Home / Sport / Il PORTO di MILAZZO? Pare che è dei milazzesi…

Il PORTO di MILAZZO? Pare che è dei milazzesi…

BOTTA E RISPOSTA TRA COMITATO GRANDE PORTO, O SE PREFERITE IL COM.TE MARIO SCIOTTO, ED UN LETTORE CHE CONDIVIDE MA FINO AD UN CERTO PUNTO…

Egregio direttore, seguo con attenzione sul suo giornale i comunicati a firma del comandante Sciotto, a nome del Comitato Grande Porto, e spesso mi trovo d’accordo con quanto scritto e pubblicato. Ma vorrei far notare a questo comitato che Milazzo non è padrone di nulla!

Il porto attuale sarà pur grande, almeno per estensione (penso che a questo si voglia riferire il comitato…) ma i milazzesi possono ritenerlo loro, solo perché fa parte del territorio comunale?

Non è forse vero che nel corso degli anni ne abbiamo perso la proprietà, non solo per la cessione sconsiderata fatta ad altri che lo sfruttano per fini meramente economici, ma addirittura nella fruizione, persino per una semplice passeggiata?

Non è forse vero che sul Molo Marullo esiste un divieto, e lo stesso molo è transennato, custodito e con una barra che viene manovrata per consentire il transito solo a chi è in possesso di determinate autorizzazioni o requisiti?

Non è forse vero che pochi milazzesi hanno l’accesso, grazie ad un pass, al parcheggio per lasciare le loro macchine, non si sa per quali titoli o meriti ereditati?

Non è forse vero che su via Tonnara, dopo il lido Azzurro e fino alla vecchia stazione ferroviaria, è stata realizzata una lunga area di sosta preclusa ai milazzesi stessi?

Non è forse vero, ancora, che queste misure restrittive durano anche quando non vengono effettuate operazioni di carico e scarico merci, quindi il porto potrebbe essere benissimo goduto dagli stessi milazzesi?

Non è forse vero che Milazzo contribuisce, con una quota consistente, a tenere in piedi l’Autorità Portuale grazie ai proventi delle navi che effettuano operazioni petrolifere?

Non è forse vero che la banchina XX Luglio è in quelle condizioni da diversi anni, e Milazzo non sa per quanto tempo ancora i lavori non saranno ultimati, e deve subire decisioni prese altrove perché non ha alcuna voce in capitolo?

Non è forse vero che le navi da crociera, con un numero irrisorio di passeggeri, che giungono a Milazzo sono solo una gentile concessione fatta da Messina?

Il comandante Sciotto chiede che del porto si parli in vista delle prossime elezioni, ma non si chiede quanto possa introitare annualmente il comune di Milazzo.

Sapranno il nuovo Sindaco, la nuova giunta, il nuovo consiglio affrancarsi dalla sudditanza nei confronti di chi ha pensato di fare del porto una “cosa propria” mortificando i milazzesi, unici veri proprietari di una ricchezza che potrebbe dare non solo lavoro ai cittadini, ma anche benessere alla città? Fino ad oggi abbiamo visto solo politici legati al carro del potere economico, incapaci di imporsi e succubi dei soliti noti che in questa città fanno il bello ed il cattivo tempo.

Il Comitato Grande Porto, se le condivide, dica anche queste cose: le denunci coinvolgendo i cittadini in una lotta per riappropriarci della città, cominciando proprio dal porto.

lettera firmata

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.