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LA PRIMA VOLTA IN BIANCONERO: CRONACA DI UN RADUNO

Il nostro Attilio Andriolo ritorna a Cascia ancora come medico, ma questa volta con la Juventus!

AndrioloLa mia prima volta in bianconero! Tralasciamo le emozioni, i sentimenti di gioia, le passioni che la notizia del mio ingresso nello “staff sanitario” bianconero che dovrà vigilare sulle condizioni di salute dei ragazzi del Summer Camp di Cascia, ha suscitato su tutto l’ambiente dei tifosi, ma anche sportivi, di Milazzo e della nostra provincia di Messina. Ciò che importa in questo momento, è raccontare a grandi linee la mia esperienza, ovvero ciò che ho visto fare dagli allenatori ed istruttori nel JuveSummer Camp di Cascia. Fin dall’accoglienza dei ragazzi, la cui età varia dai 7 ai 16 anni, si percepisce di essere entrati in un mondo a parte, rispetto a quello delle società di appartenenza: i ragazzi vengono fatti passare attraverso una sorta di corridoio fatto dagli stessi uomini delle staff, che dovrà allenarli, per poi scalare da una postazione all’altra fino a quella mia, del medico, per raccogliere le notizie più importanti sullo stato di salute attuale e pregresso del ragazzo e non solo perché si consegnano i Kit del vestiario col nuovo sponsor dell’Adidas ben impresso persino nelle borse. Dopodiché si va dopo il pranzo al campo in erba sintetica di ultima generazione per iniziare la preparazione. Le sedute si articoleranno in palleggi e tocchetti vari durante le prime due giornate per poi passare alle prime partitelle a campo ridotto e con porte da calcetto! Ciò che ho notato soprattutto è che i ragazzi vengono caricati psicologicamente tantissimo prima e durante gli allenamenti mediante una colonna musicale con brani di rock ad alto volume e cori di autostima fatti in mezzo al campo, seduti a cerchio. Un po’ come si fa nei boy-scout, i cui saluti vengono spesso utilizzati dagli allenatori prima di entrare nella sala colazione al mattino, a pranzo e a cena indistintamente per tutti i ragazzi del Camp. Il risultato è stato un impegno estremo e due fratture ai malleoli per due sfortunati ragazzi. Si continua così anche la sera alla luce dei riflettori, e se dovesse piovere nell’arco della giornata, in un campo di calcetto adiacente alla struttura alberghiera che ci ospita; altrimenti si assiste ad uno spettacolo di animazione che consuma le ultime energie della giornata. Si va avanti così sotto lo sguardo vigile del capo degli osservatori del Centro – Sud signor Pini, che relazionerà sui giovani più interessanti. Per me la giornata non è ancora finita perché dovrò fare un giro per le stanze dei ragazzi per controllare i traumi della giornata e rassicurare i genitori al telefono che sono in apprensione per i loro figli, che immaginano già fra qualche anno accanto a Buffon e Chiellini in Champions League. E si sono fatte le 24,00. Ma ancora non si va a letto perché fra un’ora inizia la riunione operativa fra tutti i componenti dello staff dello Juventus Camp per analizzare gli errori della giornata trascorsa e programmare il lavoro dell’indomani. Si son fatte le 2,00, e mezzi morti di sonno non vediamo l’ora di andare a dormire. Ma ecco l’ultima tappa del percorso formativo per questi ragazzi e per tutti noi delle staff: una relazione sui rischi del bullismo all’interno dei gruppi dei ragazzi e una serie di raccomandazioni di comportamenti da mantenere con i giovanissimi del Camp per evitare spiacevoli incidenti, diciamo,  diplomatici” con i genitori. A questo punto finisce una delle quindici giornate che costituiranno una grande esperienza di calcio ma anche e sopratutto di vita per questi ragazzi, che sono già delle promesse per questo sport, ma che in casa Juve si pensa a far maturare con calma per farli diventare soprattutto “uomini”!

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