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L’IMPROVVISA SCOMPARSA DI PIETRO LA MALFA!

PIONIERE DELLA RADIO LIBERE, NE DA’ LA NOTIZIA PER PRIMO PIPPO MIDILI, CHE ERA PARTITO PROPRIO DA RADIO MEDITERRANEO PER COMINCIARE LA SUA CARRIERA NEL MONDO DEL GIORNALISMO! 

Abbiamo perso un amico, un fratello maggiore, un padre! Pietro La Malfa non ce l’ha fatta: il malore, il suo improvviso ricovero presso il Papardo, l’intervento, la convalescenza, la ripresa, l’attesa che ritornasse a casa. E’ successo tutto in una volta, e ci coglie impreparati questa notizia che Pippo Midili ha dato sul Diario Metropolitano. Mi telefona Attilio, mi comunica che Pietro se n’è andato, lo ha letto sul Diario Metropolitano… mi arriva su Facebook un messaggio di Giusy, la figlia; mi dice che papà non c’è più… Mi sento con Rita Maggio, la nipote, per avere notizie più precise… e ad un certo punto, mettendo in ordine tutti questi convulsi e dolorosi riscontri ricordo che ieri sera, sul mio profilo facebook, Arturo Brigandì aveva condiviso una foto del 1996. alla Sala Rotonda del Paladiana, nel Ventennale delle Radio Libere. “Santino, ricordi?“. Certo che ricordo… e il pensiero va sicuro agli inizi di quell’avventura radiofonica che dura dal 1976, quando entrai per la prima volta a Radio Mediterraneo, a San Filippo del Mela, e Pietro era lì, che armeggiava sulle apparecchiature, come tecnico! Lo conoscevo, era uno dei “quelli” del Bar Castelli, e conoscevo anche le altre facce amiche che mi accolsero in quella grande famiglia che era la radio. Ogni radio, in ogni città, che riusciva ad entrare nelle case di tanti amici prima sconosciuti ma che poi, piano piano, avrebbero atteso il tuo programma, avrebbero conosciuto la tua voce, avrebbero richiesto i motivi con qualcuno al quale dedicarli era una sola grande famiglia!

Anni 70, si intensificano i rapporti di amicizia, si comincia a diventare professionali, ognuno nel proprio settore musicale, con una propria specializzazione! Pietro controlla che tutto vada bene, che “fuori” il segnale venga percepito senza sbavature. Pignolo all’inverosimile, non smette mai di salire e scendere, con pochi fidati amici che con lui condividevano, da anni, la passione dell’emittenza privata, da quelle montagne sulle quali erano installati i ripetitori! Non ci sono pause, non ci sono orari: la radio non ammette approssimazioni, il vasto pubblico che si sintonizza e fa crescere l’audience non deve essere deluso!

Poi a Milazzo, al n. 39 di Via Giorgio Rizzo, nasce la televisione privata: programmi sempre più impegnativi, nuove conoscenze, nuovi conduttori, tanti giovani che vengono attratti dalla novità e si offrono di collaborare. Fino a quando Pietro ha una radio tutta sua, nella quale io, Tony Scuderi, Gianni Maio, Beppe Alfano, Santina Contarino, Pippo Midili, i fratelli Ocera, Jo Melles, Arturo Brigandì e tantissimi altri che non oso citare per timore di dimenticare sempre qualcuno, ci davamo il cambio…

E’ il passato che ritorna, quel passato che ieri sera stavo rievocando con Arturo, dopo la pubblicazione di quella foto. Pietro fu fra i premiati quel giorno del 1996. Proprio quando lui, in quel letto del Papardo, si stava spegnendo! Nel 2012, gli fu conferito anche il PREMIO TERMINAL per l’emittenza privata! Piccoli ma sinceri riconoscimenti per ciò che aveva fatto, e continuava a fare… 

Ma da qualche anno il tempo delle radio libere era finito: a casa sua, al vecchio numero 95 di via San Giovanni, accedendo da quel cancello diventato famoso per una citazione satirica riportata nel libro “Dalla Sena in poi…” erano stati riposti i suoi ricordi musicali, e tanto materiale che guardava con nostalgia. E durante i nostri incontri, lo stuzzicava, ci stuzzicava sempre l’idea di ripartire, per una nuova avventura! Non lo abbiamo mai fatto, ognuno di noi aveva nuovi impegni: lui si era dedicato a seguire Giusy e Tommaso nella farmacia di Messina, io immerso sempre in nuove occupazioni nel campo del lavoro, per onorare e rispettare impegni e scadenze! Lo faremo, magari… ma lui non ci sarà più. Pietro è andato via. Per sempre. Qualche anno fa abbiamo salutato Carmelo, il fratello che lui accudiva perchè fragile e indifeso… Più che un fratello, per Carmelo Pietro è stato anche un padre, una madre. Tutto! So che li ha rivisto lassù, e con quel sorriso bonario che lo caratterizzava, Carmelo gli è andato incontro, per abbracciarlo.

Quaggiù ha lasciato Tina, Giusy, Tommaso, Piero… e tanti parenti… tanti amici…. tanti ricordi. Ed un fiume di lacrime che in questo momento stanno appannando i miei occhiali…. Ciao, Pietro!!!   

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