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AUTOVELOX, QUESTE LE REGOLE FISSATE DAL CODICE DELLA STRADA

ECCO QUANTO CI HA FATTO PERVENIRE UN ESPERTO IN MATERIA, PER CHIARIRE DUBBI SOLLEVATI DALLA PRESENZA COSTANTE DI UN AUTOVELOX SULL’ASSE VIARIO. 

Il nuovo Codice della Strada pone dei limiti ben precisi all’uso degli apparecchi di misurazione della velocità dei veicoli, i cosiddetti Autovelox. Ma sembra che non tutti i Comuni abbiano recepito le novità introdotte dalla legge, con il risultato di inasprire il risentimento di chi tali contravvenzioni le subisce, ovvero gli automobilisti.

Per cercare di fare un po’ di chiarezza in merito, distinguiamo il tipo di strada su cui i rilevatori di velocità possono essere posizionati: comunali, provinciali o regionali. Sulle prime si possono installare apparecchi fissi senza la presenza di un agente che contesti “in loco” la violazione commessa, purché lo strumento sia ben visibile e sia segnalato da cartelli messi almeno 80 metri prima del controllo. I vigili hanno sostanzialmente ampia autonomia, dato che li possono mettere senza l’autorizzazione del prefetto anche a bordo della vettura di servizio che, però, deve avere i lampeggianti blu accesi. Nelle grandi città le postazioni (previa autorizzazione del prefetto) sono possibili solo sulle strade a grande scorrimento, sempre con il principio che non possono essere nascoste dietro alberi, muri o monumenti vari.

Sulle strade extraurbane, che non abbiano le caratteristiche di superstrade o autostrade, i comuni possono sistemare postazioni fisse dopo aver chiesto l’autorizzazione al prefetto, che la concede qualora l’autovelox venga messo in tratti di strada pericolosa dove si sono verificati vari incidenti e dove sia impossibile adottare misure più efficaci.

Il Codice della strada stabilisce anche le caratteristiche dei cartelli che segnalano tale postazione: devono esser messi a destra e a sinistra della carreggiata ad almeno 150 metri di distanza e ad almeno 1 km di distanza dal segnale stradale che impone di ridurre la velocità da 90 km/h al nuovo limite. Tutto quanto detto vale anche per le postazioni mobili di Carabinieri e Polizia, le quali non necessitano di autorizzazione prefettizia.

dal sito Motori.it

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