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ECCO CHI SARA’ IL SINDACO DI MILAZZO!

TRENTA MILIONI, MICA BRUSCOLINI, LA CIFRA CHE IL SINDACO FORMICA CHIEDE AL MINISTERO DEGLI INTERNI PERCHE’ MILAZZO NON NE HA. RESTITUZIONE? IN 25 ANNI, QUINDI IL DEBITO SAREBBE PAGATO IN COMODE RATE ANCHE DAI NOSTRI NIPOTI, CHE COLPA NON NE HANNO…

Tutto questo avviene a fine amministrazione, dopo cinque anni in cui il comune ha fatto poco o niente per recuperare denaro sonante. E se qualcuno pensa che la colpa sia dei morosi, è completamente fuori strada. Ci sono miriadi di modi per incassare soldi a Milazzo, o risparmiare quelli spesi a vuoto, spesso anche per servizi inefficienti pagati per buoni.

Purtroppo quando non si sa da dove cominciare, la soluzione migliore sarebbe quella di smontare, e presto, baracca e burattini, e lasciare ad altri il compito di sanare una situazione che insanabile non è. Ma quando la triste realtà viene resa pubblica a fine gestione, la colpa non è solo di chi ci ha amministrati, ma anche di chi ha tollerato per anni una situazione senza mettere in pratica l’arma più congeniale: mozione di sfiducia e tutti a casa!

A casa una parola! L’attack ha funzionato benissimo, e meno male che siamo arrivati a fine mandato: con la differenza che chi ha voluto tenere in piedi questa amministrazione, seduto sui banchi di una maggioranza sempre più ridotta, al punto da diventare minoranza, adesso spera di riciclarsi contando sull’accordo fra deputati che non conoscono (o la conoscono troppo bene…) la realtà milazzese, e venendo da altri comuni si arrogano il diritto di pronunciare l’ultima parola sulla scelta del candidato a sindaco, imponendo un nome. Costui, a sua volta, sarà supportato da liste in cui figureranno, con speranza di essere eletti, i complici dello sfacelo dell’amministrazione precedente! E non è detto che non riescano a rientrare nel palazzo, perchè ormai è notorio che i milazzesi dimenticano facilmente ogni pessima amministrazione, assolvendo i colpevoli, e se hanno qualcuno da crocifiggere, quello sarà senza alcun dubbio il sindaco uscente! Detto subito che i signori onorevoli possono fare i nomi che vogliono, sta ai milazzesi accettare le imposizioni o ribellarsi con l’unica arma che hanno a disposizione, il voto. E convergere su candidati che rappresentano loro stessi, forti del loro passato e delle poche doti che possono far pendere a loro favore la bilancia: onestà, correttezza, lealtà. E non è poco!

A questo punto l’unica cosa possibile da fare è rimboccarsi le maniche, lavorare tutti assieme, vanificare il disegno di chi vuole che Milazzo resti a vita un feudo, appoggiare persone che hanno le idee chiare e contano di muoversi con l’obiettivo di operare per la città.

Ma per raggiungere i risultati sperati occorre fare pulizia, cominciando dall’interno: nel palazzo da anni non si respira più un’aria salubre: il rapporto fiduciario tra amministratori e dipendenti si è incrinato; galleggiano solo quelli che, con disinvoltura, riescono ad adattarsi per convenienza personale. Costoro, da sempre definiti QUINTE COLONNE, sono pronti a operare per i loro interessi e mai per l’amministrazione, anche se con i modi fanno credere il contrario. Con il collocamento a riposo di molti dipendenti, questo numero si è drasticamente assottigliato, ma ci sono settori in cui la loro opera di distruzione continua, per cui si assiste impotenti al mancato funzionamento della macchina amministrativa, al trionfo della burocrazia, alle ripicche fatte per motivi personali, come se a metterle in atto fossero bambini capricciosi e viziati; e questo non è un bene per la classe politica, tenuta quotidianamente sotto pressione e costretta a subire.

Il nuovo sindaco deve avere le idee chiare, ma soprattutto sapere da chi guardarsi! Auspicabile sarebbe fare terra bruciata, isolando chi rema contro una sana gestione dell’ente; quindi procedere alla rotazione degli incarichi, circondarsi di persone che conoscono la macchina burocratica, agire per il bene della collettività, adottare decisioni impopolari, purchè siano motivate dal raggiungimento del rispetto della legge, senza tollerare per motivi personali o clientelari chi pensa, o ha sempre pensato, di fare i propri comodi.

Troveremo una persona che abbia questi requisiti, o sia disposta ad assumersi l’onere, gravoso, di tirare la città al di fuori dalla palude?

Saremo noi in grado di scegliere individuando nel candidato a sindaco, ma anche nei consiglieri futuri, uomini o donne che abbiano le idee chiare e non siano solo motivati da ambizioni personali?

Se poi a vincere saranno l’incompetenza, gli accordi sottobanco, gli interessi privati, prepariamoci ad altri cinque anni di malgoverno.

Ricordiamoci comunque che in una città in cui il numero di anziani è in aumento, ed io sono uno di quelli, non ci verrà offerta la possibilità di rifarci alla prossima tornata, nel 2025! Diciamo che questo è l’ultimo appello, la chiamata definitiva: il fatto di essere avanti negli anni non ci scoraggia, tant’è che la nostra esperienza ci permette testardamente di nutrire le residue speranze che questa città possa riprendersi. Lo facciamo soprattutto per chi viene dopo di noi: anche se abbiamo la preoccupazione di morire e non possiamo disporre di un posto al cimitero! Un’amministrazione inutile ci ha rubato altri cinque anni della nostra vita e non è stata in grado di far costruire dei loculi cimiteriali, come se dovessimo vivere in eterno o come se chi ci ha governato si sia ritenuto eterno!

 

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