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“UNA BUGIA TIRA L’ALTRA”: IL SOLITO SUCCESSO DELLA COMPAGNIA TEATRALE “TABULA RASA”.

TRE SERATE FRA APPLAUSI, DIVERTIMENTO, RISATE E PROFESSIONALITA’.

Tutto esaurito nell’Atrio  del  Carmine  per le tre serate riservate allo spettacolo della Compagnia  teatrale  “Tabula Rasa” intitolato ”Una  bugia  tira  l’altra”, commedia  brillante scritta da Giannino, Romano e Calvino. L’opera ruota attorno alle vicende, intessute di innumerevole bugie, dei due amici Vincenzo e Bastiano, interpretati dai due mattatori della serata, Gaetano Andriolo e Giuseppe Cultrera, la cui performance è stata degna della migliore tradizione comica teatrale siciliana. Assieme ad Agata Ragusi (la moglie di Vincenzo) e Giusy Mirabile (la figlia) si sono esibiti in una serie di gags esilaranti accompagnati da  movimenti e contorsionismi che richiamano alla memoria il teatro dei De Filippo e di Totò! Accanto a loro non sfigura certamente la brava Lidia Fiumara (la moglie di Bastiano) autoritaria e bastonatrice simpatica delle presunte scappatelle del marito. Antonio Sergente è invece il nonno, che apre e chiude la scena, ma è  sempre presente nel vivo della recita, tenendo desta l’attenzione del pubblico con le sue battute velenosette nei confronti  della figlia, del genero medico e della nipote. Adriano Russo è invece il pepe della commedia, recita in un ruolo che sembra ritagliato per lui e per la sua fisicità, che mette a servizio dei una comicità diretta e semplice per lo spettatore e per questo più gradita. I suoi ingressi sono studiati ed esilaranti, perciò suscitano le risate spontanee degli spettatori. Interessante e criptica la gestualità dell’attore Mario Lanza, a cui va riconosciuta una ironia sottile e intelligente, che ci ricorda l’arte del ridere con poche battute ma accompagnate da movimenti delle mani e del viso dei comici degli anni 50.  Simpatico il fidanzato, Claudio Bucca, che s’inserisce nel pieno della commedia nella parte finale, ma con grande esperienza e intelligenza. Chiudiamo con le splendide Nella Maggio e Giusy Sottile, due donne sul palco, padrone della loro partecipazione e in grado di attirare anche con poche battute la simpatia del pubblico in sala, che infatti le ha applaudite alla pari di tutti gli altri attori.

Il tutto è amalgamato dalla sapiente regia di Giuseppe Pollicina, coadiuvato dalle sue “allieve” Valeria Di Brisco e Noemi Oteri, che sono state onnipresenti dietro le scene a coordinare il lavoro di tutta la compagnia. Il regista ha dato un’impronta alla commedia, che è la sua firma, nella forte caratterizzazione dei personaggi, fin nei minimi particolari. Curate le scenografie e ricercate con perizia da Valeria Italiano e Melina Crisafulli, che hanno deliziato il pubblico con idee geniali come quella delle scene fosforescenti alla chiusura delle luci. Le sorelle Angela e Antonietta Salmeri hanno mostrato tutte le loro qualità di costumiste e truccatrici, confezionando vestiti adatti al personaggio di modo che in taluni casi hanno dato risalto, più delle battute dette, ad alcuni personaggi della commedia. Infine vogliamo sottolineare il contributo del web.director Lorena Sottile, soprattutto nella fase antecedente l’andata in scena e Davide Bisazza, impareggiabile tecnico del suono e delle luci.

Lodevole a margine dello spettacolo l’iniziativa della Compagnia teatrale “Tabula Rasa” di far assistere i disabili della Coop.  “Obsolab” di Ciccio D’Amico e l’annuncio a fine spettacolo di una serata a Partinico in un locale sequestrato alla mafia a fine Agosto a recitare nella commedia “I promessi sposi”, che è stato il cavallo di battaglia dell’anno scorso, in rappresentanza della città di Milazzo, splendida assente come istituzione per tutte e tre le serate .

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