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CIMITERO, LA NECESSITA’ DI RICORRERE ALLA CREMAZIONE…

TANTE RISPOSTE ALL’ARTICOLO CON CUI SI DAVA RISALTO ALLA TUMULAZIONE IN UNA CAPPELLA PRIVATA, IN MANCANZA DI SOLDI PER ACQUISTARE IL “POSTO” E DI POSTI STESSI… LA PRIMA RISPOSTA PARLA DI CREMAZIONE, UNA PRATICA CHE E’ STATA GIA’ ADOTTATA IN ALTRE CITTA DI TUTTO IL MONDO. ECCO COSA DICE.

Ho letto della situazione “sospesa”, nella quale si era venuta a trovare, una salma, al cimitero di Milazzo. Non nascondo che la rabbia e la crescente insofferenza, per i problemi quotidiani, che ci stiamo sobbarcando, in vece altrui, hanno dato l’ennesimo colpo alla mia pazienza. Ho letto, sui social, di un intervento che proponeva in maniera obbligata, la cremazione. Gli do pienamente ragione. Per motivi di carattere strutturale e logistici, non possiamo pensare di far crescere il cimitero all’infinito. Gli spazi, in una conformazione come quella nostra, sono di per sé limitati, e pensare di cementare in continuazione o si è ottusi, o esiste una connivenza con qualche servizio di cui non siamo a conoscenza. Se ti fai una passeggiata sulla panoramica, all’inizio lasciando Vaccarella ed alzi lo sguardo, oltre al sepolcro bizantino, abbandonato come tutti i reperti archeologici o storici della città, vedrai apparire, magicamente, la parte alta delle nuove cappelle. Adesso siamo talmente vicini alla strada che, dopo i funerali ed aiutati dalla bella stagione, coloro che han preso parte al funerale, potranno, in virtù di una scaletta che non tarderà abusivamente ad apparire, scendere alla Croce di mare, e gustarsi un bel bagnetto fuori stagione. Scherzi a parte, a livello di civiltà, e di coscienza, la cremazione dovrebbe essere presa seriamente in considerazione. Anche gli stessi loculi abbandonati, quelli storici, andrebbero recuperati, a visione artistico storica, o pratica, trasformandoli in celle per urne cinerarie. La morte è una cosa seria, e certe leggerezze da parte della assentissima amministrazione locale, dovrebbero essere cassate come incapacità. Spiace dover parlare sempre delle carenze operative di questa amministrazione, ma l’unico modo per non parlarne, tra l’altro male, è quello legato alle dimissioni in blocco della giunta.

P.s., avete notato come ci sia stata la fuga dalla nave? Incominciano le grandi piccole manovre della politica locale. I pesci che han cambiato bandiera nel corso degli anni, si riposizionano sul mercato delle vacche politiche. Come i gerarchi fascisti, prima dell’8 settembre, si rifanno una verginità. Siamo un popolo senza memoria, per questo siam messi così male. Saluti e grazie per l’ospitalità.

 

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