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LA COMPRERANNO I RUSSI PER FARE UN CASINO’?

villa vaccarinoSONO SOLO INDISCREZIONI, MA IL PIATTO E’ APPETITOSO…

A dire il vero, da sempre abbiamo pensato che quella Villa liberty nel cuore della città dovrebbe avere un ruolo primario nel panorama milazzese e non solo. Dopo il trasferimento della Pretura, si cerca di valorizzare VILLA VACCARINO, per renderla fruibile in tutti gli spazi, interni ed esterni. Ma non vogliamo portarla per le lunghe, quindi diamo subito la notizia che un nostro collaboratore ci ha comunicato: l’intenzione di acquistare villa Vaccarino, a qualsiasi costo, per farne un casinò. Nessuno ne ha parlato, e nessuno ne parlerà apertamente, poichè prima di fare il passo e contattare il legittimo proprietario devono essere compiuti altri passi in ambito ministeriale, per la concessione di licenze e tutto ciò che occorre per farla esordire nel mondo del gioco legalizzato. Attenzione: se si tratta solo di una spacconata, di una esagerazione, vi chiediamo scusa fin da adesso. Ma se la notizia dovesse essere vera? Se, come ha detto il nostro collaboratore, c’è questa intenzione, come si comporterebbe il proprietario? Possiamo solo aggiungere, questo ci è stato confidato, che Villa Vaccarino farebbe gola ai russi, secondo i quali la trasformazione in casinò sarebbe l’unico modo per fare decollare l’economia della città… E quindi, diciamo noi, sarebbero loro a gestire l’enorme transito monetario nei saloni e sui tavoli? A questo punto, perchè non noi? Cosa abbiamo meno dei Russi? Staremo a vedere… non chiedeteci altro, per favore, altrimenti i Russi batteranno in ritirata sapendo che in questa città siamo curiosi e chiacchieroni! 

1 Commento

  1. Carissima Redazione, ma me lo dovete dire….dove trovate la forza di smuovere questa apatica cittadina ed i suoi addormentati abitanti (dell’amministrazione taccio, non ho verbi o aggettivi qualificanti)? Questa notizia è una bomba, anzi, visto che si tratta di russi, una bomba termonucleare.
    I russi a Milazzo, comprano la Villa Vaccarino (prima che precipiti in macerie, visto che nella memoria di chi di dovere è ormai caduta da tempo), per fare cosa? Un casinò!, quello che Celentano riteneva fosse pieno pieno di puttanè, oppure quello nel quale i possidenti ed i perdigiorno, sacrificano i loro beni per un attimo di speranza fortunata?
    Certo che a Milazzo un Casinò sarebbe un cataclisma epocale. Immaginarsi una fila di limousine, Cadillac e Rolls Royce che “sfrecciano” a passo di lumaca sul lungomare Garibaldi (visto il perdurare delle difficoltà della mobilità cittadina), sarebbe un colpo. Gente impellicciata che sale le scale dell’ex sede giudiziaria, una sorta di catarsi storica, dalla legge al denaro…..passando per chissà quali strade e agevolazioni ulteriori. Perché questa attrazione richiamerebbe immediatamente le cure di quella terra di mezzo (cosi la chiamano a Roma ultimamente), che farebbe fuoco e fiamme per far circolare denaro liquido…giocando. Insomma troppi pensieri e problemi per considerarla una notizia per lo meno fattibile. Non perché non si sia pronti a spenderci gli ultimi euro sperando di dare una svolta a questa misera vita, ma perché poi, more solito, ci ritroveremo circondati dai soliti interessi e dalle solite voci negative. Milazzo è una città naturalmente votata al turismo, se non fosse per buona parte dei milazzesi e di molti dei suoi amministratori passati e (forse) attuali. Ma per esigenze di cartellone e soprattutto di sopravvivenza si barcamena con le briciole dell’industria pesante intossicandoci l’anima ed il fisico. E sognare una tantum anche un nugolo di russi e soprattutto di russe circolanti per la città ci solleva dalla fatica quotidiana. Comunque vorrei consigliare alla Redazione di preparare un book fotografico dei beni artistici e storici della città. Hai visto mai che i russi, una volta giunti in città non decidano di comprarsi anche altro…..siamo aperti ad ogni opportunità. P.s., per sicurezza mandate un messaggio anche ai cinesi, potrebbe aprirsi un’asta di proporzioni epocali. E vendersi al miglior offerente è una prassi consolidata a queste latitudini; certo non ufficialmente, ma a guardarsi intorno non risulta difficile comprenderlo. Un saluto alla Redazione, dispensatrice di attimi di gioia ed allegria.

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