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LETTERA DI UN AUTOMOBILISTA CHE ACCUSA… CHI? LEGGETE!

8 nov, 2015 008-1ASSE VIARIO, CROCE E DELIZIA. SONO D’ACCORDO CON VOI, ECCOME!

E’ tale la rabbia ed il disagio che provo che non posso fare a meno di chiedere – sempre che Lei Direttore voglia ospitarmi – di tornare sull’argomento che Ella ha già affrontato più volte – mi consenta – con poco successo. E non certo per Suo demerito o perché sia andato fuori dalle righe; non certo perché abbia fatto illazioni fantasiose o perché si sia messo in testa di, come diciamo noi, scuncicari ‘u cani chi dommi”; no, assolutamente. Mai furono dette parole così sagge, di stimolo e mai di rampogna; mai alcuno alzò la voce dal coro per darLe segno di approvazione; e mai alcuno – è vero come è vero – ha avuto il coraggio di smentirLa. Secondo la logica del “lasciamoli sfogare, tanto si stancheranno…”, nessuno ha mosso un dito! Mi creda, condivido ogni Sua parola che a mezzo di Terminal vorrebbe essere grancassa cittadina con il lodevole intento di dire laddove gli altri taccionodi fare dove gli altri si girano dall’altra parte. I pavidi non reagiscono e sotto sotto minacciano la stabilità e la sicurezza. Mi dirà perché parlo di sicurezza e perché ad oggetto della presente ho messo l’Asse Viario. Semplicissimo: Asse Viario e sicurezza (non quella vera, ma quella che nessuno vede) perché su quella strada non esiste, nel mentre si coglie l’esatto opposto, l’insicurezza per antonomasia.

Dire INsicurezza…paura… pericolo…rischio… è come dire Asse Viario Milazzo.

Mai binomio fu tanto azzeccato. E per come rompicapo era lo studio dei binomi a scuola, rompi-COLLO è questa  strabenedetta strada. E si, benedetta perché, se così non fosse, gli incidenti mortali – invece che contarli con le dita di una sola mano- non ne basterebbero dieci di mani. Vado al sodo, non vorrei rubarLe spazio né mi piacerebbe che solo un breve sintetico cenno si facesse di questa mia che avrei piacere potesse pervenire – in qualche modo – al Signor Sindaco che meriterebbe diverso appoggio piuttosto che sentir lamentele a mezzo stampa, piuttosto che da tutti i collaboratori di cui per sua sorte è circondato. Rispettabilissime persone tutte, ma la gran parte inesperti e scarsamente motivati a parte le debite eccezioni come solitamente si dice per non inasprire gli animi.

Ieri, nel rientrare dalla mia giornata di pendolare, era già buio e d’istinto mi venne di cambiare strada piuttosto che passare sotto le forche caudine (di storica memoria romana) dell’asse, ma desistetti quasi per fatalismo e mi ci “addentrai”. Ogni volta è sempre peggio: la mancanza di linee di margine corsia e di mezzeria fa perdere l’orientamento e non mi si dica che si vedono perché, invece, si intravedono appena se non mancanti completamente; cartelli stradali e rifrangenti hanno perso ormai la loro funzione e non assolvono più allo scopo di incanalare l’automobilista; uscite/immissioni abusive ovviamente non segnalate e guard-rail impunemente rimossi; cartelli segnaletici girati all’inverso oppure corrosi e cadenti; alberi, erbacce e canneti che sporgono pericolosamente sulla carreggiata; delineatori speciali di ostacolo mancanti o scardinati e quindi fluttuanti al vento; si va avanti a tentoni se non addirittura a memoria …”ora viene la curva a sinistra ..ora c’è il bivio perfra poco mi dovrei allargare perchè c’è l’avvallamento…ecc.”.

Non credo di sbagliare, Signor Direttore, dicendo che Lei ha dato conferma (dimostrata) che la strada è di pertinenza comunale ed allora gli esperti del Comune; Polizia Municipale Comandante in testa; Sindaco; Giunta; Consiglieri; Operatori ecologici, Protezione Civile; Carabinieri; Polizia; Guardia di Finanza, cosa aspettano per mettersi all’opera per rimettere in norma quella strada?

Ma secondo Lei, signor Direttore o secondo Voi signori criticoni dell’ultimo momento, è così che si deve camminare? Con queste paure, con questi rischi, con questi silenzi che fanno più rumore di un terremoto? No, codice della strada alla mano sarebbe facilissimo dimostrare e rinfrescare la memoria a chi di dovere che il codice prevede: Segnaletica orizzontale e verticale completa – chiara – mai contraddittoria – costantemente aggiornata – manutenuta e sostituita alla bisogna o addirittura sottoposta a lavaggi, come pure prevede che avvallamenti – buche  guard-rail debbono essere segnalati e tempestivamente rimessi al pristino stato. E senza cavarsela con una transenna che marcisce per mesi interi aumentando il pericolo (vedi contrada Parco).

Niente di tutto ciò c’è su quella strada sulla quale tanti fecero le loro ricchezze, lasciando come dote un catorcio pericoloso. Non dimentichiamo che per tempi immemorabili stette senza la barriera di protezione centrale new-jersey, e ricordo che in tanti piangemmo la morte di un nostro figlio, che indossava la maglia della squadra di rugby .

E dei semafori all’incrocio con San Giovanni ne vogliamo parlare? Da quanto tempo “fanno l’occhiolino” ha scritto Lei Direttore? Ha avuto esiti? Li hanno sistemati? Si sono fatti sentire almeno per dire provvederemo? Ma che volete di più è troppo o troppo poco? Io propendo per la seconda delle ipotesi, tanto è pericolosa quella strada se continua ad essere abbandonata e non messa in norma. La striscia di mezzeria deve essere fatta subito, il resto a seguire e senza frapporre altri indugi…e già questo sarebbe tanto, visto che indugiare significa avere il problema all’attenzione e che più in là sarà risolto. E infatti, già segnalato col suo malfunzionamento, ancora stamattina il semaforo rosso mi ha fatto l’occhiolino: perché ancora stamattina la segnaletica è la stessa di ieri, perché ancora stamattina sulla rampa di accesso da Via Gramsci verso Milazzo, le canne pendule (che non sono le “” di più concreta Signora) mi hanno dato uno schiaffo sul parabrezza. Forse volevano salutarmi con l’inchino ed io non l’ho capito. Ricordo a me stesso che l’inchino è stato reso celebre da un certo Comandante di una nave davanti ad un’isola diventata tristemente famosa… Se poi ognuno deve stare zitto solo per mantenere la… “Concordia“, non dimentichiamo che proprio quella colò a picco. E allora capirà perchè non posso tacere! Amo la mia città, mentre altri la stanno distruggendo. E le prove ci sono, eccome! Tolgo il disturbo, scusate e grazie.

Milazzo, 26 novembre 2015

 

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