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LETTERIO BONO, ADDIO AD UN ALTRO PEZZO DI STORIA DI MILAZZO…

lillo-bonoSI E’ SPENTO UN COMMERCIANTE CHE TUTTI RICORDIAMO, UN SIGNORE DI ALTRI TEMPI. 

Anche Letterio Bono… Qualche giorno fa abbiamo salutato Mimmo Castelli, richiamando quei commercianti di altri tempi che avevano fatto grande Milazzo negli anni del benessere economico. Bono era uno di quelli, e nel suo negozio di via Domenico Piraino, la cui porta era aperta senza complicati sistemi di allarme o di prevenzione contro i malintenzionati, presentava gioielli e monili, ori, argenti e pietre preziose, collane di perle e orologi di marca, con tanto di cinturino in oro, ma anche semplici oggetti da acquistare per il battesimo, la prima comunione, la cresima, o per una ricorrenza qualsiasi. Era una Milazzo che si vantava di avere aziende prestigiose che presentavano i loro marchi, mentre la concorrenza era basata solo sulla qualità, e la clientela, che giungeva anche da altri comuni, si distribuiva indifferentemente passando da un esercizio commerciale ad un altro. I vecchi gioiellieri del tempo erano lui, Cento, Trapani, Nicosia, Alioto. Poi, negli anni successivi, si ebbe una diversificazione anche dei prodotti in vetrina, mentre a rastrellare l’oro che questi professionisti avevano venduto, a tonnellate, ci pensavano i compra oro, complice una crisi non più superata nonostante i proclami del governo.

Non ho mai condiviso questo sistema di spogliare la gente dei propri averi! Esigenze di sopravvivenza, dice qualcuno. E poi? Una volta venduti i “gioielli di famiglia” cosa si fa? No, lui, il signor Bono, in quel suo negozio di via Domenico Piraino, se avesse saputo come andavano a finire i suoi monili, a distanza di anni, ci sarebbe rimasto male! Una mentalità diversa, la sua: abbinata all’alta professionalità che permetteva di consigliare, suggerire, valutare anche le condizioni economiche dei suoi clienti, accettando quelle rateazioni scritte su un quaderno a quadretti con la copertina nera, che molti chiedevano. Allora lo si poteva fare, senza altri accorgimenti, senza operazioni di finanziamento, senza antipatici interessi. E questi piccoli ma importanti ricordi ci permettono di vederlo ancora in mezzo a noi. Specie se ognuno di noi, rovistando fra le cose che tiene care, nota un anello di fidanzamento, un orologio della cresima, una collana per il compleanno, un bracciale, un semplice ciondolo ricevuto in regalo in occasione della prima comunione… E la coppa vinta in occasione di una gara, la prima svolta a Milazzo nel lontano 1973, quel Trofeo Carmelo Bonina che divenne, nel giro di pochi ani, una classica nazionale… Anche questa comprata da Bono!

Addio, signor Bono, grazie di tutto… 

Siamo vicini ai suoi cari, e le daremo l’ultimo saluto domani, lunedì, alle 10, nella chiesa del Carmine, stringendo Giovanni e Cettina… nostri amici da una vita! 

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