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FABIO LA ROSA, ANCORA UN SUCCESSO ALL’AUDITORIUM DI PACE DEL MELA

ECCO LA RECENSIONE DELLA PROF.SSA RITA CHILLEMI, ORMAI MOLTO ATTESA E ABBASTANZA COMPETENTE DI Ma l’Amuri 

Siamo al secondo spettacolo della stagione teatrale siciliana della compagnia Grammelot, di Fabio La Rosa, autore, regista e attore dei suoi lavori teatrali. Davvero geniale il nostro, che da anni è professionista del Teatro, quello in lingua siciliana, così carico della forza espressiva che lo consiglierei come attività teatrale nelle scuole per far conoscere ai giovani il nostro patrimonio culturale proprio attraverso il dialetto locale.

Fabio La Rosa utilizza un dialetto desto, svelto e comunicativo, di quelle caratteristiche che sono proprie della nostra terra: passione e calore, riso e pianto, pudore e ipocrisia, famiglia e tutti i suoi aspetti, ecco facce di una medaglia e tante facce, tutte pregne del sentimento del contrario.

La commedia, o per meglio dire la tragicommedia, perché sono così i testi di Fabio la Rosa, narra di  due fratelli: Iano (Fabio la Rosa) e Cola ( Carmelo Formica), entrambi orfani e cresciuti insieme, l’uno per l’altro. Da soli gestiscono uno pseudo albergo che vogliono destinare a luogo di incontro per persone desiderose di trovare l’anima gemella, ecco perché l’insegna che avrebbe dovuto essere “Ma l’Amuri?” viene invece incisa erroneamente in “Mal’Amuri”.

Cola per poter avere un introito sicuro, d’accordo con Iano, si finge disabile e sulla sedia a rotelle…  I due fratelli assumono pertanto una domestica che ha una grande necessità di lavorare: Agnesa (Elvira Pulitano), una donna semplice, anche lei alla ricerca di sicurezza. Una comicità forte, che crea una certa attesa nel pubblico: Iano, assillato dalle spese, ma astuto, sa come attirare i  clienti; Cola, (spettacolare l’interpretazione di Carmelo Formica in un crescendo di emozioni quelle che da vero grande attore sa creare e trasmettere), è più diffidente, meno sicuro della riuscita dell’attività.

Rita (Silvana Formica) e Sabedda (Laura Calabrese) sono le nipoti orfane cresciute da donna Rusina (Marisa Bonasera). Il loro aspetto massiccio e  quasi grottesco diventa espediente di grande comicità nella ricerca difficoltosa di trovar marito.

La commedia si snoda divertentissima tra equivoci e colpi di scena svelando fatti che pongono in una luce diversa i protagonisti e l’atmosfera tutta. La verità si fa largo permettendo ai protagonisti di trovare quegli affetti che sono l’obiettivo fondamentale dell’uomo… con fugaci momenti di felicità e grandi dolori in quell’albergo in cui l’Amuri passa attraverso le fasi di un mal’Amuri per ritrovare la sua vera essenza.

Il teatro di Fabio La Rosa ha temi ricorrenti quali la famiglia, l’abbandono dei figli, l’amore materno visitato in tutte le accezioni, l’amore fraterno e ancora l’attenzione verso chi è più debole, perché il regista, attento e consapevole del grave degrado morale in cui versa la nostra società  disillusa, sfiduciata e ormai spietata, ha come obiettivo quello di trasmettere al pubblico valori perduti.

E così i suoi personaggi e le vicende da lui descritti e inscenati, forti di quella tradizione culturale siciliana, sviluppano tra riso e pianto, tra emozioni e forti riflessioni, proposte di vita che siano all’insegna dell’amore, della carità anche attraverso sacrifici e dolori.

La compagnia Grammelot, che io seguo da un anno, è una compagnia di veri talenti: il regista e protagonista Fabio La Rosa, sulla scena è il primo motore, che sa come avvincere e far emozionare il pubblico con l’intreccio, il suo siciliano e con la sua forte mimica, e questa volta Carmelo Formica, che è sempre stato attore di primo piano, si pone con lui come protagonista, proprio come l’altra faccia di una medaglia, interpretando magistralmente la sua parte, anzi creando un crescendo di emozioni; Elvira Pulitano bravissima e sempre più naturale e appropriata nella parte di ragazza schietta, semplice e sognatrice; Marisa Bonasera, anche lei bravissima nell’interpretare personaggi più duri che mostrano a poco, a poco un cuore ferito; Silvana Formica, duttile ad ogni genere di interpretazione dal drammatico al comico, ma sempre appassionati; Paolo Pergolizzi, Giuseppe Gravagna, Antonio Paone Triburgo, Graziella Triburgo, Nicole Orifici e Simona Travia, tutti hanno interpretato degnamente il loro personaggio….

Spero che Fabio La Rosa possa portare in giro per l’Italia i suoi lavori, questi meravigliosi attori, e il suo messaggio efficacemente trasmesso per la vivacità, la forza e la schiettezza della autentica lingua siciliana.

 Rita Chillemi

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