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CINQUE STELLE DI MILAZZO, LA CITTA’ HA BISOGNO DI VOI…

UNA LETTERA DEL SOLITO PAOLO TIRANTE CHE STIMOLA IL MOVIMENTO E SPINGE PER UNA DECISA AZIONE DI ATTACCO AL SISTEMA.

Gentile Redazione, Milazzo, alle ultime elezioni politiche, ha registrato un boom del M5S che definire miracoloso o “democristiano dei tempi d’oro”, sarebbe riduttivo. A livello nazionale il movimento ha dato un segnale forte; nei territori regionali, si muove con la velocità e la perseveranza del cacciatore che insegue la preda, spietato e continuamente in crescita. Neppure le eventuali “notizie bomba” di scandali o presunti tali, servono a bloccare una espansione che sembra il segnale di una popolazione di elettori esausta e desiderosa di cambiamento, o di speranza. Ma a Milazzo, che nel suo piccolo vanta tante criticità (amministrative, sociali ed ambientali), tutto sembra rallentato, ovattato. Ho la sensazione che ci sia una sorta di frenata improvvisa per mancanza di “capacità operativa”. La paura e l’idea che i rappresentanti sul territorio (che hanno avuto il loro travaglio con le scissioni iniziali, i tradimenti e via discorrendo), siano bloccati è sotto gli occhi di tutti. La città, ora che vive nell’anarchia della gestione rifiuti (per tacere del resto), avrebbe bisogno di un segnale forte chiaro e preciso, da parte del movimento. Un comizio, qualunque cosa raggiungibile da tutti, non nelle cantine o nelle pagine dei social, come dei carbonari moderni, per chiarire la posizione e presentare un progetto alternativo. Bisogna lanciare la sfida ufficialmente a questa amministrazione comunale che sta degradando (per incapacità o cointeressenze), una cittadina dalle enormi potenzialità sempre più castrate per incapacità nel farla crescere. Ma se ne hanno le competenze? Non ho ben capito quale sia il percorso che il movimento abbia deciso per la città; di certo, per noi poveri “fessi”, la sensazione che manchi una base decisa di capacità per dare la svolta, è palese (anche se spero sempre di essere smentito). In altre situazioni o contesti, si sarebbero viste fuoco e fiamme, a getto continuo, per protestare sulla assoluta insipienza di una macchina comunale incapace. Leggo sui vari social, qualche intervento che sproni, o cerchi di spronare, il M5S a darsi una mossa. Ma sembra una goccia nel deserto. Il silenzio regna sovrano e, la preoccupazione di un’altra occasione persa, lo accompagna. Da votante del movimento, mi aspetterei un bel comizio, un bel progetto di raccolta pianificato (e qui subentrano le competenze, anzi subentrerebbero), un altro progetto, meno specifico, sul recupero della città, e sulla visione effettiva del territorio; intendo raffineria e zona industriale; gli argomenti non mancano. Capisco che, probabilmente, molti degli iscritti siano o possono essere coinvolti direttamente con le industrie interessate, ma Arlecchino in Sicilia, non può esistere. O fai una scelta e sei coerente, oppure decidi di rimetterti nel gregge e subisci quello che decidono gli altri. Senza apporti medaglie di presunta superiorità intellettuale o morale. Milazzo offre tanti di quegli spunti che un comizio non basterebbe, ma se non rompi il ghiaccio, continuerai ad essere una voce che protesta, perdendo, giorno dopo giorno, di credibilità. Probabilmente verrò attaccato per questo, ma come amava dire mia madre: “quello che dici, se non è quello che fai, non sei nessuno”. La coerenza è l’ultima carta disponibile in questo territorio bistrattato e sfruttato, anche da noi, che ci riempiamo la bocca di valori e poi siamo i primi a metterli in un cassetto perché “la famiglia” ha la priorità. Attendo critiche e, spero, tante proposte operative. La speranza è l’ultima a morire, ed a Milazzo lo confesso, non sta tanto bene. Buona giornata a tutti.

PAOLO TIRANTE 

 

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