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DUE MORTI PER L’AMIANTO: ERANO OPERAI DELLA SACELIT!

ECCO IL CONTENUTO DEL COMUNICATO STAMPA, UNO DEI TANTI CHE IL PRESIDENTE SALVATORE NANIA INVIA PERIODICAMENTE AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE, MA NESSUNO PUNTA IL DITO CONTRO LA FABBRICA DELLA MORTE, E NESSUNO SI ACCORGE CHE I MORTI PER TUMORE SONO ARRIVATI A 136 SU 220 DIPENDENTI… VERGOGNOSO! 

Si allunga l’elenco delle vittime del nostro territorio! Sono 136, non importa la loro età, come spesso non importa nemmeno la reale causa, frettolosamente indicata come collasso cardiocircolatorio! In realtà sarebbe più corretto scrivere ASBESTOSI PLEURO POLMONARE, poiché di questo si muore! Di questo è morto Cristoforo Marino, 87 anni, ex dipendente della Sacelit di San Filippo del Mela, dove ha prestato la sua opera dall’1 agosto 1959 al 31 ottobre 1984! 25 anni a stretto contatto con le fibre killer, come operaio addetto allo scarico dei sacchi di amianto dai vagoni ferroviari, alla produzione di tubi, lastre, pezzi speciali e serbatoi in amianto cemento. Prima di lui, così come segnalato da Salvatore Nania, Presidente del Comitato Permanente esposti Amianto e Ambiente (nella foto), se n’era andato Fortunato Scilipoti, di Milazzo, all’età di 80 anni! Era il 14 febbraio, e solo grazie a questa triste contabilità che tiene l’amico Nania, veniamo a sapere che ci ha lasciati il papà di una nostra carissima amica, Francesca, alla quale TERMINAL porge le condoglianze! Anche Scilipoti aveva lavorato allla Sacelit: ben 26 anni, dal 16 aprile 1962 al 30 ottobre 1988. Un ruolo analogo a quello di Marino. Entrambi, li ricorda Nania, erano estremamente corretti nello svolgimento del loro lavoro, inconsapevoli dei rischi che correvano, contenti per avere potuto sostenere le famiglie e crescere i figli grazie all’industrializzazione che era stata vista come un toccasana in questo martoriato territorio che continua a mietere vittime! Differente la sua diagnosi: il tumore lo colpisce allo stomaco, ma si presenta sempre come asbestosi neuro polmonare! Entrambi se ne sono andati fra atroci sofferenze, dopo che era stata loro riconosciuta la malattia professionale! 

Chi sarà il prossimo? Chi sarà la 137^ vittima di questa industria killer, che ha decimato le famiglie di San Filippo del Mela, di Milazzo, di Pace del Mela, dei comuni vicini che assaporavano la certezza occupazionale?   “Difficilmente possiamo affermare che possa bloccarsi detta decimazione, le fibre sono imprevedibili. Ognuno di noi è nelle mani di Dio con un augurio di dovere e potere soffrire meno possibile“. E, come conclude nel suo comunicato stampa che solo in pochi riportiamo (un plauso al giovane Cautela per la sensibilità che lo contraddistingue…), e che purtroppo non trova spazio tra i maggiori organi di informazioni, quasi a volere esorcizzare il male che continua a colpire, quasi per una sorta di sudditanza nei confronti di chi dà garanzie occupazionali in cambio della vita, “la paura ci assale tutte le volte che un compagno di lavoro ci lascia”.

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