Home / Società / INTERVISTA A LUCI ROSSE, ECCO LA 2^ PARTE…

INTERVISTA A LUCI ROSSE, ECCO LA 2^ PARTE…

casaCONTINUA LA PUBBLICAZIONE DI QUANTO CI E’ STATO MANDATO DAL NOSTRO AMICO. ALLA RICERCA NON DEL PETTEGOLEZZO, MA DELLE MOTIVAZIONI CHE SPINGONO QUESTE RAGAZZE A PRATICARE IL LAVORO PIU’ ANTICO DEL MONDO. E PER SCOPRIRE COSA C’E’ DIETRO QUESTO COLOSSALE GIRO D’AFFARI…

2^ puntata 

Valeria (nome falso con cui la ragazza si fa chiamare) risponde, durante il mio colloquio confidenziale, ad alcune telefonate. Breve pausa, qualche sospiro, e la novità di assistere in diretta alle trattative. Mi resta impressa una cifra: “70 euro bocca e f…“. Lei fornisce l’indirizzo dove è possibile incontrarla, e l’orario. “Appena sei sotto chiama, e ti dico come fare…“. Ma poichè nulla si concretizza, continuo a parlare con lei. Non è sola, e questo la incoraggia, a svolgere quel mestiere “Non è amore, è solo un incontro occasionale dietro il pagamento di una certa cifra. Io metto in vendita il mio corpo, il pagamento avviene sempre prima. Come faccio? Dico solamente che mi spetta un regalino, così mettiamo le cose in chiaro subito. In base a quel regalino, pari al prezzo pattuito, corrispondono delle prestazioni…“. Chiedo se tutti rispettano le condizioni, stabilite telefonicamente, o se qualcuno pensa di fare …il furbo. “Non è la prima volta che qualcuno ne approfitta, ma riusciamo a mettere subito le cose in chiaro perchè memorizzo sempre il numero telefonico… quindi mi è facile farlo rintracciare“. Nel senso che lo denunci? mi meraviglio io. “No, do il numero ad un amico, che spesso è la persona che ci procura l’alloggio. Quello lo chiama, gli dice che lo vorrebbe incontrare, con una scusa qualsiasi. Quindi mette le cose in chiaro, lo informa che non può pensare di fare il furbo con una ragazza indifesa… “. Insomma, la interrompo, la minaccia? “No, stabilisce delle regole. Noi non abbiamo uno sfruttatore, non rendiamo conto a nessuno di quel che facciamo. Parlo di me e della mia amica che divide con me la casa. Fra una settimana noi ce ne andremo, per mesi non vedremo più quella persona, di lui ci rimarrà un recapito telefonico. Se dovesse ricontattarmi, saprò come regolarmi“. La discussione si fa interessante, e vorrei saperne di più. Lei sorride, e mi chiede se prendo un caffè. E’ già tanto che non mi offra altro, ma il mio è solo un lavoro. Non lo prende nemmeno lei, mangia solo una caramella, mentre io le chiedo se il lavoro è redditizio… Mi fa alcuni conti: casa, inserzioni, spese per il viaggio, pranzo e cena, profilattici, prodotti di bellezza per il corpo; spesso si superano 1000 euro a settimana di sole spese, e tocca a qualcuna di loro fare la spesa e cucinare. Un pasto quasi sempre uguale, generalmente in orari morti, fra le 13.30 e le 14.30. E per dormire? “La mattina non mi sveglio mai presto, spesso si lavora fino a tarda notte. Ma dipende anche dalle zone in cui ci troviamo e dalle condizioni atmosferiche… Ci sono giorni in cui non riceviamo nessuno, ma le spese ci sono“. Insisto per sapere se il gioco vale la candela: “Settimanalmente devo mandare a casa qualcosa, tramite Western Union. A volte arrivo a mandare anche cinquemila euro in un mese. Ma dipende dai posti dove mi trovo“. A Milazzo, la stuzzico… “E’ solo un anno che vengo a Milazzo, mi ha chiamato una delle amiche che conosco per dividere le spese… Non si lavora tanto, ma è una città tranquilla…“. Penso tra me e me che se n’è accorta pure lei: meglio così. E le chiedo: “Cosa intendi per tranquilla?”. Lei risponde: “Non abbiamo visite sgradite: spesso ci sono extracomunitari, tossicodipendenti, malintenzionati… con l’esperienza ho imparato a conoscerli. Ma è stata dura: una volta vicino Bari sono stata aggredita da un tossicodipendente che mi ha malmenato e mi ha preso i soldi di una giornata…“. Ma poi li ha portato indietro con le scuse, la interrompo. “Sì… la persona che mi aveva affittato l’appartamento lo ha rintracciato. Se si sparge la voce non viene più nessuno, e quello perde la possibilità di avere in nero, per due posti letto, almeno tremila euro al mese!“. E come sarebbe potuta andare dalla Polizia a denunciare il fatto… Mi fermo qui, ma vi invito a non perdere il seguito: Valeria mi racconta anche dei clienti e delle loro voglie!

FINE SECONDA PARTE – continua

Rispondi