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ELEZIONI COMUNALI, CINQUE ANNI FA… facciamo un ripasso.

PUBBLICATO SU TERMINAL – Allegato 3 – al n. 4 di Giugno 2015.

Elezioni comunali, il giorno dopo. O meglio, dopo aver visto eletti, preferenze ed esclusi. Chi ha vinto? Tutti, ovviamente! E chi ha perso? Nessuno, è chiaro… Invece no: i vincitori ci sono, come pure i perdenti, almeno per i commentatori e per i milazzesi. Diciamo subito che si trattava di una lotta senza esclusione di colpi nella quale a perdere avrebbe dovuto essere solo uno, Carmelo PINO, Sindaco uscente e assediato dagli altri pretendenti alla poltrona di primo cittadino. E i voti parlano chiaro: 7036 per Giovanni Formica, le cui coalizioni sono andate anche a segno nella conquista dei seggi, contro i 4093 di Pino, che ha perso sul campo, per una manciata di voti, ben due dei suoi assessori uscenti, Stefania Scolaro e Salvatore Gitto. Un distacco di 3000 voti, apparentemente difficile da colmare, ma non impossibile: e nelle due settimane scarse che precedono il ballottaggio potrebbero entrare in gioco le trattative per ristabilire le forze in campo o i valori numerici. Ammesso che al ballottaggio venga mantenuta la percentuale dei votanti della prima tornata, ossia il 73.5%, chi si presenta favorito per la vittoria finale? Ma andiamo per ordine: gli elettori, in centro ed in periferia, sono in prevalenza nel centro urbano, con inclusione di Capo e Tono: 16574 contro gli 11536 della periferia. Per rendere più chiaro il concetto, intendiamo PERIFERIA, ma solo ai fini della nostra analisi, la parte che si estende da San Paolino verso la SS 113. Insomma, la Piana, ossia le frazioni oltre il vecchio passaggio a livello. Proprio la periferia, svantaggiata nella composizione numerica e percentuale degli iscritti nelle liste elettorali e nel numero di abitanti, ha fatto registrare valori numerici e percentuali che, se mantenuti in fase di ballottaggio, potrebbero giocare un ruolo decisivo per l’elezione del Sindaco della città di Milazzo. Ricordiamo che Giovanni Formica vive in periferia, e se dovesse essere eletto sarebbe la prima volta di un candidato della Piana, con l’elezione diretta del Sindaco. In queste elezioni nel centro propriamente detto la sez. 1, Scuola Media Garibaldi, ha stabilito il record negativo in fatto di percentuali di votanti: solo il 56.76%, contro la Scuola Media Zirilli che nella sezione 24 ha registrato l’83.79, precedendo di due punti la Scuola Elementare di Santa Marina. La più alta differenza fra il numero di iscritti a votare e i votanti è stata registrata sempre nel centro, alla Piaggia, sezione n. 9: ben 328 elettori non si sono recati alle urne, rispetto a quelli iscritti nelle liste elettorali, ossia 441 contro i 769. La sezione 25 di Santa Marina, al contrario, non ha visto entrare nel seggio solo 120 votanti, differenza più bassa fra tutte le sezioni, 526 contro 646. Non siamo in grado, ovviamente, di fornire l’età media degli elettori che si sono recati alle urne, ma è da considerare che molti potrebbero essere anziani, la maggior parte dei quali residenti nelle zone del centro, anche se in periferia la percentuale degli anziani è abbastanza elevata. Tornando alla composizione percentuale delle due zone, così come detto prima, ossia 16574 elettori in centro e 11536 nella Piana, che rappresentano il 56.76% e il 43.24% del corpo elettorale, la periferia ha registrato un significativo 77.45% di votanti, contro la media del 73.52 della città, quindi quattro punti in più, ed un numero di elettori pari a 8936 (2601 non hanno votato). Il centro, al contrario, ha fornito un valore che perde oltre due punti e mezzo rispetto alla media cittadina, 70.78%, con un’astensione di 4843 elettori! E non è poco! Se consideriamo i voti attribuiti al Sindaco, Marano ha avuto 349 preferenze contro i 405 della sua lista, Carmelo Formica 2445, perdendo circa ottocento voti rispetto ai 3212 delle liste che lo sostenevano. Come pure Carmelo Pino (4423 le liste, 4093 i suoi voti) e Giovanni Formica (8387 voti alle liste, solo 7036 a lui). Prendono più voti Lorenzo Italiano, 2980 preferenze contro i 2618 delle liste, e Ragusi (262 contro i 243). A chi attribuire la colpa dei cali? Potremmo dire che l’effetto trascinamento non era valido, e se qualcuno voleva metterlo in atto, limitandosi a votare il consigliere ha sbagliato. Ma siamo sicuri che si tratti solo di questo? Perché non spiegheremmo l’aumento di Italiano, rispetto alle sue liste. Evidentemente qualcosa non ha funzionato, nella distribuzione dei facsimili; a meno che qualcuno, cercando il voto solo per sé, abbia lasciato libero l’elettore di fare come meglio credeva, senza imporre altri nomi per rischiare di perdere anche la preferenza della quale era in cerca! O ci si è trovati di fronte a scelte personali, che hanno favorito il candidato di una lista e il sindaco di un’altra coalizione. Al punto che i voti attribuiti ai soli sindaci sono stati 727, mentre quelli attribuiti alle liste per il consiglio addirittura 2850! Potremmo andare ancora avanti per molto con questi nostri numeri, che sicuramente saranno analizzati o quanto meno considerati da chi vuole capire qualcosa in più. Preferiamo fermarci, segnalando le ultime due curiosità statistiche: per quanto riguarda le liste, dobbiamo registrare un ultimo posto che, in sede di attribuzione dei voti per il Sindaco, sembrava essere toccato a NOI CON SALVINI di Pino Ragusi. Il suo modesto 1.26% è stato superato dall’1.25% del Partito Socialista Italiano di Barbara La Rosa: un voto in meno, solo 242 contro i 243 della lista di destra. Magra consolazione per Ragusi, che pensa al riscatto, che secondo noi non tarderà ad arrivare! Chiudiamo con un dato abbastanza interessante, che rappresenta la prima volta in una città come Milazzo: le donne! Proprio le donne, presenti in tutte le liste per il cosiddetto voto di genere, sono state la sorpresa di queste elezioni. Su quindici liste, in otto è stata una donna a giungere al primo posto (Magliarditi, Russo Lydia, Maimone e Trimboli), mentre quattro (Stefania Scolaro, Maria Rosaria Cusumano, Barbara La Rosa e Maria Grazia Caragliano) non sono state elette perché le loro liste non hanno superato la soglia di sbarramento. Un consiglio comunale rinnovato, almeno nella componente femminile: l’unica donna che faceva parte del precedente civico consesso era De Luca. Nel nuovo consiglio si insedieranno, oltre alla Magliarditi, alla Russo, alla Maimone e alla Trimboli (che se eletto Formica lascerebbe il posto di consigliere in quanto assessore designato) anche Stefania Quattrocchi, Carmen Manna (graditissimo ritorno), Antonella Bartolomeo e Valentina Cocuzza. Otto che potrebbero ridursi a sette. Ma potrebbero essere comunque otto, se la Scolaro, designata assessore da Carmelo Pino, dovesse rientrare in corsa. Come? Dai che lo avete capito benissimo. Ma qui la statistica non c’entra. E noi non abbiamo certamente la sfera di cristallo, o, come dice un nostro amico, le palle di vetro!     

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