cittadina, è noto come la Via dei Mille sia trafficatissima anche da grossi autoarticolati che trasportano i semilavorati di acciaio alla e dalla Acciaieria. Ebbene una piccola transenna, due cartelli di lavori in corso, un pezzo di nastro rosso/bianco, danno la sensazione della precarietà a tutti i costi e  certo non costituiscono l’optimum della sicurezza stradale, atteso che ci si trova in presenza di: carreggiata ridotta, su una corsia della quale esiste un ostacolo; che non è dato sapere per quanto tempo si protrarrà tale situazione; e che in quel tratto oltre ad autoveicoli si incrociano autobus di linea e pullman continuativamente; ne deriva che lo spazio residuato, che verrà ancor più depauperato nel corso dei lavori, non sarà sufficiente per il normale incrocio dei veicoli in genere che, invece si dovranno alternare. Riteniamo perciò che la segnaletica posta in atto debba essere integrata con i cartelli stradali; divieto di sorpasso; limite di velocità secondo i criteri contingenti; l’indicazione di strettoia; senso unico alternato manca pure una corretta linea di demarcazione che indichi il tratto in cui ci si deve spostare nella corsia “comune” delineandolo con dissuasori in gomma infissi al suolo, rifrangenti e  posti alla giusta distanza l’uno dall’altro.

E’ evidente, quindi, che anche stavolta, nonostante l’analogia del disservizio del detto chiusino con altro precedentemente segnalato e riparato con lo stesso metodo, nulla è stato fatto a regola d’arte, con buon senso, ma soprattutto secondo le norme tecniche che, in casi  limite,  si configurano come  prescrizioni di riferimento e quindi perentorie.

Queste delimitazioni così raffazzonate con nastri penduli, legate con fil di ferro, senza contrappesi idonei per non farli ribaltare dal vento, fra l’altro, sono veramente vergognose.

Per concludere giova rammentare ancora che la Via dei Mille; la xx Luglio; la Acqueviole; la Madonna del Boschetto e tutte le altre che gli addetti ai lavori conoscono a memoria, sono cosparse di chiusini rotondi palesemente danneggiati, avvallati e prossimi al cedimento tale da rendere necessario un immediato censimento ed un programma di manutenzione secondo ordine di priorità ma non col criterio del tappa buchi dai risultati segnatamente fallimentari e PE – RI – CO – LO- SI.

Sarebbe opportuno, dopo questa dettagliata denuncia, sbattere in cella gli autori di questi continui attentati alla sicurezza della circolazione ed alla salute dei cittadini e, come si diceva una volta dalle mie parti, “buttare le chiavi a MARI ROSSU”!

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