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FORMICA: TIREREMO LA CITTA’ FUORI DALLE SECCHE!

giovanni-formica-sindacoDICHIARAZIONE DEL SINDACO CHE RISPONDE SPIEGANDO LE MOTIVAZIONI E REPLICANDO AGLI “AVVOLTOI”…

Il sindaco Giovanni Formica a seguito delle dichiarazioni che ormai da qualche settimana circolano sul futuro del Comune e sul possibile dissesto, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Si fa un gran parlare in questi giorni e in queste ore della situazione economica del comune di Milazzo. E, spiace dirlo, lo si fa commettendo molti errori di prospettiva. Si discute, impropriamente, della posizione dell’amministrazione rispetto al dissesto che, è utile rammentarlo, è stato annullato dal TAR. Ribadisco, oggi con molti più elementi di allora, che nel 2013 la dichiarazione di dissesto intervenne senza il supporto dei dati reali. E questo è grave e sbagliato. Mi permetto di dire anche che se l’Amministrazione in carica non si fosse così accanita dal punto di vista giudiziario, la vicenda si sarebbe potuta chiudere prima con effetti assai benefici per tutti. 

Ora come allora, comunque, sostengo che prima di assumere una decisione così importante per la vita dei cittadini, si debbano fare bene i conti. Ed è quello che stiamo tentando di fare. Dico tentando perché il nostro ente non ha un ragioniere generale e questo rappresenta il punto di maggiore debolezza che dobbiamo risolvere. Abbiamo approvato il conto consuntivo 2014 ed il bilancio di previsione 2014. Due documenti che, insieme al consuntivo 2014, per disposizioni di legge e del Ministero dell’Interno, avremmo dovuto trovare già adottati quando ci siamo insediati. E la mancanza di questi strumenti finanziari è la prova più evidente che di per sé il dissesto, così come qualsiasi diversa misura di risanamento, non servono a nulla se non hai una struttura amministrativa attrezzata a gestire il dopo. È un po’ come pensare che un ospedale costruisca una splendida sala operatoria, ma non assuma chirurghi.
Pensiamo a cosa è accaduto dopo il 2013. Se il dissesto fosse stato la panacea di tutti i mali, per l’avvenire tutto sarebbe stato perfetto. E invece no. Non si sono fatti i bilanci, che sono gli strumenti attraverso i quali chi governa programma e realizza ciò che ha in mente per la città. Anzi, se dobbiamo dirla tutta, dopo il 2013 si è amministrato con grande approssimazione, si sono registrati milioni di euro di debiti nuovi di zecca di cui nessuno ha ancora parlato e si sono gestiti i conti con grande disinvoltura come ha potuto constatare l’ispettore mandato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per gli amanti del genere, che pare siano parecchi, la domanda è, quindi, quella che qualche sera fa ho posto in consiglio comunale: un ente che dichiara il dissesto, quale adempimento deve compiere subito dopo? La risposta è nella legge: deve fare il bilancio stabilmente riequilibrato. E si ritorna al punto di inizio. Senza un ragioniere generale non si può. A meno che qualcuno ritenga normale che la parte politica si sostituisca a quella gestionale in violazione del principio di separazione dei poteri, oppure pensi che la soluzione sia dichiarare il dissesto ogni cinque anni.
In questi mesi abbiamo fatto tutto ciò che si poteva e doveva fare nella situazione data. Abbiamo fatto pulizia nella contabilità, individuando e cancellando debiti inesistenti per oltre 12 milioni di euro, mentre quelli veri, i debiti fuori bilancio, anche se molto vecchi, li stiamo ricostruendo noi perché chi aveva il dovere di tirarli fuori dai cassetti non lo ha fatto. 

Quel che serve adesso è costruire una struttura che funzioni, con i dirigenti giusti al posto giusto a guidare il resto del personale. Per questo lunedì sarò, insieme alla segretaria e al prof. Martella al MEF per tentare di trovare una soluzione vera e definitiva che permetta ai cittadini di avere finalmente ciò che meritano. Per il resto, non si illudano i molti avvoltoi che svolazzano sul e dentro il palazzo. Pur nelle difficoltà, continueremo ad assicurare i servizi indispensabili e, anche se siamo stati costretti a rinunciare al nostro programma per otto mesi, tireremo definitivamente fuori il comune di Milazzo dalle secche in cui ce lo hanno fatto trovare e realizzeremo le cose per le quali i cittadini ci hanno eletto.

1 Commento

  1. Grazie sindaco, senza retorica inutile o piaggeria. Una sola cosa mi preme chiedere. Per quale benedetto motivo i sindaci di Milazzo (degli altri comuni me ne frego, avrebbe detto qualcuno una 80na di anni fa), che sgovernano o provano a governare la città, dalla sera alla mattina, smettono di comunicare? Diventano irraggiungibili, criptici e si trincerano dietro tecnicismi senza illuminarci sui progressi o sugli arenamenti della macchina comunale. Diciamo che la poca trasparenza ha reso il contesto quello che è, e scaricare ogni volta la colpa sulle situazioni antecedenti è diventato il verbo fastidioso utilizzato maggiormente. Non è che non si sapesse la situazione drammatica in cui versava il comune (magari sarà anche peggio), ma basta, per favore, con lo scaricabarile tanto di moda. Qualcuno un tempo amava dire, avete voluto la bicicletta? pedalate. Ecco, quello che desidero, potrei dire pretendo dal mio sindaco (anche se lo ribadirò in eterno non votato dal sottoscritto), è comunicazione, anche organizzata e a scadenza (una riunione con la stampa alla settimana?) per avere il polso del progresso effettuato, dei problemi evidenziati ecc.ecc. Questo farebbe atterrare gli avvoltoi come li chiama il sindaco (ma gli avvoltoi si avvicinano a coloro che sembrano morti o non danno segni di vita, se non battete colpo o non se ne è a conoscenza, sembrate allo stessa stregua), e tutto sarebbe più fluido. Mi rendo conto che la cosa possa essere impegnativa, ma d’altra parte di essere il rappresentante dei cittadini, anche di quelli contrari a lei, comporta impegni anche a volta fastidiosi. Sperando in questa rivoluzione culturale e di comunicazione, anche per interesse personale, buon lavoro

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