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Ciao, Nino Trinchera

UN ALTRO DEI DIPENDENTI STORICI DEL COMUNE DI MILAZZO CI LASCIA. I SUOI FUNERALI SARANNO CELEBRATI LUNEDI’ 29 GIUGNO, ALLE ORE 17, NELLA CHIESA DI SAN PAPINO.

NINO TRINCHERA, ANNI ED ANNI PASSATI all’acquedotto, sempre pronto a controllare il livello delle vasche ed il funzionamento delle tubazioni di riempimento, scrupoloso in quel lavoro dal quale dipendeva la fornitura di acqua ai cittadini, puntuale nel relazionare ai suoi superiori, ai geometri, al dirigente, ai politici che amministravano Milazzo in anni non tanto lontani se qualcosa non andava…

Nino si è addormentato per sempre ieri sera, nelle braccia del figlio Roberto, che lo stava accompagnando a letto. Stava male, ma l’ultima volta che ci siamo visti lo avevo rassicurato che tutto sarebbe passato. Cercavo di incoraggiarlo, perchè il suo problema avrebbe potuto risolverlo con un intervento: purtroppo se ne sono presentati altri, e il suo fisico debilitato non ha resistito.

La moglie, la sua Concetta, era andata via da qualche anno, e Nino era rimasto con il figlio Pippo in quella casa di via Grotta Polifemo, dove ogni stanza, ogni angolo profumava della sua compagna. Nino l’aveva resa protagonista delle sue giornate: per lei scriveva pagine e pagine di quaderni, lunghe poesie nelle quali dichiarava il suo amore; se la sentiva vicino, la continuava ad avere accanto, la sognava… ed un giorno, invitandomi a casa sua, me ne parlò.

Non lo interruppi.

Mi parlava di lei, di come l’aveva conosciuta, mostrandomi le foto del matrimonio. Mi leggeva quelle poesie che le aveva dedicato, alle quali aveva dato anche una base musicale, al punto da cantarle!

Voleva che restassi ancora per un po’ ad ascoltarlo, ad ascoltare quelle frasi, le parole… In quelle parole sentivo le sue emozioni, i suoi ricordi; avevo di fronte a me un uomo, profondamente innamorato che non avvertiva la solitudine, che continuava a vivere per lei che era andata via, che scriveva ciò che il cuore gli dettava, che trovava il coraggio e la forza di dedicarsi a nuove passioni. Realizzava, per fare scorrere il tempo, quadri: composizioni semplici alle quali dava un significato, e che ammirava, dopo averle appese sulle pareti, in ogni stanza.

Sognava Concetta, Nino Trinchera; la sognava ad occhi aperti, e la vedeva quando si affacciava al balcone, sotto il castello, perdendo lo sguardo verso la riviera di Ponente. Non sentiva il vento, non sentiva il mare in burrasca, non sentiva la salsedine… Guardava lontano, e sapeva che lei, la donna della sua vita, era lì. Gli bastava perdere il suo sguardo verso l’orizzonte, scorgerla nel tramonto del sole, su quella linea che separava il cielo ed il mare….

Nino aveva i suoi figli, Caterina, Francesco, Pippo e Roberto ad accudirlo, a stargli vicino, a restituirgli l’affetto e l’amore con cui li aveva cresciuti. Aveva i nipoti, Alessia, Antonino, Chiara e poi Nino e Giulia, che lo amavano tanto. Ne era orgoglioso Nino, e non voleva pesare su di loro, quando aveva capito che le sue condizioni di salute peggioravano. Era un tipo deciso, Nino. Voleva farcela da solo, così come aveva sempre fatto… E come aveva fatto negli ultimi mesi, anche quella sera il figlio Roberto lo stava accompagnando a letto, mentre il sole stava andando a dormire… All’improvviso, qualcosa che Nino ha avvertito… forse una voce lontana, una figura che appariva all’orizzonte… forse era la sua sposa, la sua Concetta, che lo ha chiamato, ed era venuto a riprenderlo per portarlo via con sè, per sempre…

Sì, Roberto, questo è accaduto ieri sera, quando il cuore di papà si è fermato per sempre… Ha lasciato voi, in lacrime, perchè lei lo aspettava…. no, voi non potevate saperlo, solo lui la vedeva, solo lui sapeva che sarebbe tornata perchè le sue poesie, le sue frasi, le sue parole colme d’amore erano arrivate fino a lassù…

Mamma sapeva anche che soffriva, ed ha chiesto di poterlo portare per sempre con sè… E’ stata esaudita, non soffrirà più… Lassù saranno contenti, tutti e due. Si sono ritrovati, non si lasceranno più… e lui continuerà a scrivere le sue poesie, e le continuerà a recitare. E lei lo terrà stretto, abbracciandolo… sorridendo… mentre qualche lacrima righerà il suo volto!

 

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