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ATTENZIONE! E’ PERICOLOSISSIMA!!!

MILAZZO, via San Giovanni, proprio di fronte al panificio ITALPANE. Si tratta di un tombino che ha perso per strada un pezzo: da premettere che qualche settimana addietro un vigile urbano aveva segnalato l’inconveniente, ossia la lesione del tombino che prima o dopo avrebbe ceduto costituendo un pericolo per la circolazione. Purtroppo nessuno lo ha preso sul serio, e questo E’ MOLTO GRAVE, perchè ciò significa che CHI AVREBBE DOVUTO INTERVENIRE, PER TUTELARE LA PUBBLICA INCOLUMITA’, se ne è sbattuto le scatole! Oggi ho notato, ma chissà quanti altri prima di me, che il tombino si è spezzato, ed il pezzo mancante costituisce un serio pericolo per i pedoni! Infatti la sera non è visibile, per cui se qualcuno MALAUGURATAMENTE dovesse infilare dentro la gamba, potrebbe rimediare, in caso di fortuna, solo una cinquantina di punti di sutura. NON OSO PENSARE COSA ACCADREBBE AD UN BAMBINO, il quale rischierebbe l’amputazione dell’arto! 

SENTO IL DOVERE di pubblicare questo articolo, per sollecitare UN INTERVENTO IMMEDIATO, e mi auguro che anche gli altri lettori si prodighino in un incessante passaparola per evitare danni maggiori ai cittadini. Ma colgo l’occasione per sollecitare ANCHE E SOPRATTUTTO un controllo severo della segnaletica esistente in quella strada: ossia IL DIVIETO DI TRANSITO PER GLI AUTOCARRI. Non è escluso che proprio quelli, TRANSITANDO indisturbati a tutte le ore del giorno e della notte, siano la causa principale dello sprofondamento dei tombini. 

MI AUGURO SOLO CHE SI CORRA IMMEDIATAMENTE AI RIPARI e non fare come SANTA CHIARA… 

GRAZIE!!!   

1 Commento

  1. Quando vedo questa immagine, per chissà quale evoluzioni del pensiero, la collego a questa amministrazione! Un buco, nero, dentro il quale si rischia di farsi solo male.
    Difficile credere che una persona, con incarichi e responsabilità, possa serenamente girare per la città che amministra, o disamministra (è questione di visuale), senza provare un minimo rigurgito di vergogna o di orgoglio disatteso. Ci sono delle basi di fiducia e convivenza civile che, per legge o per onore, debbono essere rispettate.
    Capisco che, guardandosi intorno, il resto dei “famelici” avversari politici, non abbia questa lungimiranza e “altezza” politica tale da sparigliare le carte ed assurgere a ruolo di salvatore della patria; anche e soprattutto in virtù dei nomi di codesti avversari. Otto volte su dieci, son gli stessi personaggi che, magari, in altre amministrazioni, erano al governo (o sgoverno, per par condicio), e che quindi hanno colpe condivisibili con questa in carica. O parenti, di chi governava e che, per “grazia ricevuta”, ed unzione santa, sono stranamente stati paracadutati in politica, partendo da quella cittadina, e costringendo noi, popolo bue, a fare da cavie alle loro inesperienze e, spesso, incapacità. Sulle capacità degli stessi poi, meglio sorvolare, rischieremmo di frustrarci nella nostra speranza disattesa.
    Detto questo, salta subito all’attenzione il disarmo, ormai lampante, che questa amministrazione ci presenta ogni santo giorno. Siamo in mezzo a due fuochi. Da una parte, una compagine “governativa”, che sopravvive in mezzo alla bufera di incapacità ed impotenza operativa; dall’altra si è aggregata una formazione di contrari purché sia, composta da molti disillusi o speranzosi di saltare sul carro del prossimo vincitore. Noi, come detto, nel mezzo; a subire carenze, discussioni (spesso inutili), e guerre o lotte intestine, utili solo a perdere tempo e ad evidenziare il vuoto di potere operativo al timone di questa barca. Se ci mettessimo in gruppi, a girare per le strade cittadine e, nell’occasione, a fotografare “i buchi” o peggio, da qui alle prime periferie, dovremmo fare una mostra intitolandola :Il cubismo a Milazzo!
    Perché ormai, a vederla positiva, questa città, è diventata una installazione perenne, in via di evoluzione e cambiamento costante. Abbiamo forme scomposte, di cartelli, di segnaletica, di panchine e lampioni, che ricordano nello spirito l’oggetto iniziale ma che, nella materia, sono ben altra cosa. Probabilmente era questo il disegno ultimo di chi ci ha governato negli ultimi venti anni. Trasformare la città, in una galleria d’arte contemporanea, rendendo le nostre vie, opere d’arte, di una corrente artistica che, francamente, non tutti possono amare e capire. Primo tra tutti, il sottoscritto. Probabilmente è l’età, che mi spinge ad essere critico. Sento di non avere più la visione positiva dei miei venti anni, e che son passati decenni di declino lento e costante. Ormai lavoriamo, o pensiamo di farlo, per i nostri figli e nipoti. Anche se le prospettive sono realmente pietose. Grazie come sempre per l’ospitalità.

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