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GLI UFO SONO TRA NOI!

NON SIAMO SOLI NELL’UNIVERSO: INCONTRO CON CARMELO PAPALE E MARIO LUCIANI, FONDATORI DEL CENTRO UFOLOGICO MILAZZESE.

UFOLOGIARealtà in continua espansione, quella delle associazioni ufologiche in Italia. Anche a Milazzo, l’ufologia ha trovato di recente terreno fertile, grazie all’audace iniziativa di due cultori di UFO e fenomenologia aliena, gli amici Carmelo Papale e Mario Luciani, che assieme ad altri appassionati dell’argomento, come Luigi Siracusa, Nino Abramo, Giovani Fantauzzo, Massimo Bagli, Santino Amoroso, Mario Amoroso e Alberto La Masa, hanno dato vita al progetto dell’associazione culturale “Ada’mCum” – Centro ufologico milazzese -, che si pone l’obiettivo, a mio giudizio ambizioso, data l’enorme quantità di “profani” della materia, di sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso la lettura di testi e il racconto di esperienze riguardanti avvistamenti e incontri ravvicinati con gli extra-terrestri. Il gruppo basa la propria attività e il proprio bagaglio conoscitivo, a dire il vero molto articolato,su un’ampia mole di materiale bibliografico, costituito principalmente dalle opere pionieristiche di Zecharia Sitchin, colui che per primo tradusse una serie di testi dalle tavole sumeriche, da cui si evincerebbe l’avvenuto passaggio alieno sul nostro pianeta, e dalle laboriose ricerche del prof. Mario Biglino, autore di numerosi testi divulgativi in vendita ormai in tutte le librerie. Il prof. Biglino, a dire il vero,deve gran parte della sua fama all’elaborazione di una singolare quanto affascinante teoria riguardante l’origine della specie umana, ricavata da una diversa (rispetto alla versione ufficiale) interpretazione del Libro Sacro dei cristiani: si tratta – come mi raccontano Papale e Luciani – della teoria secondo cui l’uomo deriva dagli extraterrestri. In particolare, per lo studioso in questione, a creare l’essere umano a sua immagine e somiglianza sarebbe stato non Dio, bensì da un campione rappresentativo della civiltà aliena degli Anunnaki, ossia un popolo originario del pianeta Nibiru (definito “Pianeta X” o “decimo pianeta del sistema solare”), che avrebbe fatto visita alla Terra circa quattrocentocinquanta milioni di anni fa, per ricercarvi oro e silicati, elementi necessari per ricostruire l’atmosfera del loro pianeta di provenienza, gravemente compromessa dallo scoppio in loco di una guerra nucleare. L’uomo, che doveva servire agli “invasori spaziali” come forza-lavoro, sarebbe nato – come apprendo dai miei interlocutori, che si rifanno a un libro di Biglino– a seguito di una combinazione genetica realizzatasi tra questi“colonizzatori”e i Primati presenti sul globo terracqueo. Compiuta la loro missione, i gentili“visitatori” avrebbero fatto ritorno a Nibiru, abbandonando la razza umana al proprio destino.

Ho chiesto a Mario Luciani, vice-presidente dell’associazione, come sia nata la sua passione per gli UFO: “Nasce da molto lontano, quando, da ragazzino, guardavo i film di fantascienza e mi dilettavo a leggere documenti relativi alle vicende dell’allunaggio. Col tempo, attraverso la lettura diuna serie di libri (non c’era ancora Internet), la passione cominciò a tramutarsi in curiosità: desideravo capire se realmente esistessero gli UFO e gli extra-terrestri”.

Hai mai vissuto l’esperienza di un incontro ravvicinato?

“Non proprio, ma comunque mi è capitato di avvistare degli UFO nel lontano 1978, anno in cui molte persone, in Italia e nel mondo, vissero esperienze analoghe. Successivamente, quando mi trovavo ad Ancona, ebbi la ventura di assistere ad un singolare episodio: vidi due sfere luminosissime e gigantesche nel cielo, che volavano sincronizzate fino a scomparire improvvisamente e senza lasciare traccia. Da quel momento la mia curiosità è notevolmente cresciuta, fino a trasformarsi in certezza: se davvero pensiamo di essere soli nell’universo, siamo degli ipocriti.”

Concetto, quest’ultimo, ribadito da Luigi Siracusa, che ricopre il ruolo di segretario: “E’ impossibile considerare di essere soli, con tutte le galassie e i sistemi solari che abbiamo. Sicuramente esistono altre forme di vita nell’universo. C’è chi pensa che gli alieni vivano in mezzo a noi già da tanti anni, ma questa è una questione di fede. Alle associazioni come la nostra spetta il compito di portare a conoscenza delle persone, dei numerosi “scettici”, le tante notizie che passano in sordina o vengono censurate dall’informazione ufficiale”.

Oltremodo suggestiva la narrazione offertami da Carmelo Papale, presidente di “Ada’mCum”, che ha scelto di condividere con i lettori di Terminal un episodio vissutoda lui in età adolescenziale edegno di un film di fantascienza, che lo ha spinto, negli anni successivi, ad approfondire lo studiodei fenomeni trascendenti. Una sera, mentre percorreva a piedi con un amico un sentiero collinare in una località della Toscana (dove viveva) denominata Croce di Pratomagno, già famosa per gli avvistamenti UFO, Carmelo assistette ad uno spettacolo a dir poco da brividi: “Nel corso della passeggiata – mi confida – vedemmo una luce bianca molto intensa, che proveniva da dietro le case di un borgo situato in cima alla collina. Mossi dalla curiosità, decidemmo di avvicinarci a questa luce, per capire cosa si nascondesse dietro quelle case: a un certo punto – eravamo ancora lontani – di fronte a noi apparvero sei forme dall’aspetto umano, che parlavano la nostra lingua e ci dicevano di non avere paura. Tali ominidi, come li definisco, non camminavano, ma stavano sospesi nell’aria; piano piano, dopo aver parlato con noi, cominciarono ad ascendere verso il cielo, fino a quando raggiunsero la fonte di luce, che sparì insieme a loro all’improvviso, alzandosi a gran velocità e senza il minimo rumore”.

Come scrisse Arthur Charles Clarke, autore del romanzo “2001: Odissea nello spazio”, che ispirò il celebre ed omonimo film di Stanley Kubrick: “Esistono due possibilità: o siamo soli nell’universo o non lo siamo. Entrambe sono ugualmente terrificanti”.

Francesco D’Amico

Nella foto, da destra a sinistra: Mario Luciani, Giovanni Fantauzzo, Carmelo Papale, Nino Abramo, Mario Amoroso, Massimo Bagli.

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