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E ANCHE PIETRO PETRELLA SE NE VA…

petrellaUN BREVE PROFILO DI UN AMICO, CHE CI HA LASCIATI SCONFITTO DA UNA MALATTIA

Con Pietro Petrella ci eravamo incontrati la prima volta, nel 1977. Ero stato da poco assunto in Petrochemical, lui lavorava in Raffineria. Non sapeva chi fossi, eppure il mio cognome gli avrebbe potuto dire molto. Ci mise parecchio a mettere in ordine le idee: messinese come me, non sapeva che avevamo in comune la città natale e una solida amicizia che legava i nostri padri. Così come non lo sapevo io. Eppure mio padre con il suo si conoscevano da bambini, ed erano cresciuti assieme. Normale che il nostro rapporto di amicizia affondasse le radici in anni molto lontani, e fosse la naturale continuazione di quel legame che era fortissimo nei nostri padri. Me lo ritrovai al comune di Milazzo diversi anni dopo. Avevo lasciato la Petrochemical, e indossavo la divisa dei Vigili Urbani. Lui si era avvicinato alla politica attiva nella prima metà degli anni 80, durante la scissione della DC. C’erano due schieramenti in un partito che non aveva avversari sulla scena politica milazzese, con Andrea Greco da una parte, Stefano Cartesio dall’altra. Il 10 novembre 1984 il “geom. Petrella” fece la sua apparizione nella commissione per il commercio. Quindi si candidò alle comunali del 1985, e fu fra i 9 consiglieri che assieme al prof. Greco non erano riusciti a sovvertire i pronostici e a dare un nuovo volto alla città di Milazzo. Con lui, in quella lista denominata “Democrazia Cittadina”, furono eletti altri giovani dell’epoca, miei coetanei: Pino Privitera, Vincenzo Spoto, Cesare Fogliani, Maurizio Isgrò, Paolo Oliva. Completavano la pattuglia Salvatore Nastasi e Peppino Codraro. Ebbero 4518 voti, tantissimi, ma non ce la fecero a ribaltare le previsioni. Democrazia Cittadina si dissolse dopo un anno, e quasi tutti i consiglieri furono risucchiati dalla DC, tranne Greco, Codraro e Isgrò, che aderirono al PSDI. La DC era tornata al potere, in quelli che furono anni molto intensi per la crescita della città, alla ricerca definitiva di un nuovo volto oltre che di un assetto edilizio ed urbanistico che la lanciasse verso il Duemila. Pietro Petrella si mostrava molto attivo in consiglio comunale, e i suoi interventi erano sempre ispirati dalla necessità di tenere unito un partito che realizzò il “compromesso storico”, portando al governo della città anche il vecchio PCI, nel quale Tindaro La Rosa era sempre la massima espressione, nonostante la presenza qualificata dell’on. Angela Bottari. Un quinquennio, dal 1987 al 1992, con incarichi assessoriali di prestigio: Urbanistica, Lavori Pubblici, Viabilità. Poi arriva il 27 aprile 1993, quella concitata seduta con due donne a contendersi la poltrona di Sindaco della città, un partito che ha perso i riferimenti negli uomini, un’aria nuova che soffia sull’Italia, gli scandali di Tangentopoli, la caccia alle streghe e la cultura del sospetto, la voglia di cambiare a tutti i costi… Sono gli ultimi sussulti della Democrazia Cristiana, ma non della democrazia come principio sul quale Pietro Petrella aveva costruito il suo impegno politico e di cittadino libero. Rimane in auge, anche se defilato, come difensore di quei valori che non aveva mai rinnegato, ispiratore di nuovi tentativi di fare crescere la città che lo aveva accolto, molti anni prima, senza rinnegare il passato, ma soprattutto le amicizie. Si pone senza indugi alla guida di chi aveva voglia di respirare a pieni polmoni aria di libertà, di assaporare la gioia di scendere in piazza e dare il suo contributo appassionato, disinteressato, leale. Diviene assessore provinciale, ma nel frattempo è nato TERMINAL. Pietro Petrella è l’ispiratore di una nostra vignetta irriverente che lo coglie di sorpresa proprio per un fac simile che lui mi consegna, come una reliquia: “Ne ho stampati pochi, mi dice, fanne buon uso“. Sul volantino c’è scritto CASINI, IO C’ENTRO. Apriti cielo! Lui, merliniano, ispira una prima pagina in cui con un gioco di parole e di doppi sensi diamo il via ad una serie di battute che suonano come impegni a riaprire i … casini chiusi dalla legge Merlin! E quel volantino potrebbe essere un.. ingresso omaggio! Il titolo del pezzo è “Parola di Merlin…iano“. Non sa se ridere o piangere, ma ricordo solo che quella fu una popolarità insperata nella Milazzo che lui aveva governato con saggezza ed entusiasmo. In questi ultimi mesi non l’avevo più incontrato, Pietro Petrella, chiamato proprio così, con nome e cognome. Qualche sera addietro ho visto Ninni, suo figlio. Parlava al telefono, ma mi ha salutato abbracciandomi e baciandomi, interrompendomi per un attimo la conversazione. Mi ha fatto piacere rivedere il figlio di quel vecchio amico. Solo adesso capisco che era tornato a Milazzo per stare vicino a papà, giunto alla fine del suo breve viaggio terreno; e quell’incontro casuale, quell’abbraccio, quel bacio, probabilmente è stato voluto da lui, da Pietro Petrella… come se suo padre gli avesse raccomandato, da lassù, forse assieme a mio padre, di salutare il figlio di quel vecchio amico, e di continuare a tenere saldo quel rapporto di amicizia che si tramanderà nei figli, per generazioni… Ciao, Pietro Petrella, restituisci quell’abbraccio a mio papà… E che Dio misericordioso ti accolga fra le sue braccia…  

1 Commento

  1. Un amico caro…e raro. Addio Pietro

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