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I TOPI HANNO MANGIATO I CAVI, ECCO PERCHE’ MILAZZO E’ AL BUIO!

cavi-elettrici-rosicchiati-2-300x200ENEL, IMPIANTO MILIONARIO NUOVO, CAVO TAGLIATO, FURTI DI RAME… INTANTO NELLA CITTA’ E’ NOTTE FONDA! E SAPETE DI CHI E’ LA COLPA?

Prendo spunto dall’articolo pubblicato da una testata giornalistica locale il cui titolo: “Milazzo, emergenza illuminazione: servono 1 milione 700 mila euro”, mi porta ad alcune considerazioni personali. Dopo notti e notti con le strade al buio; dopo interventi effettuati, ma non sappiamo di che tipo e da chi siano stati eseguiti; dopo un rimpallo di responsabilità (“colpa dell’Enel” e successive segnalazioni di segno opposto che smentivano tali affermazioni: “l’interruttore magnetotermico che scattava, se fosse stato quello dell’Enel, avrebbe lasciato al buio anche abitazioni e negozi che – invece – erano regolarmente illuminati”); dopo aver fatto esasperare la gente, arriva il responso catastrofista riportato in premessa. Certo, l’impianto ha i suoi anni ma non è detto che sia da buttar via. Ma se proprio ci si ferma a questa semplicistica e facile affermazione, la domanda che viene più immediata è: perché mai ciò accade solo per quella parte minimale (rispetto all’intero impianto) che fa capo ad un singolo quadretto di alimentazione, dal quale si dipartono alcuni circuiti che alimentano le lampade delle strade in questione interessate dal disservizio (Umberto I, Cosenz, ecc.)? Se tutto l’impianto di P.I. del territorio comunale fosse in queste condizioni, i disservizi non si limiterebbero soltanto a quello in questione che, invece, appare un caso isolato ed a se stante. Ritengo, quindi, che il de profundis recitato sia veramente intempestivo o che serva da “ombrello”.

Occorre piuttosto, con opportuna selezione, individuare fra i vari circuiti che si dipartono dal quadretto di alimentazione, quale sia quello che determina l’apertura del magnetotermico nel quadro medesimo, isolarlo per il tempo necessario ad individuare il punto di guasto, lasciando in servizio gli altri circuiti efficienti. Il “danno” sarebbe così limitato a qualche strada soltanto. L’impianto di illuminazione, per quanto datato, ha solo bisogno di manutenzione adeguata soprattutto a livello “preventivo” e non piuttosto di interventi fatti in emergenza a seguito di guasti. In questo deve essere spronata l’impresa alla quale è affidata la manutenzione (ma di che tipo di manutenzione si tratta?) dell’impianto, la quale, oltre a fare il ricambio delle lampade (???) deve anche essere fonte di informazione per tutte quelle disfunzioni (al di fuori dell’appalto), che accerta nel corso di quelle attività per le quali ha specifico mandato contrattuale. Ultimate queste prime considerazioni, un altro sguardo a quella testata giornalistica che mi aveva dato lo spunto, mi ha portato ad un ulteriore articolo dal titolo: “Milazzo al buio? Tagliato per errore un cavo di alimentazione”. Mi sembra quindi giusto riprendere il commento. Ecco la dimostrazione che non è l’impianto della pubblica illuminazione ad essere moribondo ed abbisognevole di milioni per essere rimesso in pristino; ecco la dimostrazione (stando a quanto si legge) che non è stata colpa del magnetotermico dell’Enel, ma eventi da addebitare a terzi; ecco la prova che se si fossero fatte quelle operazioni selettive si sarebbe arrivati subito alla individuazione del “ramo” guasto ed alla conseguente esclusione dal quadro, in attesa di trovare il motivo del suo malfunzionamento.

Sono stati terzi a danneggiare un cavo dell’impianto di illuminazione? Ebbene, che paghino! Ma solo per completezza di esposizione osserviamo che all’incrocio della Via Cosenz con la Via XX Settembre non v’è ombra di scavo ove l’Enel –  additata quale responsabile in quanto committente – debba effettuare – testuale – “la constatazione e la riparazione del danno”. Sui luoghi si notano tracce di ripristino dell’asfalto che si indirizzano verso un fabbricato di nuova costruzione, però risalenti a mesi addietro.

Altro punto non chiaro, questo, che sarebbe bene precisare per evitare di colorare di “giallo” una situazione di per sé fra le più ricorrenti, ma che lascia molte ombre al solo pensare che ci son volute circa due settimane per venire a capo (forse) di una situazione ancora poco definita nei suoi contorni. Chissà se l’arcano sarà chiarito in tutte le sue sfaccettature! Per la cronaca: anche questa sera la Via Umberto I, alle ore 18,30, era al buio.

Milazzo 14 dicembre 2015 (ore 22,30)

COMMENTO: Senza nulla togliere al commento professionale di chi sicuramente ne sa molto più di chi annaspa “nel buio”… vorremmo dire anche la nostra: e se fossero stati i topi a mangiare i cavi? Non sarebbe la prima volta, e nemmeno l’ultima! Vedete che non c’è nulla da ridere! 

 

 

 

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