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BARBARA LA ROSA. OMICIDIO STRADALE, LE VITTIME AVRANNO GIUSTIZIA

barbara la rosaUN MESSAGGIO IN CUI L’ESPONENTE SOCIALISTA ESPRIME LA SUA SODDISFAZIONE PER UN RISULTATO CHE NESSUNO PENSAVA DOVESSE PIU’ ARRIVARE

di Francesco D’Amico

A maggio dell’anno scorso, in piena campagna elettorale per le amministrative milazzesi, il vice-ministro dei Trasporti del governo Renzi nonché segretario nazionale del PSI, sen. Riccardo Nencini, presente a Milazzo per supportare la candidatura al Consiglio comunale di Barbara La Rosa, durante un convegno tenutosi all’Eolian Hotel ha fatto un excursus delle principali battaglie parlamentari che lo hanno visto schierato in prima linea, assieme alla stessa La Rosa, in difesa di fondamentali principi di civiltà giuridica. Tra queste, una in particolare è sfociata nel risultato atteso, rappresentato dall’iter che ha portato all’approvazione della legge sui reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali. “Proprio l’impegno e la tenacia di Barbara, unitamente alle sue competenze – ha dichiarato in quella sede l’esponente governativo -, hanno consentito di raggiungere l’importante obiettivo dell’approvazione di questa legge, che ha permesso di colmare un vulnus normativo intollerabile in un Paese civile”. Parole ribadite di recente dal premier Matteo Renzi alla presenza delle associazioni dei familiari delle vittime di incidenti stradali: “Se questa legge servirà ad aiutare a stare più attenti alla guida, se servirà a capire che non ci si mette alla guida se si è ubriachi o drogati e che la vita ha un valore, allora contribuisce a fare dell’Italia un Paese più degno”.La legge in questione introduce nel nostro ordinamento pene che vanno da 5 a 12 anni per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e cagiona la morte di qualcuno, da 4 a 8 anni per chi è lucido e sobrio, ma la sua velocità di guida supera di due volte il limite consentito. Per l’omicidio multiplo si può arrivare ad una triplicazione della pena, in ogni caso non superiore ai 18 anni. Per quanto concerne, invece, le lesioni, la pena è da 3 a 5 anni per chi è ubriaco o drogato e causa lesioni gravi, da 4 a 7 anni per le lesioni gravissime. In presenza di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per uno dei due reati di cui sopra, si applica la sanzione accessoria della revoca della patente.

Barbara La Rosa, Responsabile del Terzo Settore PSI e Responsabile socialista per Milazzo e la Valle del Mela, ha scelto di condividere con i lettori di Terminal il suo ricordo dell’esperienza che l’ha vista ispiratrice e promotrice discreta,ma allo stesso tempo rigorosa e determinata, della proposta diventata finalmente legge dello Stato. Riportiamo di seguito il messaggio che ci ha inviato:

“Si sono susseguiti numerosi governi – di destra e sinistra, governo tecnico compreso – dalla prima proposta sull’introduzione del reato di omicidio stradale. Poi manifestazioni in tutta Italia, commemorazioni, convegni, incontri con le associazioni, familiari delle vittime della strada ed istituzioni. Nel frattempo una mattanza continua di vittime innocenti. Lungo il percorso per arrivare in Parlamento ed altrettanto farraginoso l’iter parlamentare, tra modifiche ed ostruzionismo delle varie forze politiche, pur essendo una legge di civiltà, soprattutto dopo il discorso al Senato di Matteo Renzi, durante il suo insediamento, quando, parlando di un giovane morto sulla strada mentre lui era Sindaco di Firenze, affermò di voler far diventare reato l’omicidio stradale. Molto difficile però credere a quelle parole. Avevo guardato tante volte negli occhi famiglie delle vittime, molti genitori di giovanissimi, uccisi sulla strada da assassini, sotto l’effetto di droga ed alcol, che non hanno fatto neanche un giorno di carcere e che circolavano in automobile ancora indisturbati. E tornare a promettere, ai familiari, un ulteriore impegno sull’approvazione era apparentemente un azzardo.  Per questo, il giorno dopo della nomina di Riccardo Nencini come Viceministro ai Trasporti, ho organizzato un incontro con alcuni familiari. Quel giorno, una mamma in lacrime che ha perso una figlia di 15 anni investita sulle strisce pedonali, ha chiesto a Nencini di impegnarsi e lui le ha risposto: “Signora, si fidi ancora una volta della politica. Le prometto che farò tutto il possibile per arrivare all’approvazione. Con tutte le mie forze. Si fidi”. Ma il percorso per fortuna ci ha dato ragione. Ed il reato stradale è diventato legge. Questo non servirà a riportare in vita coloro che non ci sono più, ma darà loro giustizia e non permetterà più agli assassini stradali di restare impuniti”.

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