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IL DUCA AVARNA: UN NOBILE, CHE MOLTI ANCORA RICORDANO…

GRAZIE AL PROFESSOR NICOLA MENTO, OGNI TANTO SU FACEBOOK RIUSCIAMO A SCOPRIRE IL NOSTRO PASSATO. NON SOLO FATTO DI FOTO E RICORDI SBIADITI, MA ANCHE DI PERSONAGGI CHE SONO VISSUTI NEL NOSTRO COMPRENSORIO… ECCONE UNO CHE MOLTI HANNO CONOSCIUTO…

Chi è, o meglio chi fu, il Duca Giuseppe Avarna? Troviamo la sua biografia su wikipedia, e la riportiamo quasi per intero:

Nasce a Roma dalla famiglia Avarna di Gualtieri del ramo siciliano che ha origine dal primo insediamento longobardo nel marsicano, figlio del Duca Carlo Avarna di Gualtieri (1885-1964) e Giulietta Farensbach. Vive la sua infanzia a Roma con la madre e la zia Colomba, studia in famiglia e parla correttamente francese e inglese, svolge il servizio militare come ufficiale di complemento dell’arma di cavalleria, si sposa il 1º settembre 1941 a Cortina d’Ampezzo con Magda Persichetti dalla quale avrà tre figli, Carlo, Guiscardo, Albereda.

Intellettuale eclettico, poeta, scrittore stravagante, fonda e dirige con un gruppo di giovani scrittori la rivista “Girasole” che suscitò aspre polemiche tra i critici italiani, appassionato della politica collaborò inizialmente con il Partito Nazionale Monarchico, successivamente con il Movimento sociale. Nel settembre del 1945 a Messina, fu tra i fondatori del movimento per l’autonomia della Sicilia, assieme a Francesco Paolo Lo Presti, Uberto Bonino, Gaetano Martino, Giuseppe Pulejo, Antonino Vaccarino e Carlo Stagno d’Alcontres.

Scrive nel 1945 un testo sull’autonomia della Sicilia, racconta i problemi agrari della sua terra, compone numerose poesie tra le quali Les scandales, Nevermore, Promenade au soleil (1949), compone nel 1950 un dramma in tre episodi intitolato Poème d’un soldat mort à la guerre, opera che racconta la crisi morale e sociale della gioventù che ha combattuto e sofferto la guerra, lavora nel 1951 su una raccolta di liriche scritte nell’estate-inverno del 1950, Poème d’une douce saison. Partecipa alle elezioni che si tengono in Italia, in Sicilia, in provincia di Messina: anche se non è candidato, tiene comizi con il suo partito, senza agganci con nessun altro fra quelli con rappresentanza parlamentare. E i suoi discorsi sono quelli di un uomo libero.

Partecipa nel 1970 alla stesura dei testi rivoluzionari decantati nella rivolta popolare dei moti di Reggio Calabria. Nel 1972 vive a palazzo Odescalchi in Roma, frequenta i salotti romani, i luoghi d’arte come l’allora Galleria Colonna oggi Galleria Alberto Sordi e la storica Piazza Navona dove scrive il 19 gennaio 1974 la poesia A un Amico Pittore dedicata all’artista pittore e ritrattista italiano Paolo Salvati.

Dal 1953 al 1959 compone liriche in lingua francese e le raccolte di poesie in lingua italiana Il cavaliere gotico, Ovunque confini, Macerie, seguono le poesie Ecco Perché, SolenneIl Cipresso, Eravamo, Vorrei, Vado Avanti, opere pubblicate nella raccolta Il Silenzio delle Pietre, numerosi lavori letterari andranno perduti nell’ultimo drammatico incendio della sua abitazione.

Nel 1980 lascia la famiglia e trasferisce la sua abitazione nella cappella sconsacrata adiacente al castello di Gualtieri. Si sposa in seconde nozze con Tava Daetz a Milazzo, nel 1988, dopo un’attesa di 11 anni per il divorzio. Testimoni, i principi Grimaldi e Borghese.

Secondo le cronache giornalistiche suonò per dodici lunghi anni la “campana dell’amore” come narrato da diversi articoli di stampa. Il duca Giuseppe Avarna vivrà con la sua nuova compagna Tava Daetz, undici anni da fidanzati, in quanto la moglie non era propensa a concedergli il divorzio,

Muore tragicamente a 82 anni, il 21 febbraio 1999, nell’incendio della sua abitazione adiacente al castello di Gualtieri Sicaminò. Il vecchio nobile era entrati nella casa in fiamme nel tentativo disperato di salvare molti dei suoi lavori: lottando contro il fuoco, era riuscito a mettere in salvo, gettandoli dalla finestra, le sue poesie e gli scritti. Ma non riuscì a salvare se stesso…

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