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“CARO MEDICO, SE TI RICONOSCI, GUARDATI ALLO SPECCHIO E SPUTATI IN FACCIA!”

Una lettera che denunciava l’immorale comportamento (ci piace definirlo così, nonostante le levate di scudi, in verità pochissimi, nei confronti del “professionista” che ha giustificato l’impossibilità di visitare una donna di 90 anni dichiarando di essere fuori dalla città) di un medico, ha scatenato una serie di commenti contro lo stesso, ma qualcuno, e meno male che in Italia c’è libertà di espressione garantita anche e soprattutto dal nostro giornale, ha fatto presente che i medici di base non sono soggetti ad essere disponibili 24 ore su 24, che esistono le guardie mediche, che in alternativa ci sono i medici del 118.

Potremmo aggiungere anche gli ospedali, con i Pronto Soccorso intasati all’inverosimile e con i pazienti “spazientiti” dalle lunghe attese e dal triage.

Giustissime le osservazioni, ma quando il cittadino si reca alla mutua per scegliere il dottore, nessuno gli fa presente che il medico di base riceve agli orari stabiliti, funge solo da redattore di ricette prescritte da altri medici specialisti (sicuramente consultati a pagamento magari dopo lunghe attese), e non osserva orari che i vecchi medici, quelli che non avevano telefonino e si svegliavano nel cuore della notte, e i cui nomi sono ancora vivi nella memoria di molti lettori, al punto che sono stati anche fatti, non è disposto a recarsi al domicilio del malcapitato paziente, nè il giorno in cui riceve, nè tanto meno il festivo o dopo l’orario dell’ambulatori, figuriamoci di sera o di notte, specie se è seduto al bar o al ristorante o in pizzeria a sollazzarsi dopo una giornata di duro ed estenuante lavoro!

Il discorso “captato” dal lettore e subito riferito al giornale, come se TERMINAL avesse la bacchetta magica o fosse il toccasana dei problemi (evidentemente il nostro lettore lo ha fatto sapendo che noi diamo spazio a tutti e denunciamo comportamenti scorretti e illegali, senza peli sulla lingua e soprattutto senza padroni che ci tengano al guinzaglio) qualche anno fa è stato ascoltato, in luoghi diversi, anche da me: sulla spiaggia e prima di mezzogiorno! Come ho avuto modo di riferire al collega di TERMINAL Attilio Andriolo, che è anche medico, e che diverse volte venne al mio capezzale nel cuore della notte per problemi legati alla mia salute. Feci anche un identikit del medico, che non conosco, ma rimasi disgustato dal suo modo di fare e dalle risposte che forniva al suo interlocutore telefonico. In comune con il medico al bar, la giustificazione che non era a Milazzo (sulla spiaggia di Ponente siamo ancora a Milazzo!) e la discussione continuata con i suoi vicini di ombrellone, certamente più scurrile di quella “registrata” dal lettore: non “questa mi rompe le palle” ma un più volgare “chista mi scassa ‘a minchia, e non sacciu comu haiu a ffari ma mandu a fan culu!“.

Presumo che il medico al bar si sia tuffato in qualche coctail, anche se il lettore non lo ha specificato: posso dire che quello si è tuffato nel mare limpido di Ponente, alla faccia dell’ammalato, vecchio o giovane che fosse.

In ogni caso, la bugia è solo un modo per scrollarsi di dosso chi chiede aiuto, e non perche non si sappia cosa fare.

Il consiglio in effetti è stato dato; chiami il 118. Qualcuno fra i commentatori parla di orario di lavoro, e di altri mezzi di soccorso. Purtroppo non ci si rende conto che in certi momenti l’unico appiglio è il medico di base, quello nel quale si ripone fiducia e che conosce meglio di qualsiasi altro soccorritore le condizioni di salute del malato. Almeno si presume! E sono certo che anche certi commenti sul web vengono fatti in assenza di esperienze dirette, con l’augurio che gli stessi commentatori a favore non si debbano ricredere se dovessero trovarsi loro nei panni degli assistiti o dei richiedenti soccorso!

Ma vorrei aggiungere qualcos’altro: certi medici i soldi che intascano mensilmente dagli stessi mutuati, anche per visite non fatte o per ricette non prescritte, copiate e non dettate da una visita, non hanno mai pensato che li stiano rubando? Mandare il 118 per un’ammalata della quale lo stesso medico conosce le problematiche e le condizioni di salute significa privare di un intervento sicuramente più urgente un’altra richiesta: ad esempio, un incidente stradale, un infartuato che chiede soccorso, un evento traumatico, una qualsiasi causa accidentale!

Spesso in questi casi gravi il ritardo o il mancato arrivo dell’ambulanza può provocare danni e conseguenze irreparabili!

E poi il Ministro manda gli ispettori, con premura e con solerzia! Che li mandi per verificare se i compensi mensili erogati a certi medici non siano in effetti rubati allo stato ed ai cittadini! Il comportamento irrispettoso ed indegno del “medico” in questione potrebbe essere anche la causa di un sovraffollamento ospedaliero: giunge l’ambulanza, soccorre l’anziana, magari dispone il ricovero in un ospedale, e in mancanza di posti la “sbatte” a centinaia di chilometri di distanza, mettendo in crisi i parenti che sono costretti a lunghi e costosi trasferimenti giornalieri e la paziente stessa.

Caro medico che non abbiamo l’onore di conoscere, sei contento di tutto questo? Ma a te che cazzo t’interessa? E’ più importante la serata al bar o in pizzeria, piuttosto che la salute dell’ammalata. Ci auguriamo solo che tu possa leggere questa nostra ennesima nota, possa riconoscerti e… no, non ti diciamo di chiedere scusa, ma di guardarti allo specchi e sputarti in faccia per la vergogna. Ammesso che tu sappia cosa significhi questa parola! Perchè dicendo il tuo nome, in faccia ti sputerebbero gli altri! 

 

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