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FINE DELLA QUARANTENA PER IL MILAZZESE RIENTRATO DA LONDRA!

L’ANNUNCIO DATO STAMATTINA DAL GIOVANE CONCITTADINO PRIMA DI LASCIARE LA STRUTTURA NELLE QUALE E’ RIMASTO PER OLTRE UN MESE! LA FINE DI UN INCUBO!

“Libero, non vedevo l’ora di avere i risultati!  Mi sembra di aver vissuto un incubo!”… 

Così esordisce al telefono la voce che mi chiama: il numero non è memorizzato, ma capisco subito di chi si tratta… “Sì, sono io, …, voglio che lei sia il primo a sapere che gli esiti dei tamponi sono negativi! Posso finalmente tornare libero! Una quarantena che sembrava non avesse mai fine. Libero, libero! Non vedevo l’ora!”

Mi congratulo con lui, ma ne ero certo che la sua forzata clausura altro non era che un incidente di percorso. “E’ proprio così! Non ho accusato nulla, fin da quando ero in Inghilterra. E quando anche lì c’è stata emergenza, ho dovuto cessare il lavoro. Ma anche lì le regole sono cambiate, e quindi sarei dovuto rientrare in Italia”.

Figlio di comuni amici, il ragazzo, che vive a Milazzo, ha fatto rientro in Italia, come tanti altri connazionali, attenendosi a rigidi protocolli. Il volo con Alitalia, l’arrivo a Roma, le domande delle autorità preposte, il successivo imbarco per Catania, l’atterraggio. E’ fatta, almeno fino a qui. “Ma ho dovuto ricorrere ad un mezzo privato per raggiungere Milazzo. Un taxi, che mi ha accompagnato presso la struttura recettiva che mi avrebbe ospitato per il periodo della quarantena. Avrei potuto farmi prendere da un mio congiunto all’aeroporto, tornare a casa, ma meglio non fare correre rischi. Poco meno di due ore di viaggio, ed eccomi nella struttura che mi era stata indicata, nella mia città. Sono arrivato il 2 aprile, giorno di S. Francesco. Lì non ero solo, ma non sono venuto a contato con nessuno. Sempre solo ho passato i giorni di Pasqua, e non vedevo l’ora di uscire. Purtroppo, nonostante non accusassi nulla, né durante la permanenza in Inghilterra, né al momento della partenza, e nemmeno nei giorni precedenti la somministrazione del tampone, è arrivato un esito che non mi aspettavo: ero positivo al Covid-19! Una doccia fredda, un supplemento di isolamento, uno sfogo amaro sul mio profilo facebook, per comunicarlo a chi avrebbe letto, quasi a volermi scusare!”

E invece sei stato additato come colpevole di chissà quali turpi reati… So cosa significhi scoprire che c’è stata tanta incomprensione, ma grazie a Dio hai trovato vicino, anche se chiuso in quarantena, le persone care, coinvolte anche loro in questa tua brutta disavventura!

Ancora non mi riesco a spiegare perchè sia risultato positivo. Sull’aereo forse? O sono anche io uno dei tanti casi di asintomatici, come altre migliaia di individui che non sono sottoposti a nessuna restrizione, e che scoprono di essere portatori solo se si sottopongono al tampone?

E’ probabile questa seconda ipotesi: se le restrizioni in Italia e nel mondo continuano, e se prima di allentare le misure adottate per il contenimento del virus si vuole assistere al calo dei casi, un motivo c’è. E’ anche probabile che ognuno di noi, a contatto con altri, possa essere contagiato, anche da persone sane, ma solo apparentemente. Potrebbe essere il caso di ognuno di noi, che scriviamo o che leggiamo, e magari critichiamo senza pensare che le probabilità sono numerosissime: sia di contagiare altri, pur essendo stati chiusi in casa; o di essere contagiati a nostra volta, da chi si ritiene sano ed è stato chiuso in casa anche lui! In quel momento il mondo ci crollerebbe addosso, così come è crollato addosso a te.

E cosa avrei dovuto fare? Sono rimasto chiuso dentro, in quella stanza che oggi ho lasciato, che è stata l’unica compagna per un tempo che mi è sembrato interminabile! Con il passare dei giorni, ho atteso un nuovo tampone. Ma, ripeto, non ho accusato alcun sintomo, nessun malessere. Ho tenuto i contatti con i miei cari telefonicamente. Mi hanno fatto coraggio, chiedendomi come stessi e preoccupandosi per me. In attesa dei risultati del primo tampone, mi è stato somministrato il secondo. Poi, ad un paio di giorni di distanza l’uno dall’altro, l’esito per entrambi. Il primo era negativo: c’era da attendere il secondo, ma nessuno mi dava la certezza che anche quello sarebbe stato analogo! Mi assaliva l’ansia, anche se apparentemente ero tranquillo, ma solo per darmi coraggio e infondere certezza nei miei cari. Per loro il tempo sarà stato interminabile, più lungo dei mesi passati all’estero! Finalmente l’esito: negativo! Era la fine di un incubo! Ho esultato, ma mi è stato raccomandato di … resistere ancora un po’: il tempo di avere l’ufficialità su un apposito modello! Stamattina l’ufficialità è arrivata! Adesso sono libero, finalmente sono libero!”

Si dovrà provare un’emozione indescrivibile parlando di libertà. Un’emozione che mai avrebbe pensato, in 26 anni, questo giovane concittadino che si era recato all’estero per lavoro. E’ come vivere una sensazione che non conosci perché siamo stati abituati a tutto, e tutto ci sembra lecito. Nessuno ama essere privato di qualcosa che gli appartiene; difficile rassegnarsi, difficile reagire, difficile superare senza essere convinti di dovercela fare. Ma lui ce l’ha fatta, era certo che si trattava, in fin dei conti, di un banale infortunio.

“Sapevo che tornando a casa mi aspettava la quarantena. Non pensavo minimamente di presentare una positività ma di non avere alcun sintomo. Magari restando a Milazzo nessuno si sarebbe preoccupato di somministrarmi un tampone. Ma forse è stato meglio così: adesso che tutto è stato superato, so che molti mi chiederanno cosa è successo. Ringrazio gli amici che hanno avuto fiducia, mi è servito tantissimo leggere i loro auguri. Comprendo comunque anche coloro che hanno espresso commenti poco lusinghieri: so che a prevalere è il panico, un timore di essere contagiati e di finire in un letto d’ospedale, senza la certezza di poter uscire e riabbracciare i propri cari…”

Chiedo al mio interlocutore se sia già a casa. “No, sono anche qui, sto preparando le cose che avevo e me ne vado…

Stacca, vattene a casa, tua mamma, tuo padre, tutti ti stanno aspettando… gli dico per sollecitarlo.

No, non si preoccupi, avevo tanta voglia di comunicarglielo… So che mi è stato tanto vicino… Queste cose non si dimenticano!

Auguri, giovanotto… Non aver premua di ripartire: goditi i tuoi cari, e cerca di star loro vicino… Per te l’incubo è finito, ma loro hanno vissuto un’esperienza che difficilmente dimenticheranno. Vogliamo chiudere con quanto tu stesso hai voluto scrivere su facebook: un messaggio ed una foto, esempi della tua riconquistata libertà!

Tutto questo ha un nome : LIBERTÀ
Come molti di voi sanno dal primo giorno ho deciso di metterci la faccia, e non ho scelto la via omertosa.
Quante più persone devono sapere che quello che stiamo affrontando non è una cosa ASTRATTA, ma reale
Unità è quella che servirebbe in questi momenti di grande crisi mondiale, unità contro un nemico COMUNE e non INDIVIDUALE, stiamo combattendo una guerra, chi in prima linea, chi dal divano di casa propria
Siamo la gente che non ha mai smesso di credere in giorni migliori
Siamo la resistenza
Per me è arrivata la fine, dal 24 APRILE sono ufficialmente guarito dal Covid, solo oggi ho avuto il risultato dei due tamponi.
Gloria ai caduti
Gloria a chi ce l’ha fatta
Gloria a chi sta ancora lottando
Gloria all’ITALIA che non si arrende.

 

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