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LINGUA SICILIANA, UN PATRIMONIO DA DIFENDERE!

Picciurro__Rinaldo-assalto-ai-Mogonzesi_gUN INTERESSANTE ARTICOLO APPARSO SU www.ASASI, PER NON TRADIRE LE NOSTRE RADICI

Nell’ambito del rinnovamento della Buona scuola la valorizzazione della “lingua madre” occupa un posto di rilievo e corrisponde anche ad una delle otto competenze europee. E’ lingua madre l’Italiano, ma ha una sua pregnanza valoriale la lingua siciliana. Ecco cosa scrive Roberto Tripodi:

“Il bravo professore Giovanni Ruffino ha proposto, in un seminario, di rilanciare la legge regionale sulla valorizzazione della cultura siciliana. Si sono subito scatenate le solite forze centrifughe che non mancano mai nel nostro ambiente. Il chiarissimo prof. Lo Piparo ha subito messo tutti in guardia dal prevedibile fallimento, affermando che i giovani non sono interessati dalle radici, ma dai frutti, e quindi occorre proporgli nuovi linguaggi e lingue straniere che li aiutino a trovare lavoro. Un altro eminente studioso a questo punto ha rincarato la dose sicuro che prima di far studiare letteratura e arte siciliana occorre formare gli insegnanti. Non poteva mancare la solita professoressa rivoluzionaria che ha coinvolto l’uditorio in un vibrante comizio contro OCSE PISA, Invalsi e valutazione (applausi a scena aperta). Non sono mancate le critiche a Leonardo Sciascia che però, quando parlò di Sicilia irredimibile, forse ci azzeccò”.

La globalizzazione della comunicazione che l’informatica ha ampliato provoca certamente problemi al localismo. L’identità siciliana, che si esprime anche attraverso la lingua, non appare per nulla deplorevole, né segno di provincializzazione, termine improprio secondo il linguaggio “metropolitano”. L’incontro di nuove culture non deve far perdere di vista il patrimonio storico e culturale che ci appartiene.

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