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BARRIERE ARCHITETTONICHE DA SUPERARE… SALTANDO!

QUESTA LA SITUAZIONE CHE SI PRESENTA SUL LUNGOMARE GARIBALDI, DALLA CHIESA DI SAN GIACOMO VERSO LA MARINA…

Ora che la Legge sulla eliminazione delle “barriere architettoniche” è stata abrogata, l’Amministrazione può tirare un sospiro di sollievo; anzi, a ben riflettere, può andar fiera per avere – a suo tempo – eliminate solo a metà quelle in corrispondenza alla Chiesa di San Giacomo, facendo risparmiare una barca di soldi alle povere casse comunali. Qualcuno avrà pensato: Per ora facciamo una sola rampa tanto, nel tempo, può anche accadere che ci siano ripensamenti e che svanirà nel nulla quell’idea di creare scivoli dappertutto”E se ora lo Stato dovesse rivalersi per le spese sostenute – per essere stati troppo tempestivi con quel semi adeguamento – sbandierando il solito “danno erariale” ? – “E se ci venisse imposto di eliminare anche le due mono-rampe già realizzate? – “Sta calmo, forse fin’ ora qualcuno si è preoccupato di battere ciglio per noi aver realizzato l’adeguamento a metà?” – “Stai sereno e speriamo che nessuno tiri in ballo tutte le altre barriere architettoniche realizzate solo da un lato nella restante parte della Marina !!!”

Ma…all’improvviso: “Caro, svegliati o farai tardi al lavoro…”. Che strano sogno ho fatto. Forse mi è rimasto impresso il ricordo di quel giovane turista in carrozzina che, appena in tempo, ieri, ho fermato prima che “precipitasse” sulla strada, ingannato dal marciapiedi che dalla sua “posizione” deve essergli sembrato allo stesso livello della strada ed in linea con le strisce pedonali tracciate sull’asfalto. Mah…almeno ho fatto un’opera di bene, felice di essere stato gratificato da quel biondone nordico con un sorridente thank-you.

Situazione analoga si presenta a pochi metri di distanza con un’altra rampa posta dietro la canonica della Chiesa di San Giacomo e – strano ma vero – non esiste la corrispondente rampa di risalita lato mare. Piuttosto esistono due insormontabili gradini di pietra lavica (circa 45 cm di dislivello) e mancano, fra l’altro, le strisce pedonali).

Ma che razza di “eliminazione delle barriere architettoniche” sarebbe questa? Tutto in piena regola… alla milazzese; tutto collaudato… tutto pagato!

Forse qualcuno, all’epoca, credeva che i disabili avessero la capacità di volare, oppure c’era molta fretta di completare quel marciapiedi altissimo anche per chi ha la fortuna di deambulare con i mezzi fornitigli da madre natura. Queste si che sono cose turche… anche se in Turchia sono assai più attenti a cose minimali come queste.

Ora, non inganni l’ironia con cui si è portato il problema all’attenzione per la seconda volta e sia chiaro – però – che il tono volutamente ironico nulla toglie alla drammaticità del problema, né altri possono minimizzarlo o disconoscerlo. A Milazzo non solo c’è la disattenzione più censurabile ma neppure le segnalazioni “pro domo loro” vengono prese in considerazione, come fossero illazioni prive di fondamento non riscontrabili sul campo, ed assai più retrodatate dall’epoca in cui si è posto il problema all’attenzione di tutti.

Concludendo: La rampa lato canonica deve/può essere abolita a meno che non si completino le opere mancanti che la legittimino come opera realizzata a regola d’arte; quella lato chiesa San Giacomo va realizzata con massima priorità nel rispetto di quella Legge che in apertura ho dato ironicamente per abrogata.

Cordialmente,

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