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INCENERITORE, IL FRONTE DEL NO DIVENTA NAZIONALE

TERMOVALORIZZATOREECCO UN ALTRO COMUNICATO IN CUI SI RIBADISCE LA FERMA OPPOSIZIONE ALL’INCENERITORE E CHIAMA A RACCOLTA I CITTADINI PER LA MANIFESTAZIONE DI DOMANI, 27 SETTEMBRE…

Domani, domenica 27 settembre, saremo di nuovo tutti ad Archi – San Filippo del Mela, nel 1° anniversario del giorno in cui le fiamme sopra il serbatoio 513 della Raffineria di Milazzo, spargendo veleni per decine di chilometri, ci hanno ricordato quanto precarie siano le nostre vite in questo territorio, alla mercé dei profitti dei signori del petrolio e dell’industria pesante. Saremo li per lottare contro un altro eco-mostro (per fortuna ancora solo progettato), l’inceneritore che dovrebbe sostituire la centrale termo-elettrica; saremo li per ricordare a tutti che le battaglie per la vita si possono vincere solo uniti, come già successo nel 1989 quando fu bloccata la combustione del carbone nello stesso impianto. Il progetto depositato da Edipower prospetta la realizzazione di un mega-inceneritore da 510 mila tonnellate di spazzatura l’anno, uno dei più grandi d’Europa, che immetterebbe diossine, metalli pesanti, nanopolveri, furani e pcb, in un territorio già pesantemente contaminato. Mentre vorrebbero convincerci che l’impianto sarebbe innocuo come una fabbrica di cioccolato, noi ci siamo attrezzati e abbiamo chiamato a raccolta tutti i movimenti locali e nazionali contro gli inceneritori e gli scempi ambientali. Così in queste ore stiamo riunendo un comitato tecnico-scientifico che sarà in grado di condurre questa battaglia anche sul piano giuridico e istituzionale e nell’immediato di produrre le osservazioni da inviare al Ministero dell’Ambiente e del Territorio prima che prenda una decisione definitiva. Infatti il progetto non è ancora approvato, benché alcuni maldestri politicanti locali mettano in giro falsità che affermano il contrario, probabilmente più interessati alla vana gloria che al cambiamento concreto.

Per rendere noti i motivi della contrarietà all’inceneritore e prospettare soluzioni alternative in fatto di rifiuti, e in generale di modello economico, è stata stilata dai comitati una carta d’intenti ormai sottoscritta da 33 tra associazioni, comitati, cooperative e centri studi. Tra esse figurano realtà dell’ambientalismo locale come l’associazione Tutela Salute Cittadini che fa capo Padre Giuseppe Trifirò, il collettivo No Ram No CSS, l’associazione ADASC, il comitato lenzuoli 27 settembre, l’associazione Terramare Sicilia, l’associazione ALSA, ma anche le articolazioni provinciali di associazioni importanti sempre impegnate nella società civile come l’ARCI, realtà di livello regionale come Rifiuti Zero Sicilia, nonché onlus e centri di studio nazionali come l’associazione A Sud e l’Atlante italiano dei conflitti ambientali, che include la nostra lotta fra i conflitti ambientali nazionali.

Moltissime associazioni che mettono il loro bagaglio di competenze giuridiche e scientifiche a servizio della causa. Importanti le osservazioni di Marco Cardioli della rete nazionale rifiuti zero. Inoltre, contributi sostanziali sono offerti da tutta la rete di Zero Waste dal livello siciliano fino a quello internazionale, come testimoniano anche le parole di Rossano Ercolini, vincitore nel 2013 del Goldman Environmental Prize 2013, unanimemente riconosciuto come il Nobel dell’Ambiente. Ercolini ha dichiarato: “Il proposito di A2A nella Valle del Mela conferma un piano alle spalle dei cittadini italiani di consegnare da nord a sud la gestione dei rifiuti e dell’industria sporca ed assistita nelle mani “voraci” delle multiutilities” e aggiunge “Zero Waste Italy con il supporto di Zero Waste Europe e di Zero Waste International Alliance non staranno a guardare ed oltre ad appoggiare convintamente la mobilitazione del 27 settembre, mette a disposizione dei movimenti di cittadinanza attiva tutto il proprio circuito e l’espertixe per sconfiggere questo tentativo arrogante ed inquinante.”

A confermare che quella contro l’inceneritore del Mela è una lotta che s’inscrive tra quelle che esigono un modello economico che non distrugga le vite e i territori, sono i tanti messaggi di solidarietà giunti da ogni parte del paese. Se il “comitato ambiente e salute volontari per Francesco” di Acerra dice “siamo contrari all’inceneritore del Mela e a tutti gli altri”, Medicina Democratica di Firenze palesa la propria adesione alla manifestazione, mentre l’Ecoistituto valle del Ticino coglie l’occasione per rimarcare l’attualità di slogan come “Nord e Sud uniti nella lotta!”. Il Coordinamento ligure Gestione Corretta Rifiuti infine dichiara “Vi siamo particolarmente vicini, perché in Liguria stiamo correndo lo stesso rischio”. Anche comitati No Muos e No Triv hanno manifestato la loro vicinanza.

Stavolta non passeranno, non permetteremo a nessuno di bruciare milioni di tonnellate di spazzatura su un territorio martoriato come il nostro e imporci un modello economico che produce malattia e morte, mentre deruba la nostra ricchezza, distrugge l’economia locale e danneggia la finanza pubblica innalzando la spesa sanitaria, condannandoci ad altri decenni di disoccupazione e sottosviluppo.

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