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FABO dj, IL CORAGGIO DI MORIRE PER VIVERE UN’ALTRA VITA …

MENTRE IL PARLAMENTO NON PRENDE ALCUNA DECISIONE SULL’EUTANASIA, C’E’ CHI QUESTO CORAGGIO LO TROVA ..

Fabo dj, al secolo Fabiano Antoniani, rimasto cieco e tetraplegico a seguito di un incidente stradale, è “stato aiutato” a mettere fine alle proprie sofferenze stamattina in Svizzera, paese da sempre neutrale ma con una legislazione certamente garante dei diritti dei cittadini. Si parla di eutanasia attiva, ma Marco Cappato ha scritto sul suo profilo Facebook che “Fabo … ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo“.
In Italia per Fabo sarebbe stato impossibile mettere fine alla propria esistenza: dopo la morte del giovane si è alzato il coro di chi chiede anche per l’Italia la possibilità del suicidio assistito e ne invoca una legge. Ma il Parlamento non ha trovato ancora un accordo, nè il Governo pensa ad un voto di fiducia per vincere facile e a mani basse!
Si temono l’ostruzionismo e le levate di scudi dei “cattolici” a favore del diritto alla vita.
Ma io non sono convinto, per un semplicissimo motivo. Se è vero che dopo la morte c’è un’altra vita (cosa che i cattolici riconoscono…) non vedo per quale motivo si debba negare a chi soffre ed è nel pieno delle sue facoltà mentali di ASPIRARE AD UN’ALTRA VITA, visto che quella terrena si è rivelata per lui UN INFERNO e costringe l’individuo a pene indicibili! E le sofferenze del povero Fabo, come quelle di Piergiorgio Welby o di Eluana Englaro sono state disumane!
Anche io in chiesa, quel sabato 18 novembre del 2000, durante la santa messa, ho pregato Dio di mettere fine alle sofferenze indescrivibili di mio padre. E domenica mattina, 19 novembre, alle 7, papà è volato in cielo… come se Dio mi avesse ascoltato… E non penso di essere stato il solo a pregare per raccomandare un congiunto a chi, da lassù, ascolta e assiste…
Che Iddio accolga Fabo dj nel suo regno, in una nuova vita, ETERNA, sicuramente migliore di quella vissuta su questa terra. Sicuramente diversa e senza sofferenze. I cattolici, che si oppongono alla scelta di viverla prima, questa vita eterna, non abbiano nulla da temere: anche loro al momento opportuno la vivranno. Ammesso che vadano in Paradiso!

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