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DIFFERENZIATA E DEGRADO A PONENTE

CATASTE A PONENTELE SANZIONI NON INTIMORISCONO NESSUNO, TANTO NON C’E’ MAI CHI DEBBA ELEVARLE! E LA CITTA’ CONTINUA AD OFFRIRE UNO SPETTACOLO DESOLANTE AI TANTI TURISTI IN MASSIMA PARTE MILAZZESI CHE TORNANO E NON TROVANO ALCUN MIGLIORAMENTO…

Circola in questi giorni sui social networks un lungo elenco, diffuso da qualche fervido sostenitore dell’attuale esecutivo milazzese, contenente tutte le ipotesi di trasgressione, con le corrispondenti sanzioni, in materia di raccolta differenziata, che – come ha riportato la Gazzetta del Sud la settimana scorsa – dovrebbe essere già iniziata in alcune zone della periferia, al Capo e nella Piana, per il momento in via sperimentale, in attesa di estendere (ma quando?) il servizio anche al centro cittadino. D’ora in avanti, dunque (mi è parso di capire), sarà in vigore la linea dura nei confronti di quanti non si adegueranno repentinamente alle rigide previsioni normative in materia di rifiuti (un po’ come è accaduto fino ad ora…). Certo è bizzarro che si ponga l’accento sull’aspetto sanzionatorio della questione quando ancora non si è appurato, come sarebbe opportuno durante la fase di avvio, se si è prima capaci di effettuare la differenziata su tutto il territorio comunale; e senza che sia stata posta in essere, fino ad ora, una campagna informativa per la cittadinanza sulla destinazione finale dei materiali interessati (vetro, plastica, carta, ferro e umido), nonché sulle molteplici opportunità che si possono cogliere tramite il riciclo dei rifiuti e dove questo si intenderebbe realizzare. E’ dall’informazione partecipata che nasce la volontà di collaborare del cittadino, non certo da un approccio intimidatorio. Cambiamo argomento. Molti in questi giorni si domandano: per lo scempio che ha caratterizzato il lungomare di Ponente per tutta l’estate, quale risarcimento si è pensato di riconoscere ai cittadini e turisti, fruitori di cataste di legna bruciate per varie settimane, di sacchi di immondizia accumulati lungo la costa (fonti di odori molesti e ideale rifugio dei ratti nelle ore notturne), di spiagge rimaste sporche e piene di trappole semisepolte? Un colpo di trattore? Sarebbe una soluzione tanto semplice quanto nociva. Come sostiene da tempo Legambiente, basandosi su una circolare ministeriale che raccomanda, tra l’altro, l’utilizzo della tecnica del rastrellamento manuale, l’impiego del trattore è distruttivo dell’ecosistema, sconvolge l’equilibrio biologico del rizoma, danneggia la duna costiera, rovina piante tipiche costiere ai più sconosciute, seppellisce i rifiuti e crea pericolosissime insidie per i bambini (emblematico il caso del quattordicenne che qualche giorno fa si è conficcato un ago di siringa nel piede). E’ un fatto, inoltre, che laddove manca l’intervento degli organi preposti, provvede sempre più spesso la lodevole iniziativa di soggetti privati, singoli ed associati, ad assicurare condizioni minime di decenza e di decoro urbano, supplendo in questo modo alle carenze di un’Amministrazione che sembra abbia deluso, fin qui, tutte le aspettative.

Francesco D’Amico

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