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LUIGI CAMA E IL SUO CONFINE INVISIBILE

camaPRESENTATO IL LIBRO AL CASTELLO, L’AUTORE HA RILASCIATO UN’INTERVISTA A TERMINAL

di Francesco D’Amico

Sabato 29 agosto al Castello di Milazzo è stato presentato il libro “Il confine invisibile”, scritto da Luigi Cama. L’incontro è stato organizzato dall’associazione culturale “Teseo”, presieduta dal dott. Attilio Andriolo. La passione di Cama, classe ’75, per tutto ciò che riguarda i fenomeni paranormali, l’occulto, l’ignoto, ha origini molto lontane: dal primo déjà-vu all’età di dieci anni, ai tentativi adolescenziali di mettersi in contatto con lo spirito del suo idolo musicale, Freddie Mercury, fino alle prime “spedizioni” notturne al Castello nel tentativo di avvistare il leggendario fantasma (accompagnato da un paio di fedeli amici), e alle “incursioni” alla in Villa Muscianisi per indagare sulla presenza dei mitici folletti. Esperienze ed aneddoti che Luigi racconta con dovizia di particolari e ritmo avvincente nelle pagine della sua opera, che l’autore definisce “un libro per tutti”, scritto con un linguaggio semplice e divulgativo, rivolto ad un pubblico eterogeneo.

Luigi, partiamo dal titolo del tuo libro. Cosa intendi per “confine invisibile”?

“Il paranormale. Esso rappresenta un confine tra il sapere ed il credere: dove finisce l’uno, comincia l’altro. Si tratta di qualcosa che è accessibile a tutti, anche se pochissimi riescono a trovarlo. Mi ci sono voluti vent’anni per acquisire le dovute conoscenze e potermi concedere il lusso di crederci”.

Quando ha avuto origine il tuo interesse per il paranormale?

“Fin da bambino ho sempre nutrito una grande curiosità verso il mistero. Nel gennaio del ’94 si verificò un evento particolare, riportato nel libro, che mi spinse ad intraprendere un cammino di ricerca lento e graduale”.

Nel 2010 sei stato ospite della trasmissione di Italia 1 “Mistero”, condotta allora da Enrico Ruggeri, nel corso della quale hai illustrato parte delle tue ricerche sulla famigerata Villa Muscianisi di Milazzo. Ti va di ricordare quell’esperienza?

“Sono stato contattato dallo staff della trasmissione, che era venuto a conoscenza dei miei lavori attraverso il sito www.metavisione.it, dove, dal 2007,  pubblico i risultati delle mie sperimentazioni. Ero il primo in classifica su Google in questo genere di ricerche, con il mio nome ed il mio numero di telefono. Purtroppo,  partecipando alla diretta, mi è toccato constatare che in questo tipo di programmi si cerca sempre lo scandalo, l’elemento che possa suscitare scalpore per fare aumentare gli ascolti. In una sola puntata, sono stati mandati in onda ben due servizi, su di me e su Milazzo”.

Veniamo alle leggende milazzesi. Cosa mi dici a proposito di Villa Muscianisi?

“La mia prima visita alla villa è stata un’esperienza che si è presentata spontaneamente.  Avevo sentito parlare di un folletto e pensavo che, se in un determinato luogo si forma una leggenda, forse in quel luogo può essere rintracciato un fondo di verità su cui si basa la leggenda stessa. L’interazione psichica tra molte persone che credono a qualcosa, può alle volte dar luogo alla concretizzazione di quella specifica credenza.  All’interno della villa ho adottato la tecnica della metafonia, cioè mi sono servito di una serie di registrazioni audio, nelle quali hanno interferito alcune presenze, percepite da me come entità di trapassati, ossia di persone scomparse che conoscevo e che mi invitavano a proseguire, a cercare in alcuni punti ben precisi. Non ho visto folletti, ma, com’è accaduto altre volte, mi sono ritrovato dei trapassati che cercavano di comunicare con me”.

Mentre Luigi prosegue il suo discorso, improvvisamente, nel locale in cui ci troviamo (un noto bar del centro milazzese) si verifica un corto circuito e va via la luce. Ciò contribuisce ad aumentare notevolmente il mio senso di suggestione, mentre il mio interlocutore sorride e mi racconta che in passato eventi del genere si sono verificati mentre lui si trovava nel retrobottega della Libreria Filoramo, quando questa era ubicata in Piano Baele (mi racconta che una volta sono caduti anche dei libri dagli scaffali). Per fortuna la luce è tornata presto.

Adesso parliamo del fantasma del Castello. Cos’hai scoperto in proposito?

“Quella della monaca murata viva è la leggenda principale della nostra città. Forse si tratta di una semplice credenza popolare. Ad ogni modo, ho trascorso molte notti al Castello alla ricerca del fantasma, ma non ho mai visto nulla; ho ricevuto altri tipi di segnali, ma del fantasma nessuna traccia. Il luogo è certamente molto suggestivo e può aiutare a raggiungere un particolare stato mentale. Ti racconto una storia. Nel 2010 qualcuno ha fatto circolare sul web una foto scattata all’interno del Castello, nella quale si vedeva una sagoma che aveva le sembianze di una monaca. In realtà, si trattava di un fotomontaggio, e sono stato io a scoprire il bluff. Poco tempo dopo, durante la Notte Rosa al Castello, un fotografo professionista ha effettuato uno scatto al Bastione delle Isole, intorno all’una di notte. Nella foto, in cima al Bastione, si vede una forma gassosa blu. Il fotografo in questione mi ha contattato su Facebook per chiedermi un parere. Nella foto, in effetti, si nota qualcosa di anomalo. Sono giunto alla conclusione che si tratti di un fantasma, nel senso di un’apparizione, di un qualcosa che si verifica dove non dovrebbe realizzarsi, per una combinazione di fattori: le luci, l’umidità, come se qualcuno avesse manipolato l’energia presente. Quest’immagine misteriosa sembra quasi a forma di “s”, come “suora” (ride, ndr); inoltre, tale forma è più densa alla base e meno densa nella parte superiore, per cui appare come un saio, come se si trattasse di una monaca. E’ come se dietro a tutto questo ci fosse un’intelligenza e il Castello avesse voluto rispondere dopo la scoperta del fotomontaggio di cui sopra”.

Hai qualche progetto in cantiere?

“Al momento mi sto dedicando alla scrittura del mio primo romanzo, una storia che raggruppa vari elementi che riguardano l’oggetto dei miei studi: il paranormale, la ricerca psichica, una serie di intrighi riguardanti anche il Vaticano. Ho preso spunto da alcune ricerche ancora non pubblicate, alle quali ho aggiunto un po’ di quella medianità che sono riuscito a sviluppare nel corso degli anni”.

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