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ESCLUSIVO: AD UN MILAZZESE IL NOBEL PER L’ECONOMIA!

nobelLA NOTIZIA, COMUNICATACI IN ESCLUSIVA DA UN NOSTRO COLLABORATORE CHE VIVE IN SVEZIA, SARA’ CONFERMATA NEI PROSSIMI GIORNI. L’ARGENTO OLIMPICO DI SOTTILE NELLA PALLAVOLO RISCHIA DI ESSERE BEN POCA COSA NEI CONFRONTI DEL PRESTIGIOSO PREMIO!

Si chiama Otto Klaus Von Skimben, ma non è il suo vero nome di battesimo, essendo nato a Milazzo da genitori milazzesi DOC. Vive lontano dalla Sicilia da oltre mezzo secolo, costretto ad emigrare per potere realizzare i suoi obiettivi e verificare le sue teorie. Come Enrico Fermi, anche se il campo di applicazione è diverso. Infatti, mentre il primo si affermò nella fisica, il nostro concittadino (se ci permetterà ancora di ritenerlo tale) è un “lampadario” (o si dice “luminare”?) dell’economia. Di lui non si sa dove vive, dove lavora, quando rientrerà in patria. Insomma, proprio nulla; per cui sarà impossibile anche a Piero Angela realizzare uno “Speciale SUPER QUARK”, mentre Bruno Vespa si dovrà accontentare di invitare, in una serata di PORTA A PORTA, un lontano parente, un politico abituato alle telecamere, qualche vicino di casa, che potrà sempre raccontare che suo padre aveva mangiato assieme a lui alla refezione scolastica o di avere fatto il bagno alla Croce di mare, quando erano piccoli. Sì, cari amici, perché il nostro concittadino sta per essere insignito nientemeno che del Premio NOBEL per l’economia. Il tutto nasce dal riconoscimento universale che la famosa frase pronunciata molti anni addietro, ai tempi in cui l’industria faceva la sua apparizione a Milazzo, non era altro che l’anticipazione di quanto sarebbe accaduto nel XXI secolo. Un europeismo ante litteram, in grado di fare vacillare il dollaro e di soppiantare lira, fiorino, marco, franco francese, franco belga, franco e ciccio (no, quello non c’entra) e di creare una nuova moneta, l’euro, sintesi di tutte le monete europee, di soldi sani e di soldi spicci, come direbbe l’uomo della strada. Che, dopo questa notizia, ha fatto un corso accelerato per diventare esperto di economia, consulente bancario, promotore finanziario, insomma dispensatore di denari sonanti a tasso zero (sulla carta) anche a chi è fallito, protestato, ma ha sempre qualcosa da impegnare in cambio. Una nuova moneta che si divide in: centesimi, ossia quelli che richiedi insistentemente come resto, al supermercato, perché sei certo che proprio da lì è iniziata la scalata di Paperon de’ Paperoni. Quindi i semplici euro, che nei calcoli giornalieri hanno sostituito in tutto e per tutto la lira (un euro = mille lire, nella nuova tabella di conversione). Poi centinaia e migliaia, con cui il Ministro riconosce la social card e stabilisce il ticket da pagare, e che nel gioco dei “Pacchi” ti fanno sperare fino all’ultimo di avere vinto qualcosa. Quindi i milioni, di cui si ha bisogno per acquistare un calciatore (le squadre di calcio ne hanno a bizzeffe), per il montepremi dei giochi di Stato, per scritturare un cantante, per comprare un appartamento nel centro storico. Infine i miliardi, quelli soppiantati dalla frase del nuovo Premio NOBEL dai “MILIUNI”, poiché la sua lungimiranza gli ha permesso di vedere lontano e di correre ai ripari. Perchè miliardi è sinonimo di debiti: quelli che ci siamo resi conto di avere accumulato negli anni. Fra coalizioni di Centro, Centro Destra, Centro sinistra, pentapartiti, governi ponte, governi balneari, strizzatine e ammiccamenti compiacenti, appoggi esterni, Casse del Mezzogiorno, Salerno – Reggio Calabria, grandi opere e cattedrali nel deserto, invalidità, corsie preferenziali, consulenze, mazzette, auto blu, crack Cirio e Parmalat, casse integrazioni, contributi statali, ciambelle di salvataggio, scandali politici, segreti di Stato, settimane nere in borsa. I miliardi, come si diceva, non sono altro che i buchi dei bilanci degli enti statali e parastatali, delle aziende pubbliche e di quelle private. Oggi essere miliardari è un’offesa. Ti guardano male. Meglio essere poveri milionari. Anche se qualcuno sembra fregarsene della teoria del nostro Otto Klaus Von Skimben, autore della frase storica “MIliardi? Miliuni!!!” e continua ad accumulare miliardi, rastrellando anche gli spiccioli che trova a portata di mano…

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