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LE MINCHIATE DELLA POLITICA? MA SI’, RIDIAMOCI SOPRA…

di Carlo Bonanzinga

Le cronache siciliane ci assicurano quotidianamente comicità e divertimento, in modo gratuito e senza andare al teatro. La notizia paradossale che si legge sui  giornali riguarda la decisione presa dalla Commissione Finanze della Regione che ha approvato l’emendamento che cancella – per risparmiare – l’esistenza dell’Ente Riscossione Sicilia affidando il servizio incassi ad Equitalia tra l’altro in liquidazione! Ricordo che c’è una certa polemica con il suo presidente Antonio Fiumefreddo accusato di morosità nei confronti del fisco per 28.000 euro. Si sostiene che l’Ente riscossione siciliano sia un “carrozzone mangiasoldi” in deficit e dunque da abolire. Ma risulta strano che la stessa Commissione abbia bocciato la proposta di fusione fra il Consorzio Autostradale Siciliano (CAS) – con le casse vuote e con un organico costituito da “colletti bianchi” con stipendi pagati dagli utenti – e l’Anas il cui portafoglio risulta pieno di soldini e dunque pronta a fare quegli investimenti necessari per modernizzare la rete viaria isolana!

Pertanto teniamoci pure il CAS con i suoi pedaggi autostradali sempre più esosi e con le strade piene di buche e cosparse di birilli!

L’altra notizia che ha dell’incredibile si riferisce alla vicenda delle Autorità Portuali di Sistema previste dal decreto Delrio. Sembra che tale decreto sia stato uno scherzo di carnevale a meno che il ministro l’abbia firmato “a sua insaputa”! D’altra parte anche il kamikaze di origine kirghisa si è fatto esplodere nella metropolitana di San Pietroburgo “a sua insaputa”; come pure “a sua insaputa” un politico aveva un attico a Roma, a due passi dal Colosseo. Ormai tutte le nostre azioni potrebbero essere svolte “a nostra insaputa”!

Per il Tar di Catania infatti non esiste alcun provvedimento governativo che giustifichi il trasferimento della sede dell’Autorità portuale di Sistema da Augusta a Catania, dunque possiamo dedurre che anche il trasferimento dell’Autorità portuale a Gioia Tauro (individuato come porto “core”) non debba aver seguito!  Con grande sollievo per l’Ente portuale di Messina/Milazzo che si terrà stretto il suo “tesoretto”.

La panna si è dunque afflosciata, tanto scalpore e rumore per nulla, rimane comunque il rumore delle fragorose e grasse risate di noi poveri comuni mortali!

 

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