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ELOGIO FUNEBRE PER LE STRISCE PEDONALI…

strisce quattroSVANITE, DISSOLTE, CANCELLATE COME I DEBITI DEL COMUNE. USURATE DAL TEMPO O DA CHE COSA? INUTILE PIANGERE: RASSEGNIAMOCI. E’ …  ACQUA PASSATA!

“Ei fu.” disse il Manzoni. “Esse furono.” ricorrendo al plurale, e ancora una volta al Manzoni… Scomparse prematuramente, e con esse tante consorelle, da una parte all’altra della città. Chi prima, chi dopo, come accade nella vita di ogni giorno. La morte non guarda in faccia nessuno: giovani, vecchi, tutti hanno un destino segnato! Si sono rese conto, giorno dopo giorno, che la loro presenza non ha garantito chi, utilizzandole, è stato travolto da un’auto in corsa. Come si può definire questo se non un tradimento? Eppure erano nate per nobili scopi! Purtroppo di loro sono stati in tanti ad approfittarsene, a cominciare dalle auto, alle quali hanno rubato lo spazio per un parcheggio: ma loro non ci hanno pensato più di una volta, senza alcuno scrupolo, senza chiedersi il perchè, occupandole e guardandole con disprezzo! strisce dueForse a malincuore, hanno pensato di mettersi da parte, dissolvendosi come la nebbia, evaporando come l’acqua sotto il solleone, sciogliendosi come sta accadendo per i ghiacciai sulle Alpi… Oggi sono in tanti a piangerle, in una città come Milazzo… Ma per loro non vengono annunciate cerimonie funebri, e nessuna sepoltura che pur degna sarebbe. Quanti da loro trassero conforto e sicurezza ritengono cosa giusta lasciarne le spoglie a futura memoria ed a ludibrio pubblico per quanti hanno lasciato che si deteriorassero, assistendo inermi al loro disfacimento. strisce treRimane in noi la rassegnazione, che prenderà il posto del momentaneo sconforto. Pensando ad esse, come alle cose di questa vita, diremo di loro… Acqua passata. Ed allora forse ci incazzeremo di più, quando subentrerà la consapevolezza e riflettendo ci chiederemo: “Acqua? Ma non doveva essere pittura?”… UNA PRECE… 

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