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AUTORITA’ PORTUALE, PROMESSE NON MANTENUTE

Che fine ha fatto l’ecoporto galleggiante che avrebbe dovuto sorgere nella rada di Levante di Milazzo? Per un’intera settimana la cronaca cittadina ne ha parlato con interventi lusinghieri da parte del sindaco, dell’assessore allo sviluppo economico, dei promotori del progetto che avevano assicurato la fattibilità strutturale e finanziaria dell’opera.

Anche noi del Comitato Grande Porto ci eravamo uniti al coro dei fautori dell’opera avendo ricevuto in eredità da madre natura una rada di levante ampia e protetta da tutte le avversità atmosferiche eccezione fatta per le mareggiate provenienti da Grecale (evenienza quest’ anno a stagione invernale ancora non manifestata) essendo in una posizione geografica altamente strategica al centro del diportismo internazionale oltre che fortunati per essere il porto più vicino alle isole Eolie.

Con il porto galleggiante ultimato avremmo potuto offrire ai diportisti una struttura altamente qualificata e all’avanguardia nel settore, attività che fino ad oggi è stata assolta dagli attuali porti turistici in condizioni di precarietà. Inoltre con la realizzazione di una diga foranea lunga 1000 mt, larga 60 mt e alta 4 avremmo potuto ricevere le grandi navi da crociera essendo attualmente il nostro porto sprovvisto di apposite banchine. Speriamo che chi di competenza stia lavorando magari in sordina per la realizzazione dell’opera. Non vorremmo che si dovesse replicare quanto è successo con la promessa di realizzazione dell’ aeroporto da parte di un magnate indiano. Purtroppo questa città da molti anni vive di promesse e progetti espressi sulla carta stampata e mai realizzati. Infatti l’autorità portuale avrebbe dovuto realizzare la banchina XX Luglio nel tratto finale del molo di sottoflutto, avrebbe dovuto dragare il porto, avrebbe dovuto creare una banchina per navi passeggeri nel tratto finale all’esterno del molo Marullo. Risultato? La banchina XX Luglio è desolatamente abbandonata,  piena di sterpaglie e chissà quando sarà ultimata, il porto non è stato dragato, la banchina per navi passeggeri è nel libro dei sogni insieme alle navi da crociera. E’ evidente che con una gestione dell’autority fortemente a favore del porto messinese, nel caso in cui il governo nazionale dovesse accogliere la richiesta del governatore siciliano per mantenere in vita le autorità portuali Messina Milazzo si renderebbe necessario rifondare l’attuale assetto costitutivo dell’ente per dare pari dignità gestionale ai due porti. Altrimenti continuando a permanere tale situazione il nostro porto sarà sempre un feudo nelle mani dei poteri forti presenti nel capoluogo, un bancomat a cui attingere per spendere altrove le risorse economiche frutto degli introiti commerciali del nostro porto. Dopo venti anni di adesione all’autority il nostro porto strutturalmente è rimasto fermo al punto di partenza bloccando qualsiasi prospettiva di sviluppo senza la creazione di nuove opportunità di lavoro e senza alcun beneficio per l’economia della città.

Comitato Grande Porto – com. Mario Sciotto

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